Ho letto qualche giorno fa un articolo sul funerale ecosostenibile. Non scappate! Parliamone... Da qualche parte dovremo pure finire, prima o poi. Purtroppo non si scompare nel nulla (sarebbe la cosa ideale...Puff! Svanire!) e dobbiamo porci anche questo problema: che fine fare.
Un funerale "green" implica la questione dello smaltimento di un corpo in modo tale da ripristinare e conservare l'ambiente, senza utilizzare sostanze chimiche dannose e non biodegradabili come spesso succede nelle consuete pratiche funerarie.
Vediamo quali sono le più frequenti pratiche funerarie e cosa scegliere per essere "eco" anche in quei frangenti, secondo l'articolo in questione (quella che segue è la traduzione non completa del testo in inglese):
Imbalsamazione. I fluidi necessari per l'imbalsamazione contengono come è noto formaldeide, una sostanza chimica nota per costituire un rischio per i lavoratori del settore e per chiunque vi sia esposto per lunghi periodi. Questa pratica è raramente effettuata se non quando la salma debba essere trasportata per un viaggio medio-lungo o se intercorre una settimana e più tra la morte e la sepoltura o la cremazione. In genere gli addetti alle pompe funebri tendono a preferire la pratica della refrigerazione, senz'altro più ecosostenibile. Quando l'imbalsamazione è inevitabile, quando ad esempio si debba esporre la salma in pubblico, si possono comunque utilizzare ora delle sostanze specifiche non tossiche.
Cremazione. Anche se la cremazione la pratica che incide meno sull'ambiente quanto a risorse naturali utilizzate, rimane sempre il problema delle emissioni di sostanze potenzialmente tossiche derivate dalla combustione. E' noto infatti che un pericoloso inquinante come il mercurio viene rilasciano quando una persona con otturazioni dentali viene cremata. Chi vuole inquinare meno possibile, dovrebbe usufruire di strutture più moderne, tecnologicamente progettate per ridurre le emissioni di carbonio. Si può anche chiedere che le otturazioni dentarie vengano rimosse prima della cremazione.
Cimiteri. In linea con le procedure "verdi", alcuni cimiteri hanno adottato pratiche di gestione che tendono a ripristinare o conservare piante, paesaggi, a utilizzare materiali locali, e che non usano pesticidi nel mantenere il terreno. Inoltre, limitano tipologia, dimensioni e visibilità delle lapidi per conservare scorci naturali.
Il Green Burial Council, un'organizzazione senza scopo di lucro, nasce nel 2005 per sostenere e pubblicizzare opzioni funerarie ecosostenibili e, soprattutto, di certificare i cimiteri e gli operatori che si impegnano a rispettare le specifiche e gli standard ecologici di sepoltura funebre. Il Consiglio sostiene inoltre un elenco dei fornitori di pompe funebri e cimiteri (negli States la legislazione in materia è diversa da quella italiana), i programmi a disposizione e i prodotti da utilizzare.
Che ne dite? Voi ci avevate mai pensato?













