martedì 9 febbraio 2010

Ambientalisti con la a minuscola

Oggi ospito l'intervento di un amico, Alessandro, che riguarda uno dei fattori più controversi discussi in ambito vegan: l'ambientalista carnivoro (così come il "progressista carnivoro"). Già più volte mi sono espressa sull'argomento e non intendo tornare a discuterne in questo post. Basti sapere che non spendo in genere parole molto cortesi nei confronti di questo genere di ipocrisia. Ma Alessandro e con lui Francesca hanno la testa dura, e io li apprezzo, perchè non mollano. Così si deve fare e per questo faccio parlare lui.


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Seguendo Beppe Grillo da molto tempo e approvando molte delle battaglie che porta avanti, in primis quelle ambientali, ho sempre trovato incoerente la sua posizione sul consumo di carne. Qualche anno fa in suo post scriveva questo:

"Sono carnivoro, mi piace la carne, il prosciutto crudo, il salame, il lardo, la pancetta, l’osso buco, la carne cruda, lo zampone e il cotechino con le lenticchie. Mi piace la bistecca alla fiorentina, quella da sette etti netti più l’osso. Forse deluderò i vegetariani, ma non mi sento per niente in colpa. Mangiare carne fa parte della mia natura."

Discutendo con Francesca, un'amica molto più impegnata di me per la causa vegan, ci pareva assurdo che un personaggio come Grillo che parla di inquinamento, consumo delle risorse, deforestazione e quant'altro, potesse non vedere la causa principale di tutto ciò: il consumo di carne.
Così, dopo avergli scritto qualche lettera rimasta ovviamente senza risposta, abbiamo pensato che si poteva creare un gruppo su Facebook (social network che Grillo utilizza) per fargli nuovamente presente che è giunta l'ora, essendo un personaggio pubblico che veicola messaggi pro tutela ambientale, di prendere posizione CONTRO il consumo di carne informando gli italiani di tutti gli aspetti negativi di questa pratica scellerata. Se poi diventasse anche vegetariano sarebbe un esempio per la massa che lo segue.
Francesca ha quindi creato il gruppo "BEPPE GRILLO! INFORMA GLI ITALIANI SUL CONSUMO DI CARNE!" che conta già quasi 500 iscritti in poche ore.

Sappiamo benissimo che è quasi possibile far cambiare idea ad una persona che scriveva quanto citato all'inizio ma, come dici tu cara Ariel, si può sempre provare a cavare sangue da una rapa! Comunque sia, alcune persone che collaborano con lui sono sensibili al massacro animale: il candidato del Movimento5Stelle per il Piemonte - Davide Bono - è vegetariano.

Francesca ha giustamente scritto in un suo commento:
Un giorno Grillo disse, parlando di una raccolta firme..."abbiamo firmato in tot mila...cosa farannno in parlamento...? non cagheranno tot mila persone?"...bene, ripaghiamolo con la stessa moneta!!!
Ecco perchè è nato questo gruppo su Facebook e spero che gli iscritti possano aumentare in maniera consistente arrivando così all'attenzione del Beppe nazionale.
Ringrazio ancora Francesca per aver creato il gruppo e mi resta solo una cosa da chiedere: ISCRIVETEVI!

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Cari amici, io mi sono iscritta. Perchè non lo fate anche voi? Predicare bene è facile. Ma noi vogliamo vedere i fatti.

lunedì 8 febbraio 2010

South park

Anche a South Park si parla di allevamenti, torture e maltrattamenti agli animali....

sabato 6 febbraio 2010

Nutella fondente

Non sono particolarmente attratta dai dolci. Fino a qualche anno fa sì, ero golosissima. Poi, col tempo, mi è passata completamente, addirittura mi nausea l'idea di un dolciume industriale, mentre per quelli casarecci posso fare uno strappo, sempre che siano vegan naturalmente e non troppo zuccherosi.
Così, ogni tanto mi diletto a farmeli da me, almeno so cosa c'è dentro e non devo fare troppe domande: Ci sono uova? C'è latte?
Tra i miei preferiti ci sono i muffins con innumerevoli varianti (alla zucca, con scorzette di arance candite, con tocchetti di cioccolato fondente, ai mirtilli....), la torta di zucca e quella di carote e mandorle, e poi la nutella fondente. Ci sono molte ricette in giro per la rete, alla fine quella che preferisco è questa, che è un po' un mix di tutte quelle che ho sperimentato. Alcune contengono olio di semi, ma secondo me le nocciole sono già abbastanza "oleose" da essere sufficiente la loro presenza, senza bisogno di aggiungere altri grassi.


Mettete 100 gr di nocciole pelate e tostate nel mixer e fate andare per almeno 5 minuti, finchè il composto non diventa quasi cremoso.
Aggiungete 80 gr di zucchero al velo (io uso quello comprato da Naturasì fatto di zucchero di canna integrale bio, altrimenti usate del comune zucchero di canna ma fatelo prima passare al frullatore per renderlo più impalpabile). Continuate quindi a mixare per qualche istante. Assaggiate e valutate se necessita ancora di zucchero, per gli amanti del cioccolato fondente queste sono le dosi ideali.

Nel frattempo mettete 100 gr di cioccolato in un pentolino e fate fondere a fuoco bassissimo. Io utilizzo il cioccolato all'88% di cacao della Novi, ce ne vuole una tavoletta più altri 25 gr. Fino ad ora non ho trovato tavolette di cioccolato equo solidale con la stessa percentuale di cacao, al max al 70% e per me è già troppo dolce.
Unite il cioccolato fuso al resto del composto. Aggiungete 130 ml di latte di soia (più o meno un bicchierino).

Fate andare il mixer per qualche altro minuto. Riponete il composto ottenuto nel pentolino dove avevate fatto sciogliere la tavoletta di cioccolato e fate cuocere a fuoco molto basso (eventualmente anche sollevando il pentolino dalla fiamma per non farlo bruciare) per una manciata di minuti al max.

Lasciate intiepidire e versate in vasetto medio da marmellata. Lasciate raffreddare completamente, quindi chiudete e riponete in frigorifero. Passate dita e pezzi di pane su tutto quello che avete davanti: mixer, cucchiaio, pentolino, etc.

Questa nutella dura un paio di settimane, poi non lo so, non garantisco, non è mai arrivata oltre, non credo si porrà il problema. Assicurate grida di tripudio anche tra gli amici onnivori.

giovedì 4 febbraio 2010

Parenti overweight

A chi non è capitato?


*Sembri malata...ma non stai mangiando???
- A casa per le vacanze -

fonte: http://bizarrocomic.blogspot.com/

mercoledì 3 febbraio 2010

Buoni, in tutti i sensi

Oggi parliamo di cose serie. Parliamo del pistacchio. Non è vero quello che dicono tanti onnivori (e lo dicevo pure io "prima"), che tutto quello che è buono fa male. Mai, mai fu così falsa questa affermazione! I pistacchi sono tra gli alimenti più deliziosi che si possano trovare in natura e... fanno anche bene alla salute! Non a caso i pistacchi sono detti anche oro verde. Leggete un po' qui...

L'attività antiradicalica delle sue sostanze è sfruttata in molte patologie quali le malattie cardiovascolari, l'arteriosclerosi, alcuni tipi di demenza inclusa la malattia di Alzheimer e per migliorare la qualità della vita durante l'invecchiamento e in corso di malattie croniche.
Ricco di proteine e di grassi, il seme di pistacchio, fra la frutta secca, garantisce il maggior apporto calorico: per ogni 100 grammi 683 calorie, a fronte delle 649 della noce, le 603 della mandorla, le 598 dell'arachide o le 655 della nocciola.

Contiene mediamente più del 20% di proteine, il 50/60% di olio (ad altissimo contenuto in acidi oleici: 68% di oleico, 17/19% di linoleico, 12% di palmitico), poi zuccheri, in particolare glucosio, vitamine, in particolare il precursore della vitamina E, e sali minerali.
E' particolarmente ricco di ferro (100 gr. ne contengono 7,3 mg come mezzo chilo di manzo!), calcio, fosforo, potassio e di zinco, fondamentale per la fertilità maschile. Buono anche l'apporto di magnesio che contribuisce al buonumore.

L'olio estratto dal frutto, trova applicazione in cosmetica e dermatologia per le sua alte doti emollienti e ammorbidenti. Il ß-sitosterolo contenuto in elevata percentuale nell'olio di pistacchio (94,87%), presenta anche interessanti proprietà farmacologiche che lo hanno reso meritevole di applicazione nella farmacopea.
Si tratta, infatti, di un principio inibitore dell'assorbimento del colesterolo alimentare, probabilmente a causa della sua somiglianza strutturale con il colesterolo stesso del quale è in grado di inibire gli enzimi di trasporto.
[fonte: bronteinsieme]

Ma non è finita. Sentite anche cosa ci dicono gli ultimi studi....

I pistacchi sono stati alla base della dieta di molte popolazioni preistoriche e anche se ora sono relegati al ruolo di aperitivo, hanno dimostrato insospettate doti per combattere il colesterolo. Sarah Gebauer, della Penn State University statunitense, ha condotto uno studio su un gruppo di volontari suddivisi in tre gruppi, nutriti con una dieta standard: tre diverse quantità di pistacchio, nulla, 42 o 85 grammi al giorno. Per evidenziare eventuali effetti positivi, ciascun gruppo ha provato tutte le diete per quattro settimane con intervalli di due settimane tra una e l'altra. Normali esami del sangue hanno permesso di dimostrare che la dieta più ricca di pistacchi produce, in quattro settimane, una riduzione pari al 11,6 per cento del colesterolo cattivo, responsabile di problemi cardiovascolari. L'effetto è risultato proporzionale alla dose.
[fonte: Aldo Conti, L’Espresso, n. 42 del 25.10.2007, rubrica “Salute”]


Amici, che dire? Avevo sospettato, ma non fino a questo punto. Se prima li mangiavo avidamente ma distrattamente, ora ringrazierò ad uno ad uno ciascun pistacchio che mi passi per le mani. Chi mi vedrà penserà che sono uscita di senno, vedendomi parlare da sola mentre sbuccio e degusto. Ma è perchè non sa che miniera d'oro abbiamo a portata di mano!

lunedì 1 febbraio 2010

Vegan del mese: Isabella

Sono molto, molto felice di ospitare questa volta non uno ma ben due vegan del mese: Isabella e il piccolo Nicolò. Isabella, per me semplicemente mami (è un diminutivo del suo nick) è stata uno dei miei primi incontri virtuali sulla rete in cerca di siti e blog vegan.
Il suo blog - cottoalvapore - mi aveva subito colpito soprattutto per la presenza di Nicolò, il suo bambino, e mi aveva incuriosito leggere proprio delle pappe che lei preparava e naturalmente prepara ancora oggi per lui. Ne avevo spesso consigliato la lettura a diverse mamme onnivore alle prese con figlioletti con problemi di intolleranze alimentari. Se si ostinano a nutrirli con cadaveri di animali, che almeno sappiano che esistano delle alternative alla monotona dieta a cui sottopongono i loro piccoli.

Non ho scelto Isabella per caso proprio ora. Da tempo volevo sapere qualcosa di più su gravidanza e svezzamento vegan ma l'occasione ora mi è stata data da un'altra amica virtuale, Molly, al momento incinta di circa tre mesi. Questo post lo dedico a lei e a tutte le future mamme vegan per la pazienza di cui dovranno armarsi al cospetto di medicastri da due soldi, dei loro luoghi comuni, della loro profonda ignoranza. Molly, siamo tutte con te!

E ora passo la parola a Isabella...

Ho quasi 30 anni e attualmente sono... casalinga, credo! Vivo vicino Pinerolo, in provincia di Torino, in un paesino a 500 mt di altitudine, sulla strada che porta al Sestriere. Ho una laurea triennale in Scienze Biologiche indirizzo Zoologico e poi ho fatto un Master online in Nutrizione e Dietetica. I miei studi rappresentano le mie passioni (non certo le possibilità di lavoro): gli animali (in particolare l’etologia) e la nutrizione. Nicolò è nato a febbraio di 3 anni fa ed attualmente è il mio principale impegno, anche perchè non va ancora all’asilo ;-) Trovare un lavoro di questi tempi è impresa ardua, sto valutando se è fattibile provare a lanciarmi come “consulente nutrizionale” o qualcosa del genere. Vedremo!

Da quanto tempo sei veg e come sei giunta a questa decisione?
Sono vegetariana da quando ho 14 anni (beh, i primi mesi mia madre mi obbligò a mangiare ancora pesce, ma poi le passò) e per me è stata una scelta naturale, che desideravo almeno dai tempi dell’asilo, ma che prima non ero stata in grado di imporre (e gestire).
Da quando sono andata a vivere da sola, dopo la fine del liceo, ho cominciato a ridurre anche i derivati (il latte, per esempio, lo prendevo di soia), ma non me la sentivo di fare un vero e proprio passo verso la scelta vegan. In parte perchè ho la fortuna di abitare in un paesino vicino alle montagne ed i formaggi, quando ne prendevo, erano di piccole produzioni locali e animali al pascolo; in parte perchè temevo fosse una scelta un po’ “estrema” anche dal punto di vista nutrizionale.

Quando sono rimasta incinta ho cominciato ad informarmi (sia sull’alimentazione che sull’antispecismo). Cercando informazioni sullo svezzamento vegetariano ho preso la consapevolezza del fatto che i latticini non fossero l’alimento degli dei come ci viene così fortemente inculcato in testa e questo mi ha dato la spinta per decidere, con il mio compagno, che non potevamo accettare lo sfruttamento di un animale nemmeno per i suoi derivati.

Quando hai saputo di aspettare Nicolò hai cambiato stile di vita?
Quando ho saputo di aspettare Nicolò ero vegetariana (anche se “scarsa” sia in latticini che uova), ma non vegan. Ma tanto è bastato per sentire battutine sui miei livelli di ferro (che sono rimasti impeccabili e anche dopo il parto sono tornati subito nella norma senza l’ausilio dell’integratore, dato di routine anche alle “onnivore”). Con i medici non ho avuto problemi perchè non ho detto nulla! Non intendevo nascondermi, ma nessuno mi ha mai chiesto come mangiavo perchè la mia pressione ed i miei esami del sangue erano perfetti. A parte le nausee fino al terzo mese, la mia gravidanza è stata splendida ed il parto spontaneo ed a termine.

Hai avuto qualche disagio nei rapporti con i familiari in seguito alla decisione di diventare veg sia prima che durante la gravidanza?
Disagio no, ma commenti senz’altro sì. Non per quanto riguarda la mia persona, ma la musica cambia quando c’è di mezzo un neonato! Quasi tutti si sentono in diritto (se non in dovere) di farti sapere che a loro risulta che la carne sia indispensabile per la crescita. E ci tengo a precisare che sarebbe andata ancora peggio se avessero saputo che in realtà, proprio nei primi mesi di vita di Nicolò, stavo diventando sempre più vegan.

Ciò ha creato all’inizio qualche problema con mia madre, che accettava senza problemi il vegetarismo, ma ha temuto quando ha capito che non intendevo dare a Nicolò i latticini... Non lo scrivo per spaventare, ma è indubbiamente uno scontro molto probabile nell’affrontare una gravidanza e uno svezzamento in modo così non convenzionale” La cosa migliore è essere “armate” di tanta pazienza e di risposte pronte!


Il tuo compagno è d'accordo con te?
Per fortuna è d’accordo con me! Altrimenti credo che saremmo dovuti arrivare a qualche compromesso (ma sulla carne non avrei ceduto in ogni caso).

Lo stato di salute di Nicolò: come cresce, come lo nutri, qual è il suo menu-tipo in una giornata?
Nicolò è sempre in ottima forma! Non è un gigante (come non lo siamo io e il padre), ma la crescita è ottima e regolare. Se dico che a 3 anni non ha mai preso un farmaco e non ha mai avuto l’influenza? Un paio di volte qualche linea di febbre ed un paio di volte il raffreddore (ma mai chiuso o pieno di catarro e chi conosce bambini piccoli sa quanto questo sia invece frequente).

La sua alimentazione la definisco prevalentemente vegan, nel senso che è assolutamente vegan in casa, ma siamo “aperti” a piccole eccezioni quando mangia fuori. Una sua giornata tipo è ormai molto simile alla mia (sebbene io aggiunga più verdure, prevalentemente sotto forma di insalatone): a colazione ultimamente vuole le fette biscottate con crema di sesamo (va matto per il tahin) e succo di frutta (sempre senza zuccheri aggiunti) o spremuta.
A pranzo pasta o altro cereale (alterno i vari cereali e pseudocereali) e immancabile per lui yogurt di soia autoprodotto (arricchito in calcio). A merenda e in caso di altri spuntini di solito mangia frutta fresca.
A cena legumi in forma varia o tofu/seitan (non più di un paio di volte a settimana) contorno di verdure e pane o patate. Spesso ancora uno yogurt. Se ha ancora fame, a qualunque pasto, aggiungiamo frutta o pane fatto in casa.


Come pensi di regolarti per i pasti quando Nicolò andrà a scuola o comunque quando comincerà a vivere più fuori casa?
All’asilo spero di riuscire ad ottenere un menù vegan o almeno che ci si avvicini il più possibile. In occasione di situazioni “mondane”, abbiamo deciso di lasciargli aperta la scelta vegetariana. Il nostro timore è infatti quello di farlo sentire escluso o troppo diverso. Proprio recentemente siamo stati al compleanno di un bambino e tutta la cibaria era sul tavolo, a vista e portata di bambino. Nicolò ha voluto focaccia rossa e per fortuna non beve le bibite varie (non essendo abituato non sopporta il gassato) e non conosce le caramelle. Ma la torta ovviamente non era vegan e in quel momento non avrebbe capito perchè gliela vietavo.

E’ un argomento molto spinoso. Credo che ogni bambino sia diverso e che sia difficile fare previsioni. Io gli sto spiegando perchè non beviamo latte di mucca (sa che i vitellini piangono perchè viene preso il loro latte, ma ovviamente salto i particolari truculenti per ora) e spero che questo gli consenta di spiegarsi quando affronterà l’argomento con gli altri bambini.
Ho anche ordinato un libro illustrato per bambini che si intitola “
That’s why we don’t eat animals”, proprio per aiutarlo (e aiutarmi) in questo senso.

Com'è nata l'idea del tuo blog? Che tipo di lettori/lettrici hai? Ci sono mamme che ti chiedono consigli?
Cottoalvapore è nato come diario, proprio parallelamente alla nostra scelta di diventare sempre più vegan e di poco successivo alla nascita di Nicolò: è stato per me un periodo di presa di coscienza ed allo stesso tempo un po’ di solitudine, pertanto internet è diventato un mezzo di contatto/informazione fondamentale. Non ho alcuna pretesa di stile (le foto sono pessime :P), nè di insegnare a cucinare. Non sono una cuoca particolarmente brava e spesso la presentazione è decisamente approssimativa! Voglio semplicemente mostrare cosa può mangiare una famiglia vegan, cosa può piacere ad un bambino, cosa si può fare da mangiare nella vita di tutti i giorni.

Alcune madri mi scrivono per chiedere consiglio, altre semplicemente per poter fare due chiacchiere ed avere un confronto, perchè è molto facile essere assalite dai dubbi quando si fa una scelta per un’altra persona, a maggior ragione un bambino. [N.d.A. Peccato che le mamme onnivore che impongono ai figli la loro dieta non vengano assalite mai da alcun dubbio...]

Hai consigli da dare alle mamme veg?
Ad altre madri che fanno una scelta vegetariana o vegan consiglio il libro “Figli vegetariani” del Dott. Luciano Proietti, essenziale credo, sopratutto per essere tranquillizzate, avere delle linee guida di massima ed una fonte autorevole per placare il parentado...

Utilissimo può essere il confronto con altre madri nella sezione “Vegetarismo e veganismo nell’infanzia” di Forumetici che credo sia l’unico nel suo genere in italiano. E poi semplicemente di stare tranquille, perchè si può fare! E mi sembra che la salute dei bambini veg* di cui sono a conoscenza non abbia nulla da invidiare a quella degli altri bambini, anzi!

Non posso negare che quei pochi bambini veg che ho conosciuto hanno le stesse caratteristiche di Nicolò. I bimbi di una amica vicina di casa rispettivamente di tre e sei anni non sono praticamente mai stati ammalati se non per qualche linea di febbre o poco più. Vivono in campagna e quando hanno fame vanno nell'orto a prendere un pomodoro o un frutto, stanno sempre all'aria aperta, non vivono in ambienti surriscaldati, niente formaggini Mio e omogeneizzati di pollo. Hanno sempre un colorito "sano". Eppure, tutti temono per la loro salute, a parte il loro medico che si è arreso all'evidenza. Non è paradossale, quando non conosco bambino onnivoro che sia altrettanto in salute?! Ma ognuno decide della sua vita e di quella dei propri figli.

Grazie Isabella di aver accettato il mio invito, sono sicura che il tuo esempio sarà importante per tante lettrici! Un abbraccio a te e a tutte le mamme veg, il nostro futuro è in mano a voi e ai vostri figli.

domenica 31 gennaio 2010

Imprecazioni

Ok, dico qualcosa sulla caccia. E' un argomento che tocca in me delle corde crudeli, lo ammetto, sono tra quelli che quando qualche cacciatore viene impallinato (a volte, il genio, anche da se stesso) non se la sentono proprio di intristirsi. Penso: uno di meno.
Lo so, non è bello e tutto il resto, e infatti mi scuso con i miei lettori più algidi, superiori a queste bassezze sentimentali, non ne vado fiera.

Il mio è un sentimento di lunga data. Ricordo che in prima media ci portarono con la classe alla sede dell'Arci Caccia (sul lungomare di Ostia, Roma, tanto per precisare) dove dei cacciatori ci parlarono del loro amore per la natura, con sfondo di animali impagliati e foto con scene di mattanza. Non potevo certo essere accusata di demagogia a 12 anni. Mi dovettero portare via, credo l'illuminata insegnante di scienze, perchè cominciai a inveire contro quei quattro figli di buona donna che intendevano convincermi della bontà delle loro azioni. Anche da fuori imprecai contro di loro. Tant'è, non mi mettete vicino ad uno di loro, ora come allora.

Ora Claudio e Barbara mi hanno tirato in ballo e non posso esimermi oltre. Voglio lasciar parlare però i partecipanti al forum di Repubblica.
Il primo che ho scelto tra i tanti anti-caccia è questo (ometto i nomi, tanto non ha importanza):

Vale la pena citare un episodio che mi è capitato alcuni anni fa, a dimostrazione dell'arroganza, della prepotenza e della vigliaccheria di certi massacratori di animali. Passando per una stradina di montagna, mia moglie ed io incrociammo due cacciatori evidentemente già in preda ai fumi dell'alcool alle 10 del mattino, che non trovarono di meglio che sparare al mio cane. Alzai la voce per protestare e, nonostante io sia alto 1,90 e pure ben piantato, mi appoggiarono la canna del fucile sul collo credendo di farmi tacere. Ma non fecero altro che farmi incazzare di più, tant'è che se la diedero a gambe.

Pensavo fosse finita lì. Invece, dopo un paio d'ore, trovai ad aspettarmi sotto casa una decina di cacciatori che per divertirsi sparavano a tutto ciò che poteva essere un bersaglio, compreso un cartello di divieto raccolta funghi. Episodi di questo genere ne capitano più di quanti se ne possa immaginare. E credo che gli oltre 60 morti del 2009, vittime della caccia, stiano lì a dimostrare che è tramontata l'idea romantica del cacciatore che vaga per la campagna con la doppietta aperta sul braccio e che valuta cosa colpire. Ormai vanno in giro orde di selvaggi che svelano il loro ego violento appena imbracciano un'arma.

Nessun commento ulteriore è necessario. Ma passiamo ai difensori della nobile arte, tra i quali compare lo squilibrato citato da Claudio (i grassetti sono miei):

State strumentalizzando quella che in tutta Europa stanno facendo da sempre. In Spagna, si cacciano i tordi senza limiti giornalieri fino al 28/02/10. In Inghilterra, si cacciano i colombacci tutto l'anno, essendo considerato specie dannosa per l'agricoltura.
In Francia, si cacciano gli ungulati fino al 28/02/10. Senza considerare i paesi del'Est Europa, ora in parte nella comunità europea, dove ci sono ancora meno vincoli sulla caccia.
I problemi per la natura non li portano i cacciatori, ma sono dovuti alla cementificazione selvaggia, all'inquinamento e alla falsa informazione delle associazioni animaliste italiane. Faccio notare che in Europa gli ambientalisti collaborano con i cacciatori. [N.d.A. non ho dubbi, anche da noi il WWF fa altrettanto]

Continuate così e fra poco le uniche speci che popoleranno i nostri boschi saranno corvi-gazze-volpi e poco più, perché senza l'uomo la natura da sola non si autoregola. Perché l'uomo, che piaccia o no, da che mondo è mondo, è sempre stato al vertice della catena alimentare.

P. S.: Vi porto un esempio di come sono cambiati i tempi (in peggio). Mia nonna mi raccontava sempre che i contadini, quando qualcuno uccideva una volpe o una faina, lo ricompensavano con delle uova, oggi invece se uccidi una volpe ti arrrestano. [N.d.A. Immagino che ai tempi suo nonno violentava anche la nipote, che fosse pieno il paese di scemi del villaggio grazie all'incesto diffuso, che il delitto d'onore fosse consentito e anzi auspicato, che i bambini lavorassero da quando avevano 6 anni]

E ancora, un altro strenuo difensore della mattanza:

Secondo me bisogna smetterla con tutta questa ipocrisia. Premetto che è sbagliatissima questa norma che potrebbe consentire alle Regioni di allungare il periodo venatorio. Prima di tutto, per consentire la riproduzione degli animali. Detto questo, perché si deve limitare la libertà di fare una bella passeggiata con tranquillità? L'uomo ha vissuto per migliaia di anni di caccia. Allevare animali per poi ucciderli, non mi sembra poi tanto diverso. Il bracconaggio è da condannare. Basta ipocrisie. Magari di chi si veste con pellicce. [N.d.A. Su questo mi trova d'accordo, chi si definisce contro la caccia e si mangia la bistecca e veste con un bel giaccone bordato di pelo è altrettanto colpevole di reati contro il pianeta]

Sentite quest'altro, degno emulo di Albert Einstein quanto a sinapsi cerebrali:

Premetto che non sono cacciatore. La caccia è stato il primo lavoro dell'uomo per procurarsi cibo e vestiario, pertanto è una nobilissima arte e uno sport. Le Regioni non avranno alcuna mano libera per far saltare le date di apertura e chiusura della caccia, poiché queste rimangono per legge inalterate, dunque i turisti agostani possono stare tranquilli: non ci sarà nessun cacciatore che possa sparare loro. E' vero che i mesi di caccia sono cinque, ma i giorni di caccia, quando va bene, meteorologia e specie migratorie permettendo, sono solo tre a settimana. Licenze e permessi fruttano introiti allo Stato e all'indotto. La parola "uccidere" usatela per una lotta diversa. Quella alle droghe, specie quando sfiora o tocca politici. [N.d.A. Classico qualunquista che impreca contro il tempo e il governo ladro e non muove un dito ne' contro la corruzione, ne' contro la mafia della droga, ne' niente]

Infine, last but not least, ecco la ciliegina sulla torta. Sempre della serie geni si nasce:

Siete molto, ma molto scorretti, verso la nostra categoria e non conoscete nulla del nostro campo né come sono severe le leggi che controllano la caccia. Fate solo ridere. Informatevi bene di quello che succede in Europa e nel mondo! .... Comunque io sono qui, venite pure bastardi comunisti.

Se i sondaggi ci dicono chiaramente che la quasi totalità della popolazione italiana è contraria non solo all'allargamento dei tempi di caccia ma alla caccia tout court, per altro verso siamo in balìa di una potentissima lobby e di politici collusi. Mezzo milione di gente con quozienti intellettivi pari a quelli di una statuina di Capodimonte ha in pugno la stragrande maggioranza degli italiani.
Al riguardo, leggete anche:



venerdì 29 gennaio 2010

Non vedo l'ora

Grazie a preziosa vostra segnalazione, scopro sul sito del ministero delle politiche agricole che il nostro ministro Zaia patrocina una grande novità nel mondo della ristorazione: l'avvento del panino McItaly nelle filiali McDonald's.

Leggiamo, tra le altre cose:
La nostra agricoltura non poteva perdere quest'occasione, come dimostrano i numeri: 1000 tonnellate di prodotti italiani utilizzate, per un valore di 3,5 milioni di euro.

La presentazione della nuova linea è avvenuta ieri nella sede McDonald's di Piazza di Spagna. Panini e insalate i cui ingredienti sono al 100% prodotti italiani: carne nazionale, olio extravergine di oliva, Asiago Dop, Bresaola della Valtellina Igp, pancetta della Val Venosta, grano saraceno, cipolle di Tropea e carciofi romani.
Oltre che nelle filiali italiane, la linea dovrà essere immessa anche nel resto del mondo. Dice ancora il ministro:

McItaly ci consentirà di dialogare con i giovani, lavorando sul loro imprinting gustativo: il 31% dei clienti McDonald's, infatti, ha un'età compresa tra i 20 e i 35 anni, l'11% tra i 15 e i 19. Siamo per la tutela del Made in Italy per la difesa della nostra identità, e proprio per questo non possiamo fermarci alle modalità di distribuzione: dobbiamo guardare alla qualità. McItaly è questa qualità, il primo panino interamente tracciato, non anonimo, attraverso cui oggi globalizziamo l'identità dell'agricoltura italiana".

Questa volta neanche mi fermerò più di tanto a commentare, basta che voi ora lo sappiate e vi deprimiate insieme a me. E... non mancate di leggere i sagaci appunti dei collaboratori di Spinoza.it!


* i grassetti nelle citazioni sono miei, come di consueto


Aggiornamento al 2 febbraio 2010:
Non fanno lavorare in pace il ministro Zaia. Ci si mettono anche i critici gastronomici stalinisti ora....Il solito complotto del Kgb.

giovedì 28 gennaio 2010

Vergogna

Un'altra notizia fresca fresca questa volta dal Canada. Il governo è accusato di non fare abbastanza per tutelare gli animali. In particolare se ne frega bellamente della tragedia della caccia alle foche, una vergogna nazionale che il Canada si trascina da anni senza alcuna soluzione all'orizzonte.

Sostenitrice della mattanza è il ministro della Pesca e degli Oceani Gail Shea, la quale è stata presa a torte in faccia da una animalista appartentente alla Peta un paio di giorni fa a Toronto nel corso di una conferenza. Torta ovviamente a base di tofu, perchè i bovini non sono meno importanti delle foche, tanto per sottolineare la nostra visione del mondo assolutamente non specista. Ora l'attivista è agli arresti, ma ne è valsa la pena, tutto il mondo ne parla.




martedì 26 gennaio 2010

Grandi dispiaceri

So di darvi un gran dispiacere, ma serrate le fila e leggete, seppur con rammarico, la notizia pubblicata oggi 26 gennaio su La Repubblica on line appena segnalatami da Piergiorgio:


L'articolo, opera di Federico Rampini, ci racconta che in seguito alle decisioni di dare una stretta ai controlli anti-terrorismo negli aereoporti alcuni prodotti, considerati delizie per il palato, come il foie gras, non potranno più essere trasportati avanti e indrè sugli aerei.

Amici, questi sono problemi seri, non nascondiamoci dietro un dito. Addirittura sono a rischio anche il caprino e la mozzarella fresca di bufala. Come la definisce Rampini: "È la nuova vessazione che ci aspetta al check-in". Come se già non ne avessimo tante, ora anche il foie gras e il caprino ci si mettono a rendere amara la vita (sapeste quanto la rendono amarissima agli animali...).
D'altronde questo divieto "Colpisce in modo implacabile tutto ciò che si può "versare, spremere, spalmare", conferma la portavoce della Transportation Security Administration, Sarah Horowitz. Una definizione così ampia da condannare al sequestro molte leccornìe alimentari, quelle specialità che ciascuno di noi si porta a casa nella "valigia dell'emigrante" quando torna qui dall'Italia. [..] Inutile criticare, protestare: in nome della sicurezza tutto è consentito, anche la distruzione di prelibatezze."


Ma l'orrore non finisce qui...
Negli aeroporti americani aumentano anche i sequestri di prosciutti e salumi in arrivo dall'Europa. Tutt'altro che "cremosi e spalmabili". Ma l'allarme attentati ha reso più frequenti le ispezioni dei bagagli all'arrivo, oltre che in partenza. E in questo caso i sequestri possono scattare per astruse normative igienico-alimentari, ovvero protezionismo mascherato. I produttori del (mediocre) prosciutto dello Iowa possono ringraziare Abdulmutallab.

Ora, voi sapete come la penso su foie gras e formaggi, per non dir dei salumi, dunque sono disposta a non degustare la marmellata di fichi che la zia di Minneapolis vuole portar seco in dono, me ne farò una ragione e forse anche lei (la zia). Ma sapere che qualcuno rompe le scatole a gente che compra quel genere di prelibatezze, come le chiama l'ignavo Rampini, mi riempie di letizia. Un deterrente in più ad acquistarle, poca cosa, è vero, ma sempre meglio di niente. Per oggi mi accontento. In fondo piove.