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mercoledì 29 giugno 2011

Radio Voice

Molti di voi la conosceranno già, ma per chi ancora non ha avuto il piacere di connettersi con Radio Voice questo è un invito a farlo.
Quando lavoro al pc, quando scrivo qualcosa per il blog o su Facebook, non c'è migliore sottofondo di questa radio che rappresenta una sorta di "radio ideale", non sembra vero di poter addirittura ascoltare pubblicità con attenzione perchè trattasi di pubblicità "etica". Vi sembrerà incredibile, quando di solito saltate su un altro canale quando c'è qualche annuncio pubblicitario...qui no, anzi! li ascoltate con tanto di orecchie...

Per non parlare delle news. In questo momento stanno parlando di circhi...
La musica è delle migliori in circolazione. Insomma, non avrò mai abbastanza parole per esaltare il lavoro di questa radio. E voi, che non la conoscete, non dovete fare altro che connettervi e lasciarla come sottofondo mentre navigate in internet, ne sarete entusiasti.

Radio Voice è anche su Facebook. Sosteniamola e ascoltiamola.

RADIO VOICE è una radio che lotta per il riconoscimento dei diritti degli animali. 
                                                                RICONOSCIMENTO E NON CONCESSIONE.

sabato 6 novembre 2010

Veg Zombies



Un'altra storia di morti viventi, sì, ma questa volta un po' più originale del solito. L'autore, David Agranoff, è vegan e ci racconta che la sua opera ha qualcosa da offrire un po' a tutti. Non c'è bisogno di essere vegan e/o amanti del genere horror per apprezzare il fine umorismo di The Vegan Revolution with zombies. Ecco uno stralcio di una sua intervista:


“From fast food burgers to free-range organic eggs, eating animal products turns people into shambling brain-dead zombies – not even vegetarians are safe! In Portland, Oregon, vegans, freegans, abolitionists, hardliners and raw fooders have holed up in Food Fight, one of the country’s premier vegan grocery stores at the vegan mini-mall. There they must prepare for their final battle to take back the city from the hordes of roaming undead. Will vegans filet the flesh-eaters or will they become zombie chow? When there’s no more meat in hell, the vegans will walk the earth.”


lunedì 31 maggio 2010

Adrenalina a colpi di tofu

tofu hunter

Avrete già sentito parlare dei green-themed video games, ovvero quei videogiochi a tematiche eco-green-sostenibili... Ora sulla scena dei videogames c'è anche Tofu Hunter.

Ecco come recita l'ironico disclaimer del videogame:

This game contains graphic depictions of violence against tofu. We use this violence not to shock, but to better illustrate the pain and suffering that innocent tofu goes through every day in the barbaric name of veganism".

Io non gioco e non sono di conseguenza una grande esperta di videogames, so che di norma almeno ultimamente sono infarciti di violenza e donnine nude. Questo pare non faccia eccezione, a giudicare anche dalle due tipe in costumino che appaiono nella presentazione, ma almeno si parla di sparare al tofu e non di sgozzare umani, animali e quant'altro. D'altro canto però, perchè sparare al tofu? Nel senso che si mima l'effetto ammazzata di una caccia ad animali selvatici, forse che qualcuno ne sente la mancanza e sublima col tofu? Non so, che dire? Fateci un giro e ditemi che ne pensate...



venerdì 16 aprile 2010

Tutti ne parlano

Se ne comincia a parlare anche su giornali non specializzati, i media non possono più tacere. Qualche giorno fa ho trovato un articolo su L'Arena che forse a qualcuno di voi è sfuggito. Si parla di effetti negativi di un'alimentazione onnivora. Purtroppo l'alternativa proposta è ancora lacto-ovo, ma sempre meglio di niente, suppongo che una alimentazione totalmente plant-based sia un pensiero troppo avanzato per chi fino ad oggi ha divorato cadaveri di animali. Peccato che i latticini non siano immuni dalle problematiche conseguenti all'ingestione di carni animali, tanto da essere denominati "carne liquida". Tant'è.
Ve lo riporto qui di seguito (i grassetti sono miei):

La carne è sotto accusa

«La carne? Meglio non mangiarla». E' stato traumatico, per molti, il messaggio lanciato al recente convegno dedicato alla corretta alimentazione e svoltosi a Prova, soprattutto in un periodo nel quale la riscoperta della buona tavola e dei cibi tradizionali (molto spesso a base di carne) è diventata quasi una moda «culturale», esaltata anche dai mass-media.

Ecco perchè hanno destato molta sorpresa affermazioni come «mangiar carne fa male» e «se la gente sapesse quello che provoca, non ne mangerebbe». A lanciare il messaggio, che di fatto era un invito a una dieta vegetariana, sono stati esperti di grande valore: Roberta Siani, responsabile del Progetto disordini alimentari del reparto di Psichiatria dell'ospedale cittadino di Borgo Roma; Pietro Madera, responsabile del Sert dell'Ulss 20; Francesca Bonini, biotecnologa e docente di alimentazione, che sono intervenuti col coordinamento del dottor Giuseppe Piasentin, medico del Pronto soccorso del «Fracastoro».

Partendo dal presupposto che si tratta soprattutto di una questione di cultura, i relatori hanno chiarito che il problema del consumo della carne ha due importanti conseguenze: una sulla salute delle persone e una, più in generale, su quello - drammatico - della fame nel mondo.

Ci sono tre categorie di cibi, ha ricordato Madera: i cibi «virtù», che assorbono l'energia dal sole e la trasmettono all'uomo, conferendogli salute, longevità e serenità (frutta fresca e verdura, cereali integrali, latte, burro, miele, yogurt, formaggi non fermentati e simili); i cibi «passione», dai sapori intensi, i quali danno un'energia che dura poco e che se sono consumati regolarmente producono malattia (cereali raffinati, spezie, caffé, formaggi stagionati, sale, dolci, zuccheri); infine i cibi «inerti», che hanno cioè poca energia, appesantiscono e intossicano, predisponendo alle cosiddette malattie del benessere e ai tumori (carne, salumi, alcol, grassi animali, uova dopo il quindicesimo giorno, cibi conservati, aceto).

L'influenza del consumo di carne sul problema della fame nel mondo si evince invece da alcuni dati sorprendenti: per produrre un chilo di carne (sufficiente per sfamare 5-6 persone) si consumano 30mila litri di acqua e 16 chili di cereali (che ne sfamerebbero 40-50). Basti pensare che tre quarti della produzione mondiale di cereali è dedicata agli allevamenti per la produzione di carne.

«Se si consumasse meno carne e si cambiasse il nostro sistema alimentare», hanno concluso gli esperti, «ridurremmo le patologie e daremmo al Terzo mondo la possibilità di soffrire meno la fame, senza contare che le popolazioni vegetariane sono meno aggressive e più pacifiche di quelle che si alimentano con la carne».

Un invito esplicito, quindi, a preferire una dieta con meno carne o, addirittura, vegetariana, la sola in grado di garantire una alimentazione più sana, secondo i medici. Gli esempi di chi la segue, del resto, sono numerosi. La lista dei vegetariani celebri parte dall'antichità per arrivare ai nostri giorni e comprende, in ordine sparso, Aristotele, Pitagora, Cicerone, Diogene, Platone, Plinio, Socrate, Seneca, Sofocle, Epicuro, San Francesco, Leonardo da Vinci, Albert Einstein, Edison, Franklin, Freud, Gandhi, Ippocrate, Mazzini, Newton, Nietsche, Paganini, Pascal, Wagner. Tanti anche i personaggi dello spettacolo e della cultura che non consumano carne: Giorgio Albertazzi, Brigitte Bardot, Adriano Celentano, John Lennon, Bob Dylan, Gianni Morandi, Sting, Jovanotti, Umberto Veronesi.

giovedì 25 marzo 2010

Diete di primavera

Tempo di diete la primavera. Ogni anno è così. Non si sente parlare d'altro in ufficio, in palestra, tra amiche. E i dietologi si fregano le mani, è tempo anche per loro di guadagnare e di tirar fuori dal cilindro le diete più incredibili, da lasciare stupefatti. Qualche volta funzionano, almeno finchè si seguono. Poi, si torna a mangiare come al solito, anzi, peggio del solito, affamati da mesi in cui si sono a malapena toccati i carboidrati (considerati il diavolo in persona) e si è invece acquisito un surplus di proteine animali. Una mia amica - ad esempio - segue da mesi una dieta a base di mezzo chilo di yogurt e 300 grammi di formaggio magro al giorno, per un totale di 2,100 kg di cacio a settimana, escluso lo yogurt, per chi non sapesse far di conto. Più, naturalmente, pesce o carne quotidiani, sia mai si dovesse aver carenza di proteine dopo aver ingerito un intero caseificio. I reni ringraziano, il fegato pure, il cuore fa letteralmente salti di gioia. Ah, dimenticavo! Ad un'altra amica hanno dato una dieta che contempla otto uova sode al giorno. Se qualcuno è incredulo, si sbaglia di grosso. Posso fare nomi.
D'altronde, al dietologo o sedicente nutrizionista raramente si chiede di imparare a mangiar bene e a mantenersi in salute, ma solo di perdere peso. Avrei intenzione anche io da domani di metter su uno studiolo come dietologa, consigliando ai miei pazienti una alimentazione a base di pizze di cacca di cammello, quelle che vengono usate anche come combustibile. Vogliamo scommettere che dimagriscono?
E poi le diete classiche sono così tristi, piatti banali, sconditi e poco soddisfacenti per il palato e per la psiche. Niente a che vedere con l'alimentazione consigliata da Rory Freedman e Kim Barnouin, le autrici di Skinny Bitch. Che poi è come mangiamo noi ogni giorno: altro che privazioni. Un libro dai toni molto irriverenti e provocatori che ha venduto copie su copie negli States ma non solo, tanto da essere stato tradotto in varie lingue, tra cui l'italiano. Ne riparleremo. Intanto guardatevi questo video:

domenica 3 gennaio 2010

Hello cow-boy, benvenuto!

Per chi tra di voi se la cava discretamente con la lingua inglese, ecco un video di fortissimo impatto tratto dalla trasmissione statunitense Dr. Oz show, nel quale un cow-boy - Rocco - che si è sempre nutrito quasi esclusivamente di animali decide di diventare vegan per salvarsi la vita.
I suoi valori erano al limite, rischiava ormai di fare il botto: colesterolo e glicemia alle stelle, sovrappeso, e tutte le patologie normalmente correlate, tipiche di chi si alimenta in quel modo.
Supportato da un nutrizionista, Rocco capisce che non ha altra scelta. Viene intervistato nuovamente dopo un mese dall'inizio del suo nuovo stile di vita.
It's very shocking!
Mi domando come sia possibile che venga trasmessa in tv una storia del genere, che va contro tutti gli interessi commerciali normalmente in ballo. In questa trasmissione non si vende nulla, nessuno sponsor di produttori di fagioli o di tofu che muove i fili dietro le quinte. Eppure sono riusciti a far passare il messaggio che noi andiamo predicando quotidianamente suscitando risatine, scherno, fastidio, indifferenza anche nelle persone che sono conciate come questo tipo qui, come Rocco, mezzo crepato di diabete e in procinto di sconocchiare per un infarto.
Guardate il video, relax yourself e fatelo vedere ai vostri parenti e ai vostri amici che si stanno lentamente ma inesorabilmente suicidando:


lunedì 16 novembre 2009

Con StilEtico spendi di meno!

Molti di voi già conoscono www.stilEtico.com. Chi ancora non ci ha mai fatto un giro ed è interessato a scarpe & co. cruelty-free, beh, quello è il posto giusto dove capitare! Uno shopping-centre dove fanno la parte del leone consigli per gli acquisti, recensioni, nuove scoperte, dritte per sopravvivere nella giungla di offerte on line e su strada di prodotti che non implicano materiali di origine animale. Per chi non ha intenzione di corroborare il mercato delle pelli degli animali, che non sono solo un "sottoprodotto" degli allevamenti ma una delle punte di diamante, insieme alle carni di questi animali.
Non starò qui a ripetermi, chi vuol saperne di più basta che faccia un giro tra i post sull'argomento.


Quello che mi premeva ricordarvi qui è che Stiletico è diventato in pochi mesi un vero punto di riferimento, non solo per chi come noi deve acquistare ma anche per i produttori. E per questo sono cominciate ad arrivare proposte di collaborazione, come ad esempio quelle dei negozi on line che trovate sulla sidebar di sinistra, i negozi amici di Stiletico che propongono sconti sui loro prodotti.
Troverete cosmetici, calzature, prodotti alimentari e shop on line come IVegan, NeonCollective, Mineralia, Charmonè, JingaShop, FeelGood. Altri se ne aggiungeranno, ci auguriamo.
Ricordo anzi in questa sede che siamo aperti a collaborazioni da parte di produttori e rivenditori di prodotti cruelty-free per iniziative di questo genere o tutte da inventare!

Io e le mie socie di StilEtico, ricordo anche questo, non guadagniamo nulla con questo sito. Abbiamo scelto di farci pagare la pubblicità tramite banner con sconti dedicati ai lettori, nient'altro. Tanto che i negozi, soprattutto quelli anglosassoni, si sono a volte stupiti di questo. Ma tant'è. Siamo idealiste, che ci possiamo fare.
Non disdegneremo in futuro di guadagnare, perchè no, e devolvere quanto ricavato alla causa animalista. Ma ora vogliamo farci conoscere dalle aziende e ci stiamo riuscendo. Questo è l'importante.

Quindi, niente più scuse, l'alternativa è possibile e con StilEtico ve lo dimostriamo ogni giorno!


P.S. Non solo noi del team di Stiletico non ci guadagniamo, ma anzi, a forza di scoprire nuovi negozi e nuovi prodotti siamo continuamente sottoposte a tentazione. E ogni tanto cadiamo nella nostra stessa rete. Non sempre è possibile resistere, soprattutto alle promozioni... Ci ritroveremo povere ma piene di scarpe, ombretti, biscotti alla canapa?!

martedì 10 novembre 2009

Mai più senza

Questa ci mancava. Un nuovo reality su canali Sky dal titolo 6 nel Mirino. Anzi, non è nuovo, sono io che l'ho scoperto ora.
Ecco la presentazione, così come l'ho letta (i grassetti sono miei):

Due arti antiche, tra le prime inventate dall'uomo per procacciarsi il cibo e che ancora oggi sono praticate da migliaia di appassionati. Sono la caccia e la pesca, soggetti unici del canale tematico (235) dedicato a queste due discipline. Dal mese scorso grande novità per Caccia e Pesca che ha diviso il proprio palinsesto giornaliero in quattro fasce tematiche da sei ore: a rotazione si alternano sei ore di caccia e altrettante di pesca. Raddoppia anche l'offerta per gli amanti del genere: oltre al canale 235, sul 236 si può seguire il palinsesto con una differita di sei ore per non perdersi i programmi preferiti. Tra le trasmissioni di punta 6 nel Mirino, seconda edizione del fortunato reality con al centro una sfida tra due cacciatori. Novità di questa edizione, l'ambientazione tutta italiana (prova finale esclusa), il televoto da casa per eliminare un concorrente e la possibilità di prendere il suo posto.
Da sabato 21 novembre, ore 21.00

Potete immaginare cosa mi sia passato per la testa quando ho letto un paio di giorni fa questo trafiletto, con tanto di foto di due imbecilli sorridenti visibilmente agghindati da cacciatori. Uno dei due era un mentecatto di chiara fama, Bruno Modugno (cercate il suo nome su Google per saperne qualcosa di più, non mi va di dedicargli più di due righe in questa sede). Prima di tutto, ho ringraziato la Rete per avermi dato la possibilità di scrivere su questo blog affinchè possa sfogarmi anche pubblicamente (e non solo all'interno delle mie stanze) e affinchè possa mettere a conoscenza di questo fattaccio chi ancora non sa e provocare lo stesso mio sdegno.

Dunque, c'è gente che si gusta anche lo spettacolo in tv e addirittura in differita su un altro canale. Chissà cosa fanno costoro sui loro divani... quando l'animale viene colpito esulteranno come quando la loro squadra di calcio fa gol? Chissà.
C'è la possibilità che i due del reality si ammazzino tra di loro? Si sa, tra cacciatori si sa, spesso non si tratta di errore o incidente quando un colpo raggiunge un altro cacciatore nello stesso terreno. Quale modo più sicuro di far fuori uno che ci sta sulle balle che non sparacchiargli contro in una battuta di caccia? E' pur sempre gente che deambula con un'arma da fuoco sul groppone e non spicca certo per capacità di empatia, suvvia, non scherziamo. Il televoto può servire anche a questo? Chissà.


Sono disgustata. In Italia ci sono circa 700 mila cacciatori ed esistono ben due canali Sky per loro. In Italia ci sono circa altrettanti vegan e non c'è alcun canale tv. Quanto potenti sono le lobbies dei fabbricanti d'armi? Quanto potenti sono quelle delle industrie del tofu, dei fagioli in scatola, del latte d'avena?



mercoledì 28 ottobre 2009

Il diavolo, probabilmente

Ieri sera ho visto un film del 1977 che si intitola "Il diavolo probabilmente", regia di Robert Bresson. Non so come sia potuto sfuggirmi negli anni un film di questo regista, ho bazzicato cineclub da quando ho l'età della ragione, eppure...
Perchè ve ne parlo qui? Perchè l'ho trovato attuale, perchè mi ha fatto pensare, perchè il protagonista potrebbe essere un po' come noi. E' molto giovane e chi ha la sua età vi si potrà rispecchiare ancor di più. Chi, come me, è più adulto forse si ricorderà di com'era e realizzerà che forse non è poi cambiato così tanto. Da notare che il regista aveva 70 anni quando ha girato questo film. Mi veniva da piangere a pensare ai film giovanilisti dei vari Moccia & co. Giuro, da piangere, e davvero per il genere umano perduto.
Solo il finale non ci appartiene, perché preferiamo lottare.

La storia, in breve, è quella di un gruppo di giovani, verosimilmente 18-20enni, contestatori e ribelli, ambientata in una splendida Parigi degli anni '70. Il protagonista è Charles, uno studente anticonformista, pacifista e soprattutto ecologista. Mentre gli altri si riuniscono per discutere di politica, Charles concepisce tutto ciò come inutile perché il male del mondo è inestirpabile e gli uomini viaggiano su una macchina impazzita che porterà il nostro pianeta alla sua totale distruzione (chi di noi talvolta non ha avuto di questi pensieri?). Una sera compra una pistola e chiede a un amico tossicodipendente di ucciderlo nel cimitero "Père Lachaise".

Sullo schermo scorrono le immagini dei disastri ecologici dell'epoca, petroliere che inquinano i mari, pesticidi che appestano l'aria e la terra, cuccioli di foca uccisi a bastonate. Il protagonista non può sopportare oltre. Una sorta di nichilismo, di profonda disperazione, di assenza di speranza e di fiducia nel genere umano si impossessa di lui. A nulla valgono i suoi due amori, i suoi amici, che cercano di proteggerlo conoscendone l'animo e sospettando le sue tendenze al suicidio.
Bellissima la scena di Charles dallo psicanalista che sfiora il grottesco, indimenticabile quella all'interno dell'autobus, con gli avventori che partecipano ad una surreale conversazione a più voci sulle cause del Male (il diavolo, probabilmente?).
Non voglio rovinarvi la visione raccontandovi altro, ma ve lo consiglio. Lo trovate nelle librerie ben fornite oppure nei negozi on line.





lunedì 21 settembre 2009

Paul veglia su Lisa

Molti di voi sanno già che Lisa Simpson è veg(etari)ana. Qualche sera fa mi è capitato di vedere un episodio dove due nuove amiche invitano Lisa a mangiare una crepe, lei accetta con entusiasmo e risponde: "Siiii! Ma... senza latte??" e le amiche ribadiscono: "Naturalmente!". Da non crederci. Per un attimo mi è sembrato di vivere in un altro mondo, dove sia "normale" un dialogo del genere.
Vi ricorderete che nell'episodio che abbiamo pubblicato anche qui sul blog, quello dove Lisa diventa veg, appare anche Paul McCartney insieme alla moglie Linda.

Ebbene, il nostro Paul vigila affinchè non si verifichino cambiamenti di sceneggiatura nella serie. David Mirkin, executive producer dei Simpsons, racconta in una intervista che è proprio McCartney che ha accettato di comparire nella puntata decisiva per la scelta di Lisa alla condizione che Lisa fosse rimasta sempre vegetariana. Mirkin ha accettato di buon grado perchè è lui stesso vegetariano. McCartney è molto severo su questo punto e - dal momento che è sempre circondato da un folto manipolo di avvocati - la faccenda suona piuttosto minacciosa.
Voci di corridoio & gossip ci danno Maggie, la sorellina più piccola di Lisa, come probabile prossima veg della serie....

Intanto, anche ieri sera un episodio della serie è stato tutto dedicato ai circhi e alle loro ignominie. Bravi Simpsons!


fonte: http://www.ecorazzi.com/

lunedì 14 settembre 2009

Le balene


Vedete il manifesto qui sopra? Beh, ha scatenato un putiferio di polemiche questa estate. Attenzione, persone in sovrappeso ovunque voi siate: la PETA vi considera..."balene"!
PETA, la nota organizzazione per i diritti degli animali, ha utilizzato questa metafora per promuovere la dieta vegetariana attraverso le affissioni di manifesti in molte città degli Stati Uniti.
Le polemiche sono sorte perchè molte persone grasse si sono sentite insultate e prese in giro pubblicamente, nonchè imbarazzate al cospetto del suddetto megaposter. In diversi blog e forum si è discusso dell'argomento e le parti erano in qualche modo equamente suddivise tra i pro e i contro. Non tutti i grassottelli si sono offesi, qualcuno di loro ha trovato lo slogan spiritoso, altri ne hanno fatto una vera tragedia.
Tant'è che alla fine la PETA ci ha rinunciato e ha rilanciato con un'altra campagna pubblicitaria in sostegno della dieta veg:

Naturalmente non tutti i veg(etari)ani sono magri ma è stato provato che in media lo sono senz'altro più degli onnivori. Una dieta sbilanciata è possibile per entrambe le categorie di persone ma in linea di massima un veg è più consapevole, più informato, più attento e rispettoso dell'ambiente e di se stesso. Difficilmente potrà riempire il carrello del supermercato con tutte quelle porcherie che normalmente vengono acquistate da una famiglia-tipo. Me ne rendo conto tutte le volte che vado a fare la spesa. La gente lamenta prezzi sempre più alti ma intanto riempie le proprie borse di cibi totalmente inutili (dalle merendine ai "piatti pronti" a un'infinità di pastrocchi di cui si può fare assolutamente a meno). Spende tanto per nulla. Anzi, spende tanto per peggiorare la propria salute.

Go veg!

domenica 30 agosto 2009

Una Terra non ci basta

E a confortare le mie idiosincrasie per i "mangioni" ci sono articoli come questi, che vi riporto qui per intero sottolineandone i passi - per me - più salienti. Questo a beneficio soprattutto dei miei beneamati sedicenti progressisti, alternativi e quant'altro che sfoggiano con noncuranza la loro "passione per il sushi", così come non si vergognano di dire che a loro "piace la ciccia, ah beh". Secondo me non dovrebbero andarne fieri, ma farlo di nascosto, chiudersi nel bagno ed espletare, perchè andarlo in giro a dire, beh, sta diventando francamente molto imbarazzante. Quando lo sento dire (spesso) non so più dove guardare, mi sento realmente a disagio, soprattutto se si tratta di persone che si definiscono sensibili, se non agli animali almeno all'ambiente.

L' Europa mangia troppo 'Una sola Terra non basta più'
Repubblica — 27 agosto 2009 pagina 17

Una Terra sola non basta più a sfamare tutti i suoi abitanti. Se nel futuro prossimo tutti mangeranno tanto cibo e tante pietanze pregiate, a cominciare da carne e pesce, come gli europei, allora ci vorranno tre Terre, sarà necessaria una produzione alimentare tripla di quella possibile nel nostro caro, vecchio e sovraffollato "pianeta blu", per nutrire i suoi abitanti. E siccome i pianeti non si possono clonare, l'unica soluzione è mangiare meno per sfamare tutti, una riedizione amara e allarmata del «lavorare meno, lavorare tutti» sessantottino e post.

Lo dicono gli ultimi rapporti della Fao, l'organizzazione delle Nazioni Unite per agricoltura e alimentazione, cui la Sueddeutsche Zeitung ha dedicato una delle sue frequenti pagine intere sulle grandi emergenze. Lo spettro della fame, vecchio quanto l' umanità, risorge sempre imprevisto a sfidarla con volti nuovi. Le cifre parlano chiaro, fanno paura. Solo l' 11 per cento della superficie della Terra è utilizzabile per la produzione agroalimentare. Cioè, un' area grande poco più di cinque volte l' Italia, per sfamare tutto il mondo. E di qui al 2050 la popolazione mondiale salirà a 9,3 miliardi di persone. Insomma, non potremo più continuare con le abitudini di oggi.
È vero, avvertono gli esperti internazionali citati dall' investigative reporter della Sueddeutsche, Sebastian Herrmann, che oggi di 6,7 miliardi di abitanti del pianeta circa 923 milioni soffrono e muoiono di fame.

Ma è anche vero che se cambieremo tutti, o meglio tutti noi europei, nordamericani, e anche i nostri "concittadini del mondo" che stanno arrivando alla prosperità diffusa, cioè brasiliani, cinesi, indiani e così via, la produzione alimentare attuale può scongiurare la fame di massa. Altrimenti però sarà il disastro; su 9,3 miliardi di esseri umani, un terzo sarà colpito dalla fame. Colpa dei ciccioni, o meglio delle abitudini da ciccioni. Mangiare carne piace sempre più nel mondo ricco o nuovo-ricco: in Baviera, la patria delle Bmw e dei supertreni Siemens, dove i sovrappeso per sovralimentazione ipercalorica, tra wurst e bistecconi t-bone locali da due chili a porzione, sono tanti da aver costretto la Croce rossa a ordinare ambulanze speciali da 140mila euro per quando i "pesanti" si sentono male: le pur generose ambulanze Mercedes o Volkswagen T5 e le loro barelle non reggono.

In Cina, rispetto al 1995, entro il 2020 la domanda di carne raddoppierà. Lo stesso trend investe brasiliani, indiani,e altri popoli di potenze in ascesa. L' emergenza ha diversi volti: non solo il deserto che avanza in Africa, ma anche la carenza d' acqua in California, senza che a Los Angeles ci si convinca a mangiare meno filetto o sushi. Il pesce commestibile potrebbe sparire dai mari entro 40 anni, e produrre carne è inefficiente: sottrae terreno ai cereali, e una tonnellata di proteine vegetali richiede 1,3 ettari, mentre una tonnellata di pur "modesta" carne suina rende necessario coltivare foraggi per maiali su 12,4 ettari.

Non bastano concimi, pesticidi e cibo transgenico: rassegniamoci a mangiare meno carne, a nutrirci meno da europei. Mangiare meno, sfamare tutti. E solo così, tra l' altro, il mondo nuovo avrà stomaco e portafogli abbastanza pieno da comprare ancora "made in Europe" salvando le nostre esportazioni, la nostra high tech e i nostri posti di lavoro. - ANDREA TARQUINI


Vi prego di tenere a mente questo articolo, trascrivetene i passi pìù interessanti su post-it da lasciare in giro per casa, sul frigorifero, in bagno, fatevi il lavaggio del cervello. Non sappiamo più come dir-ve-lo.


sabato 29 agosto 2009

Vita a 280 chili

Come vi avevo anticipato un paio di post fa, ho assistito per puro caso - un paio di domeniche fa - ad una trasmissione che mi ha molto colpito. Sarà che era pomeriggio, che c'era un caldo torrido e l'unico posto fresco della casa era proprio il divano di fronte alla tv... Sapete quando si fa zapping a vanvera? E così sono capitata su un canale di Sky, non chiedetemi quale perchè non lo ricordo in alcun modo, che trasmetteva: "La donna da 280 chili" o insomma un titolo del genere.
Subito prima avevo fatto in tempo a vedere le battute finali della trasmissione precedente che trattava di grandi obesi americani e delle loro operazioni di bypass gastrico. Anche qui ero rimasta sconcertata perchè non uno, dico NON UNO, di questi obesi/e era affetto da patologie tiroidee o simili che avevano potuto causare lo sfacelo. No, semplicemente mangiavano come ossessi.Ad esempio, a un certo punto intervistano un ragazzo nero veramente grasso, sui 25 anni, e lui dice che dalle sue parti (non ricordo dove negli Stati Uniti) si mangiano tanti cibi grassi come pollo fritto e altre schifezzone e non aveva mai collegato i due fattori: mangiare in quel modo e ingrassare. Come è possibile? Non lo so, davvero, è sconvolgente.
Tant'è che alla fine ha scelto di affrontare l'operazione di bypass gastrico, con tutte le conseguenze che ne sono seguite. Tra l'altro con grandi difficoltà nel trasporto e nelle fasi post operatorie. Provateci voi a spostare una mole del genere. Nel programma mostravano lui a tavola, sempre enorme, che buttava giù dei frullatoni iperproteici perchè nei primi tempi non poteva ingerire nient'altro. Il resto della famiglia, non altrettanto obesi ma sempre nettamente sovrappeso, continuava impunemente a inghiottire ogni genere di cibo unto e calorico.
Inizia quindi il programma sulla donna da quasi tre quintali. La signora avrà avuto intorno ai 50 anni ma ovviamente l'età era difficile da indovinare nelle condizioni in cui si trovava. Anche in questo caso, nessun problema medico aveva indotto l'obesità. Solo voracità. Questa donna si era sempre buttata nelle abboffate di cibo per consolarsi delle sue magagne, provocando così (come è tipico dei tossicodipendenti) una magagna più grossa di tutte. La sua salute ormai se ne è andata a farsi friggere, come quel pollo di cui probabilmente era accanita mangiatrice.
L'unica cosa da fare si è rivelata ancora una volta l'operazione chirurgica, ancora il bypass gastrico. Quello che non ha passato poi questa donna! Sette mesi avanti e indietro dall'ospedale, ogni volta riportata a casa e poi rientrata in ospedale d'urgenza a causa di infezioni interne, di ferite non cicatrizzate, di problemi di malnutrizione (perchè non riusciva più a ingerire nulla), etc.etc. Con un forte rischio di lasciarci le penne. Impressionante.
E' dimagrita nel primo mese dopo l'operazione circa 90 chili, ma su 280 potete immaginare quanto poco si vedesse. Lo stress fisico e psicologico deve essere stato devastante. Oltretutto la pelle cominciava a penzolare da tutte le parti e avrebbe richiesto poi altri interventi chirurgici anche solo per permetterle di camminare in maniera normale senza sacche vuote in mezzo alle gambe.
Perchè ve ne parlo? Perchè penso che la gente preferisca rischiare di morire pur di non cambiare abitudini. Perchè le persone sono inconsapevoli e ignoranti rispetto a ciò che si portano alla bocca. Perchè tutto questo costa alla sanità un sacco di soldi. Perchè con una alimentazione veg tutto questo non succederebbe. Per una persona sovrappeso vegan (che si abboffa di gelato alla soia e chilate di pistacchi e può succedere) ce ne sono 100 onnivore grasse. Eppure, sono disposti a tutto. Il loro sogno non è cambiare stile di vita, il loro mito sono questi fantomatici "magri" che mangiano tutte le porcherie del mondo senza ingrassare. Non pensano proprio al fatto che la stragrande maggioranza delle persone se mangia tanto e male ingrassa, e amen. Che mangiare tanto e male non ha alcun senso, che non è rispettoso per se stessi e per gli altri. E per due persone con problemi di salute che hanno indotto l'obesità, per il resto si tratta sempre di gente che mangia troppo.
Qualche giorno fa sempre in tv ma sulla Rai c'era un medico che rispondeva ad una spettatrice che lamentava il fatto di non dimagrire anche mangiando poco (che è tutto da vedere poi, come sa bene chi vive insieme a gente in sovrappeso). Il medico ha risposto che ad Aushwitz nessuno era grasso, signora, indovini perchè? Finalmente qualcuno che ha il coraggio di dirlo!
Mi dispiace, perchè preferiscono crepare che cambiar rotta. D'altronde, se amassero davvero la vita, non potrebbero tollerare di consumare prodotti che inducono inquinamento terrestre, sofferenza animale, e tutto il resto. I conti tornano.

lunedì 13 luglio 2009

Questioni di gusti

Di prima mattina apri il giornale, anzi, apri le pagine web del giornale e tanto per farsi venire un attacco di nausea, voltastomaco e chi più ne ha più ne metta, che cosa leggo?
Dei buoni consigli per la grigliata d'estate.
Ma che schifo!

A proposito, l'ultima volta che ho usato questo termine, anzi, un vezzeggiativo: "schifetto", è stato l'altro giorno su Facebook. Una mia amica ha postato la ricetta della carbonara vegan e io ho risposto che l'avrei sperimentata nei giorni seguenti. Esce fuori dal nulla una amica della mia amica che si stupisce che io non conosca già siffatta ricetta. Come se uno basta che sia veg per condensare tutto lo scibile culinario del mondo (mentre è pieno di onnivori che cucinano sempre la stessa sbobba per anni senza nessuna incursione in ricette nuove e sperimentazioni varie).
Alla mia risposta che la carbonara onnivora mi aveva sempre fatto "schifetto" (francamente, l'avrò mangiata due volte in vita mia, non amavo uova crude e pezzi di maiale neanche in tempi non sospetti), la ragazza mi si è rivoltata contro perchè non si dice che un cibo fa schifo, che è una questione di gusti, che c'è gente che muore di fame, etc.etc.

Allora, chiariamoci subito su un punto. La gente muore di fame perchè c'è gente che mangia anche la carbonara e che comunque mangia carne, formaggi & co. Vogliamo ricordare i danni economici provocati dagli allevamenti intensivi? Qualcuno ne è ancora all'oscuro o fa finta di non sapere? Se qualcuno vuol dare una ripassata all'argomento (niente paura, non dovete chiudere gli occhi, lo può e anzi lo dovrebbe vedere anche un bambino), si serva pure.

E ancora. Per me i pezzi di animali morti sono ripugnanti, come troverei ripugnante mangiare carne umana o ragni o cavallette o cani fritti. Semplicemente non lo considero cibo, come molti (dipende dall'area geografica) non considerano cibo le formiche, le giraffe, i serpenti. La ragazza di cui sopra si sarebbe senz'altro disgustata al pensiero di una pastasciutta condita con sugo di serpente e ragni abbrustoliti sopra. Se si parla di suini e bovini invece no, le aggradano molto. Fatto curioso, dal momento che un maiale o un vitello sono animali molto addomesticabili e intelligenti secondo la nostra personale e "umana" idea di intelligenza, animali con un'affettività riconoscibile a chiunque abbia avuto contatti non di forchetta e coltello con loro. Senz'altro più di ragni e cavallette.
La pasta con dentro i pezzi di un maiale vissuto ed ucciso in condizioni orribili e le mestruazioni di una gallina vissuta ed uccisa in condizioni orribili per me non è un piatto ghiotto di cui patire la mancanza.
Naturalmente sembrerà eccessivo tutto ciò a chi ha abitudini gastronomiche di questo tipo, ma sinceramente questo non è un problema mio. Non posso farci niente. Il fatto che sia una maggioranza a nutrirsi in tal fatta non mi fa per niente venire voglia di uniformarmi e unirmi al desco con simpatia. Anzi, e non lo dico per snobismo intellettuale.

Quindi, ribadisco, certi piatti macabri come carbonara, grigliate di animali & co. fanno schifo e non mangiarli comporta dare una mano in più a chi di fame muore. Per non parlar degli animali. Amen.

venerdì 10 aprile 2009

Style, naturally

La modella e attivista Summer Rayne Oakes, pioniera della moda ecosostenibile, ha recentemente aggiunto un altro "titolo" alla lista delle sue attività, come autrice del suo primo libro: Style, Naturally, una guida alla moda etica e alla bellezza al naturale in 350 pagine e 500 splendide immagini a colori. Le fashion victims potranno toccare con mano quanto può essere divertente avere a che fare con moda e prodotti di bellezza etici!
La presentazione del libro è avvenuta qualche settimana fa a N.Y. nel negozio di Stella McCartney nel corso di un evento moooolto mondano. Naturalmente la pubblicazione è stampata su carta riciclata con inchiostri a base vegetale, questo va da sè.

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Alla presentazione erano presenti anche rappresentanti di marche come L’Oréal, Donna Karan, Ann Taylor, H&M, Gucci... Sembra che comincino ad essere interessati anche loro e noi ce lo auguriamo vivamente.



Per una guida agli acquisti cruelty-free:
www.stiletico.com

mercoledì 8 aprile 2009

Next generation

Qualcuno di voi si ricorda i telefilm della serie Star Trek?! Io li adoro, ho una raccolta in dvd da cui ogni tanto traggo qualche episodio e me lo vedo nelle fredde e piovose serate d'inverno.
Perchè poi non è solo divertente ma anche istruttivo, ed etico. In futuro, ci raccontano, la razza umana si evolverà e diventerà migliore.
Ad esempio, chi si ricorda dell'episodio 108 ("Justice") in cui si narra che all'epoca delle esplorazioni della nave spaziale non esiste più la pena di morte?!

LIATOR: Do you execute criminals?

PICARD: No... not any longer, that is.

RIVAN: You did once?

PICARD: ...Yes, some people then felt it was necessary. But we've learned how to detect the seeds of criminal behavior... Capital punishment is no longer justified in our world as a deterrent.
E l'episodio 107 ("Lonely Among Us")? Quando gli uomini della nave raccontano che la carne che mangiano non proviene più da mucche e maiali?

RIKER: ...Lieutenant Yar was... confused. We no longer enslave animals for food purposes.

BADAR N'D'D: But we have seen humans eat meat!

RIKER: You've seen something as fresh and tasty as living meat, but inorganically materialized out of patterns used by our transporters.

Magari fosse così, chissà se sarà così...

giovedì 26 marzo 2009

Etico, con stile

C’è un momento nella vita di molti di noi in cui iniziamo a pensare che non basta più fare attenzione a quello che mangiamo. Non basta più leggere minuziosamente gli ingredienti dei prodotti negli scaffali dei supermercati o dei piatti che vogliamo ordinare in un menu al ristorante.
C’è un momento in cui iniziamo a porci delle domande anche su cosa indossiamo. E cominciamo a leggere le etichette di quello che vogliamo comprare in negozio di abbigliamento e/o accessori: dal maglione alle scarpe, dal cappotto ai gioielli…e tutto il resto.

Per chi, come noi, non vuole davvero più incidere sul commercio poco etico di materiali di derivazione animale e allo stesso tempo vuole comprare prodotti che non abbiano comportato condizioni inappropriate di lavoro per operai e artigiani, le informazioni non sono mai abbastanza.

Non è facile districarsi nella giungla delle etichette, spesso poco chiare. Non solo. Qui in Italia, a differenza che nel mondo anglosassone (soprattutto Regno Unito e USA), sono ancora davvero in pochi a vendere prodotti cruelty free. Spesso è più semplice comprare on line da negozi reali e/o virtuali a New York che non qui da noi.

In StilEtico vengono raccolte tutte le informazioni utili proprio a questo scopo: le marche, i negozi, le modalità di acquisto, e soprattutto le recensioni delle scarpe acquistate, in Italia e all’estero, proprio per agevolare chi non si fida dello shopping... senza toccare e senza provare. E ancora informazioni e consigli per gli acquisti: come calzano i numeri di certe marche, se il rapporto qualità-prezzo è davvero ok e altro ancora. Ovviamente non solo scarpe acquistate on line ma anche in negozi su strada.

In particolare si parla di calzature, perchè sono l'oggetto del desiderio (soprattutto femminile) più difficile da trovare nella versione "etica", ma ogni tipo di segnalazione inerente l'abbigliamento ecosostenibile e senza crudeltà è benvenuta. E' importante che tutti collaborino inviando segnalazioni, perché condividere questo tipo di informazioni renderà tutto più semplice a chi ha intenzione di fare acquisti.

Last but not least…Proprio perchè comprare on line può comportare inconvenienti come un numero che non calza come vorremmo o una forma di scarpa che non ci sta bene, su StilEtico è possibile anche mettere un annuncio e rivendere le calzature che avete appena comprato, magari a persone nella vostra stessa città o nella stessa zona, in modo che non ci siano problemi al momento della vendita.

sabato 21 marzo 2009

Bravi quelli di Report

Il 15 marzo su Rai3 a Report hanno parlato di alimentazione per la prevenzione dei tumori. Sono tutte cose che i vegan sanno già in dettaglio ma che se ne parli in prima serata, beh...suona piuttosto eccentrico.
A parte sgombri e vongole, visto che il ferro noi lo prendiamo volentieri dai nostri alimenti vegetali (in primis i legumi e poi dalla frutta secca) e non ne abbiamo bisogno di mangiar pesci e conchiglie, il resto è perfettamente allineato con le nostre posizioni "alimentari" di sempre. Per chi se lo fosse perso, può guardare lo spezzone di programma qui: