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giovedì 3 marzo 2011

Andarsene senza fare danni


Ho letto qualche giorno fa un articolo sul funerale ecosostenibile. Non scappate! Parliamone... Da qualche parte dovremo pure finire, prima o poi. Purtroppo non si scompare nel nulla (sarebbe la cosa ideale...Puff! Svanire!) e dobbiamo porci anche questo problema: che fine fare.

Un funerale "green" implica la questione dello smaltimento di un corpo in modo tale da ripristinare e conservare l'ambiente, senza utilizzare sostanze chimiche dannose e non biodegradabili  come spesso succede nelle consuete pratiche funerarie.
Vediamo quali sono le più frequenti pratiche funerarie e cosa scegliere per essere "eco" anche in quei frangenti, secondo l'articolo in questione (quella che segue è la traduzione non completa del testo in inglese):

Imbalsamazione. I fluidi necessari per l'imbalsamazione contengono come è noto formaldeide, una sostanza chimica nota per costituire un rischio per i lavoratori del settore e per chiunque vi sia esposto per lunghi periodi. Questa pratica è raramente effettuata se non quando la salma debba essere trasportata per un viaggio medio-lungo o se intercorre una settimana e più tra la morte e la sepoltura o la cremazione. In genere gli addetti alle pompe funebri tendono a preferire la pratica della refrigerazione, senz'altro più ecosostenibile. Quando l'imbalsamazione è inevitabile, quando ad esempio si debba esporre la salma in pubblico, si possono comunque utilizzare ora delle sostanze specifiche non tossiche.


Cremazione. Anche se la cremazione la pratica che incide meno sull'ambiente quanto a risorse naturali utilizzate, rimane sempre il problema delle emissioni di sostanze potenzialmente tossiche derivate dalla combustione. E' noto infatti che un pericoloso inquinante come il mercurio viene rilasciano quando una persona con otturazioni dentali viene cremata. Chi vuole inquinare meno possibile, dovrebbe usufruire di strutture più moderne, tecnologicamente progettate per ridurre le emissioni di carbonio. Si può anche chiedere che le otturazioni dentarie vengano rimosse prima della cremazione.

Cimiteri. In linea con le procedure "verdi", alcuni cimiteri hanno adottato pratiche di gestione che tendono a ripristinare o conservare piante, paesaggi, a utilizzare materiali locali, e che non usano pesticidi nel mantenere il terreno. Inoltre, limitano tipologia, dimensioni e visibilità delle lapidi per conservare scorci naturali.

Il Green Burial Council, un'organizzazione senza scopo di lucro, nasce nel 2005 per sostenere e pubblicizzare  opzioni funerarie ecosostenibili  e, soprattutto, di certificare i  cimiteri e gli operatori che si impegnano a rispettare le specifiche e gli standard ecologici di sepoltura funebre. Il Consiglio sostiene inoltre un elenco dei fornitori di pompe funebri e  cimiteri (negli States la legislazione in materia è diversa da quella italiana), i programmi a disposizione e i prodotti da utilizzare.


Che ne dite? Voi ci avevate mai pensato?

sabato 4 dicembre 2010

Una birra buona e cara

Il titolo di Birra più Costosa del Mondo è stato dato qualche tempo fa in Australia a una singola bottiglia di Antarctic Nail Ale venduta per ben 800 dollari. La birra ad edizione limitata (solo 30 bottiglie) è stata creata al Nail Brewing presso l'Edith Cowan University a Perth ed è  stata venduta nell'ambito di un'asta di beneficenza a favore della Sea Shepherd Conservation Society e prodotta con  ghiaccio antartico portato dalla loro ultima campagna anti-caccia alle balene nell'Oceano Antartico.
"Più del 90% della birra è composto d' acqua, così la Antarctic Nail Ale potrebbe forse essere considerata la birra più antica e pura" ha detto il birraio John Stallwood.
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Una birra per una buona causa, una birra buona.

fonte: http://www.ecorazzi.com/

mercoledì 18 novembre 2009

La fame

Leggiamo in questi giorni sui quotidiani on line che Paul McCartney il mese prossimo illustrerà la sua campagna contro il consumo di carne a Bruxelles al Parlamento Europeo, invitato da Edward McMillan-Scott, vicepresidente proprio del Parlamento Europeo, eurodeputato e... vegetariano.
Tutto questo avverrà nel corso di una conferenza intitolata "Global warming and food policy: less meat = less heat" (trad.: "Riscaldamento globale e politica alimentare: meno carne = meno calore").
Tutti noi veg sappiamo che mangiando meno animali, o meglio non mangiandoli affatto, ne' loro ne' i prodotti da loro derivati, gli effetti del riscaldamento globale sarebbero decisamente meno onerosi per il pianeta. Alla conferenza parteciperà anche Rajendra Pachauri, responsabile ONU della commissione sui cambiamenti climatici e premio Nobel per la Pace 2007, anch'egli vegetariano.

Ma fossero solo problemi di inquinamento e gas serra!
L’utilizzo di terre la cui produzione di cibo è destinata agli animali degli allevamenti intensivi contribuisce alla tragedia della povertà in aumento nel mondo. Non mi dite che non lo sapevate, bisogna avere occhi e orecchie sigillati per non sapere, ormai. Ogni giorno muoiono di fame circa 17 mila bambini, sono giorni che lo leggo e lo sento in tv (perchè la guardo poco, ma spesso è accesa e la sento mentre faccio altro, come scrivere su questo blog).
Intanto, Jacques Diouf, il direttore della FAO a Roma, ha fatto uno sciopero della fame di 24 ore per "sensibilizzare l' opinione pubblica sul problema dell'insicurezza alimentare" in vista del forum della società civile per la sovranità alimentare dei popoli riunito alla Città dell'altra economia di Roma.
Ci si è messo perfino Papa Benedetto XVI a tuonare contro le cattive strategie utilizzate nell'economia agricola e dichiara: La Terra può nutrire tutti i suoi abitanti. Per quanto valga (il suo tuonare).

Si, vabbè, tutto questo lo sappiamo. Almeno, noi veg lo sappiamo. E agiamo di conseguenza. Gli altri ascoltano, si deprimono, si scandalizzano, ma davanti al tg, proprio in quel momento, mentre ascoltano queste notizie, inforchettano la loro fettina ai ferri, spalmano il loro philadelphia, tagliano i loro prosciutti. Ma è così difficile prendersi le proprie responsabilità? Perchè il cervello non si collega alle azioni ma rimane pensiero astratto? Perchè non si inizia dalla propria casa, dal proprio piatto, dai propri figli? Questo amor materno tanto sbandierato dalle donne riguarda solo i bambini di casa propria? Gli altri schiattino?
Io non ci sto.


lunedì 12 ottobre 2009

What's on My Food?

Il sito statunitense What's on My Food parla di pesticidi. Pesticidi che mangiamo tutti i giorni sul nostro cibo, che rimangono anche dopo che lo abbiamo lavato, che rimangono nel nostro corpo per anni e anni, per non parlare dell'ambiente in cui si diffondono. I dati sono riferiti alla realtà statunitense, alcuni pesticidi da loro ammessi in Europa sono vietati, ma i risultati sono ugualmente agghiaccianti.

Ecco come funziona What's on My Food.
Cliccate una voce nella colonna di destra Find Out: What's on your food?
Si tratta di prodotti alimentari vegetali e non: dalla frutta alla carne di vario tipo agli ortaggi e così via.
Provate a scegliere un alimento e ne vedrete delle belle.
I testa per ogni prodotto esaminato sono stati condotti nel corso di diversi anni, anche se il sito mostra i dati dell'anno di test più recente (ad esempio per le banane i dati sono riferiti al 2007).
Ancora, i dati sui residui di pesticidi sugli alimenti esaminati provengono dall'USDA, il Dipartimento dell'Agricoltura statunitense, in particolare dal Pesticide Data Program (PDP).
Una fonte ufficiale, dunque, con tutto quello che questo comporta, nel bene e nel male. Che siano dati addirittura in difetto, per non creare panico nella popolazione? Chissà.Il fatto è che l'esposizione massiccia ai pesticidi può provocare danni ai bambini già dalla nascita , per assorbimento dalla madre, e può sviluppare una propensione a malattie come il cancro al cervello in soggetti ancora giovani e al morbo di Parkinson in età avanzata. Così come possono essere fatali per altri tipi di cancro, disordini neurologici, problemi all'apparato riproduttivo e ormonale. Mangiare bio quanto più possibile riduce la quantità di pesticidi ingerita e le conseguenti malattie, oltre a contribuire ad un ecosistema più consono da lasciare alle generazioni future.

A quando un sito così nel nostro Paese?

lunedì 28 settembre 2009

Tutti in New Mexico!

Earthship ed è il quartier generale di un circuito di altre città modello.
Earthship, così come è oggi, ha iniziato a prendere forma negli anni '70 e fu fondata da Mike Reynolds, che fu anche creatore di Earthship Biotecture, una compagnia specializzata nella progettazione e costruzione di Earthship. Mike voleva mettere su casa, e non solo per lui, ma non una casa qualunque. Doveva essere ecosostenibile, utilizzare quanto possibile materiali riciclati e fonti rinnovabili di energia ed economicamente possibile per persone che non fossero costruttori di professione e che invece potessero costruirsi da sè la propria casa.

Ognuno produce la propria energia, ricava la propria acqua da pozzo, produce la maggior parte del cibo che consuma. Incredibile. E chissà che vicini di casa carini ci si ritrova...!

Invidia invidia invidia. E guardatele queste case, che meraviglia:















fonte: www.ecorazzi.com

giovedì 23 luglio 2009

Bande armate


Un'altra follia. Ne avrete già sentito parlare, ma mai abbastanza, per questo eccoci qua. Un manifesto con un bambino in mimetica e un fucile accanto. Un'immagine che suscita tenerezza e nostalgia. Per cosa? Per i bei tempi andati, quando i cacciatori si tramandavano di padre in figlio, di nonno in nipote la nobile arte della mattanza di uccellini e lepri e cerbiatti e che diamine d'altro. Che poi non era tanto quello, la mattanza, a fascinarli. Provate a chiedere a uno di questi figuri cos'è che maggiormente lo appassiona/appassionava? Le passeggiate all'alba, il rituale della socializzazione con gli altri energumeni, quella sensazione di scomposta e verace virilità, stile Amaro Montenegro...
Una camminata all'alba senza una mattanza che cos'è? Inutile. Socializzare con i tuoi simili davanti a un grappino senza veder scorrere il sangue? Puah. Fermare la corsa di una lepre o il volo di un uccello, invece, dà alla giornata tutto un altro sapore. Ah, dimenticavo. Non c'è un cacciatore che non ripeta come un disco rotto quanto ami la natura proprio in virtù di quanto appena detto.
Spero di non essere mai amata da un cacciatore. Non vorrei finire trucidata, se è questo il loro modo di amare.

Tornando al manifesto col bambino sanguinario, avrete capito che si tratta della pubblicità della Federcaccia, nata con l'intento di avvicinare i giovanissimi alla caccia.
“Per evitare il proprio declino - scrive nel suo editoriale il Presidente di Federcaccia - la caccia deve trasferire i propri valori ai più giovani. Senza ricambio generazionale rischia la scomparsa.E’ proprio in giovane, a volte giovanissima età, che la stragrande maggioranza di molti di noi ha cominciato a frequentare la natura e conoscere la fauna selvatica”.
Parole da fare accapponare la pelle.

Ecco le reazioni alla geniale trovata:
  • Osservatorio dei Minori: “Intollerabile” “L’utilizzo dei bambini nelle campagne pubblicitarie di qualsiasi tipo è già un problema, ma associarne l’immagine ad una attività che ha a che fare con le armi come la caccia è intollerabile”.
  • Telefono Blu: “Noi, al contrario di altri che hanno posizioni demagogiche, non diciamo che i cacciatori sono nemici della natura, anzi [N.d.A. E ci risiamo! senz'altro il Presidente è un cacciatore]. Ma l’immagine promossa da Federcaccia è evidentemente troppo forte”.
  • Legambiente: "L’utilizzo di un fucile da parte di minori è pericoloso e moralmente inaccettabile in un Paese in cui a 16 anni non è consentito guidare né votare, ritengo inaccettabile la proposta di estendere il diritto di caccia ai 16enni”.
  • Alessandra Mussolini (Presidente della commissione bicamerale per l'Infanzia):"il lancio di Federcaccia è una cosa grave e molto brutta"
  • Isabella Bertolini (Pdl): “Tutto ciò che strumentalizza i bambini è di pessimo gusto e andrebbe vietato”.
  • Paola Binetti (Pd): "Chi ha ideato una simile campagna pubblicitaria dimostra di conoscere poco e amare poco l’infanzia”.
  • Ermete Realacci (Pd) [N.d.A. Peraltro accanito pescatore]: "Una campagna di pessimo gusto”.
  • Angelo Bonelli (Verdi): “Campagna ignobile e vergognosa”.
  • Sandra Cioffi (Mpa): “Le armi non devono essere date ai ragazzini, basta vedere le stragi che succedono in paesi come gli Stati Uniti”.
Se non altro. Non che mi commuova più di tanto, ma sono pur sempre esternazioni utili. Era molto peggio se tutti si fossero alzati osannanti sostenendo: "Finalmente! Giusto! Fucili ai ragazzini, alè!". Comunque, che tristezza.

venerdì 19 giugno 2009

It's Time to Change

Anche il Time Magazine dice quello che i vegan dicono da almeno 20 anni. Meglio tardi che mai. Ammesso che qualcuno ci faccia caso o ne prenda ispirazione. Queste cose sembra riguardino sempre i massimi sistemi e pochi realizzano che possono fare qualcosa in prima persona. L'obiezione più frequente, per esperienza personale, è: ma tanto anche se lo faccio io poi la maggioranza della gente continua a essere come è, a che serve allora? Imbarazzante quesito. Di questo passo, saremmo ancora all'età della pietra.

E' un ragionamento che fa talmente poco onore alla tanto decantata intelligenza umana che non merita grande approfondimento. Mi viene in mente quella donna di colore che negli anni '60 si ostinò a sedersi in un autobus in tempi in cui i neri - donne o uomini che fossero - erano tenuti a lasciare il posto ai bianchi (che vergogna). Avrebbe dovuto abbassare la testa, anche lei. E così Martin Luther King. Se tutte le persone che hanno cambiato il mondo si fossero allineate perchè così fan tutti...

Beh, questo è anche lo stato mentale di chi dice: Che senso ha rinunciare alla bistecca (alla faccia della rinuncia, io manco se mi pagano) se poi tutti continuano a mangiarsela. Bell'esempio da dare ai propri figli. Alleviamoli nella codardia e nel disinteresse per il mondo che ci circonda. E compramogli cellulari e videogiochi, affinchè non si sentano diversi dai loro amici, in tutto e per tutto. Portiamoli - come fanno tutti - a festeggiare il compleanno da McDonald. Com'è deprimente. Com'è alienante.

A parte i miei consueti pensieracci ad alta voce, torniamo al punto. Sul Time Magazine si parla di sostenibilità ambientale. Tra le varie voci relative a cosa possiamo fare in prima persona per non far cadere nello sfacelo il nostro pianeta c'è anche questo:

Chi è più responsabile del crescente riscaldamento globale? la vostra BMW o il vostro Big Mac? Credeteci o meno, è l'hamburger. L'industria internazionale della carne genera circa il 18% delle emissioni di gas serra, ancora più dei trasporti, secondo l'ultimo report dell'U.N.'s Food and Agriculture Organization. Gran parte di questi gas proviene dall'ossido di nitrato e dal metano che è, come il New York Times delicatamente chiama, "il naturale risultato della digestione dei bovini". Il metano ha un effetto sul riscaldamento planetario di circa 23 volte maggiore di quello del carbone, mentre l'ossido di nitrato lo è di 296 volte. [...]

David Graham / Gallery Stock
La produzione globale di carne si prevede che raddoppi tra il 2001 e il 2050. [...] Se diventate vegetariani, potete ridurre la vostra impronta sul pianeta di oltre 1,5 tonnellate di diossido di carbonio ogni anno, secondo la ricerca dell'Università di Chicago. Comprare e utilizzare un'automobile standard ne taglia solo una tonnellata - e non è così saporita (N.d.T. ...come la cucina veg!)