Visualizzazione post con etichetta pellicce. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta pellicce. Mostra tutti i post

sabato 25 settembre 2010

Boicottiamoli!

Mi è stato segnalato  uno spot pubblicitario che sta girando in questo periodo nelle nostre tv  per le macchine Lancia Y Diva e Musa Diva con 2 modelle impellicciate: una ha una stola di pelliccia bianca, un'altra una stola di piume. A questa pagina potete vedere lo spot. 
Ora, sulla profondità di pensiero di modelle, indossatrici, etc. sorvoliamo, mi perdonino eventuali modelle qui all'ascolto, ma a parte eccezioni (dove? segnalatemele!) sarebbero disposte a indossare la pelle del nonno scuoiato pur di lavorare e far denari. Non stiamo certo parlando di fini sinapsi cerebrali, mi si scusi ancora. 
Idem per quanto riguarda i pubblicitari, gente menzognera per definizione, che magnifica bifidi actiregulari, detersivi che prima hanno sventrato animali per saggiarne la bontà e poi dopo lavano più bianco del bianco, biscotti e merendine rifilate come sane e invece infarcite di grassi più o meno idrogenati e zuccheri raffinati a camionate per i diabetici e i cardiopatici di domani. La gente ci crede, basta che vede uno in uno spot che corre su un prato verde e già si sente più "naturale". Mercenari al servizio del re denaro. 


Siamo in cattive mani, amici, e questo lo sapete da un pezzo, senza che ve lo ricordi io. Quello che possiamo fare sempre è boicottare tutto ciò che ci fa schifo, dai prodotti testati con vivisezione a quelli che sfruttano il lavoro minorile, a quelli delle multinazionali come la Nestlè che ne combinano di tutti i colori, a quelli - infine -  pubblicizzati in maniera inopportuna, come è questo il caso. Non compriamo macchine Lancia e scriviamo  per far presente che il suo spot non e' apprezzato, e che si stanno facendo solo cattiva pubblicita'. Usate parole vostre o personalizzate il seguente messaggio-tipo, evitando insulti (che tanto non servono, quelli tiramoglieli dietro solo virtualmente),  firmandolo con nome, cognome e città e spedendolo all'indirizzo info@minisitilancia.it



Spett.le Lancia, 
scrivo per unirmi alla protesta contro il poco indovinato spot pubblicitario delle vostre auto Y Diva e Musa Diva: le stole di pelliccia, o di piume, indossate dalle attrici dello spot, non sono qualcosa di bello, seducente, "di classe". Sono prodotte con la sofferenza estrema e l'uccisione violenta di animali, quindi sono frutto di incivilta' e disprezzo per la vita. Non si tratta certo di valori positivi. La vostra pubblicita', dunque, da' solo un messaggio negativo, ed e' controproducente anche per voi. Evitate di dare messaggi di violenza: oltre a fare una scelta di civilta', ci guadagnerete in immagine.  
Distinti saluti,

nome cognome
città

Confido nella vostra insofferenza. Io ho già scritto. Basta con queste cafonate. Vanno bene solo per quei quattro scemi dentro le case dei grandi fratelli, per quei deficienti che vorrebbero ma non possono, per gente senza cervello, per non dire senza cuore (quello è assente a tempo indeterminato da parecchie casse toraciche).



lunedì 6 aprile 2009

Applausi alla Benetton

b1

Una new-entry tra le aziende di abbigliamento e gli stilisti che produrranno capi fur-free, ovvero che non utilizzeranno più pelliccie di animali nelle loro collezioni: l'italica Benetton! Questa presa di posizione (finalmente!) pone la Benetton nel gruppo sempre più nutrito di giganti della moda che comprende Calvin Klein, Tommy Hilfiger, Gap Inc., etc.etc. Un bel club a cui appartenere.

Un potente mesaggio dato da un marchio influente per dire che nella moda la crudeltà non deve avere nessun posto, che si può evitare, che si può essere trendy senza avere nessuno sulla coscienza. Dalla collezione primavera-estate 2010 le collezioni saranno tutte fur-free. Bravi, sceglieremo voi per i nostri acquisti.

martedì 3 febbraio 2009

Attenti che fa fuori anche il gatto

Ho appena visto in tv, mi pare su Canale5 ma stavo facendo uno zapping a vanvera e non ci giurerei, lo spot (pubblicità progresso) di Amo Gli Animali, un’associazione no profit, i cui obbiettivi sono "la tutela del benessere degli animali e il sostegno alle fasce sociali più deboli aiutando i loro amici animali", come recita il sito dell'organizzazione.
Nello spot in tv ci sono alcuni volti noti come Elisabetta Canalis e qualche altra star che ora non ricordo. Solo uno mi ha colpito. Chi??? Chi può ergersi a difensore degli animali? Chi può a ragione testimoniare il suo amore per tutti gli animali? Chi? Ma lui, Giorgio Armani!

Dell'Armani abbiamo già parlato in post precedenti. Per chi non lo sapesse ancora, lo stilista simbolo del made in italy non ha nessuna intenzione di smettere di utilizzare pellicce nelle sue collezioni. Naturalmente per pellicce si intendono anche colli di pelo, a scanso di equivoci. Per cui la mattanza di conigli & altri animali dal pelo attraente è da lui vivamente auspicata al fine di ornare con (dis)gusto i suoi cappottini, tra i quali anche quelli per bambini (se il buon giorno si vede dal mattino, da grandi cosa diventeranno questi pargoli? degli orchi?).

Allora, un consiglio agli addetti alla comunicazione di Amo gli animali: se volete il sostegno anche degli animalisti, quelli veri, non gli amanti di cani e gatti e gli altri crepino, cercate con più cura i vostri testimonial.
Uno che fa fuori conigli & co. a noi non piace per niente e getta un'ombra scura sulla vostra organizzazione, che sarà invece sicuramente benemerita*. Aggiustate il tiro, please.
A meno che non vogliate cambiare ragione sociale e nome dell'associazione in Amo solo certi animali.



*No, non lo è. Poi ne riparleremo.

martedì 6 gennaio 2009

Un imbecille, nient'altro

Con il suo aspetto da statua di cera uscita dritto dritto da Madame Tussauds, lo stilista Karl Lagerfeld ha attirato l'attenzione dei media con le sue inique affermazioni rilasciate in un'intervista alla BBC sull'industria della pelliccia: "Pelliccie? Oh, le pellicce, you know, finchè vestiremo pelle e mangeremo carne non le metto neanche in discussione"
Lagerfeld continua poi sottolineando che chi produce pellicce (i cacciatori, dice lui) si guadagna da vivere niente altro che uccidendo quelle bestie che altrimenti - se potessero - ucciderebbero noi. Afferma poi che queste bestie comunque andrebbero uccise, se possibile, “nicely” (in maniera carina? dolcemente? con la ninna nanna?).

E' evidente che il losco vecchiardo non ha la più pallida idea di cosa siano gli allevamenti di animali di pelliccia. Nessuno gli ha mai raccontato e lui non ha mai voluto ascoltare come gli animali vengano scuoiati vivi negli allevamenti cinesi, da dove proviene gran parte di questo tipo di materiale. Un vecchio dinosauro del fashion business in controtendenza con il gruppo sempre più numeroso di stilisti che dichiarano pubblicamente che la crudeltà non deve avere posto nella moda.

Io credo semplicemente che costui sia un imbecille. Un cocainomane o forse anche morfinomane da strapazzo che purtroppo spara sentenze in pubblico, piuttosto che iniettarsi sostanze in vena o nel naso in privato e lì scomparire nell'oblio. E' confermato: certi tipi di droghe spappolano i neuroni e questi non si riformano più.

Se lo vedete in qualche magazine, sputate pure sulla sua faccia, fatelo anche per me.


fonte: http://www.telegraph.co.uk/

venerdì 26 dicembre 2008

Good news!


Ci sono buone notizie.
Grazie al duro lavoro dello staff della PETA, dei volontari e di tutti quelli che hanno boicottato e pressato la stilista Donna Karan con sit-in, proteste alle sue sfilate, siti internet e quant'altro (si veda l'articolo del 21 dicembre)... ebbene, la designer ha annunciato che la sua collezione Autunno-Inverno 2009 sarà completamente "fur-free" e che non ha intenzione di usare pellicce nel futuro.

Bravi! Bravi a tutti quelli che si sono dati da fare per ottenere questo risultato!

Il ripensamento della Karan è arrivato dopo che la PETA aveva lanciato la sua campagna di boicottaggio on line e dopo che il mega fashion guru Tim Gunn aveva mandato a lei e a Giorgio Armani un video in cui venivano mostrati gli animali "trattati" per produrre le pellicce a loro tanto care.

Donna Karan segue così le orme di altri top top designers come Ralph Lauren, Tommy Hilfiger e Calvin Klein. L'isterico Armani ancora rifiuta di smettere di usare pellicce, sostenendo che lui usa solo pellicce di conigli macellati per essere mangiati.
Intanto, quei video allucinanti (in genere in Cina ma anche in Francia) mostrano che lo stesso trattamento è riservato agli animali sia per carne che per utilizzarne la pelliccia (in genere proprio per non rovinare il manto vengono usati i metodi già descritti). Ovviamente poi, a noi, come vegan, non consolerebbe affatto neanche questa sua giustificazione. I conigli ci piacciono più come amici che come cena.

La Karan è tenuta naturalmente sotto osservazione. Non sarebbe la prima volta che uno stilista fa dichiarazioni che non mantiene. E sono in molti a non avere simpatia per la stilista che fino ad ora non si era mai posta alcun problema al riguardo e sembra aver capitolato solo per le pressioni ricevute e le conseguenti ricadute d'immagine sui media.
Per quanto mi riguarda, qualunque siano i motivi, l'importante è ci sia almeno una dichiarazione di intenti e che questa venga rispettata.

Non è finita. Anche DIESEL passa al fur free!
Un'altra vittoria importante. La dirigenza di Diesel ha scelto di disegnare d'ora in poi solamente collezioni prive di inserti di vera pelliccia. La collezione Diesel autunno-inverno 2009/10 è già stata disegnata e andrà a breve in produzione, dunque su quella non è stato possibile intervenire, ma già dalla collezione primavera-estate seguente, quella del 2010, nessun tipo di pelo animale verrà utilizzato per i loro capi. Leggete qui la dichiarazione rilasciata da Diesel.
Altri nomi importanti della moda italiana come Stefanel, Sixty, Belstaff hanno scelto negli ultimi mesi di dire basta alle pellicce nelle loro collezioni. Sosteniamoli preferendoli ad altri.

domenica 21 dicembre 2008

Neanche un po' di pietà

Ogni anno milioni di animali sono uccisi per l'industria dell'abbigliamento. L'85% delle pellicce, in particolare, proviene da quell'inferno sulla Terra che sono gli allevamenti di animali da pelliccia. In questi posti gli animali vivono tutta la loro vita confinati in piccole gabbie dove non possono muoversi se non di pochi passi intorno. Tutta la vita.

Gli allevatori, questi pregevoli professionisti (che il diavolo se li porti all'inferno, un inferno simile ai posti che gestiscono) usano naturalmente i modi più economici per uccidere le loro vittime.

Scelgono i metodi di abbattimento più beceri disponibili inclusa la rottura dell’osso del collo, il soffocamento, l’avvelenamento e l’elettrocuzione anale e vaginale. Molti animali vengono folgorati inserendo degli elettrodi nell’orifizio anale a 240 volt in modo da friggere il loro corpo all’interno onde evitare che la loro pelliccia si rovini. L’animale, di conseguenza, viene preso delle convulsioni, scosse e spesso si lamenta prima che accorra l’arresto cardiaco. Questi metodi così crudeli non sono sempre efficaci e talvolta gli animali rinvengono durante lo scuoiamento.

Donna Karan: Bunny Butcher


Più della metà delle pellicce proviene dalla Cina dove milioni di cani vengono bastonati, appesi e fatti dissanguare e talvolta vengono scuoiati vivi per la loro pelliccia. La pelliccia proveniente dalla Cina spesso non viene indicata nell’etichetta, quindi, qualora si indossi un capo contenete pelliccia non c’è modo di sapere che tipo di pelle si sta indossando.

Donna Karan conosce il prezzo pagato in sofferenze inflitte agli animali per ogni inserto di pelliccia cucito in un qualsiasi indumento come giacche, cappelli o borse ed in passato ha dichiarato che avrebbe smesso di usare pelliccia nelle proprie creazioni ma senza rispettare la promessa. La linea di Donna Karan ora contiene pelle di conigli morti.

Per ulteriori news sulla Karan e le sue malefatte:
http://www.donnakaranbunnybutcher.com/


Da un certo punto di vista, invidio chi riesce a comprare e a indossare pellicce e colli di pelliccia. Devono avere un cuore di pietra e questo è molto utile nella vita, si sa. Devono avere dei macigni.

Oggi, arrivando alla stazione Termini qui a Roma, come al solito tutte le mattine, mi sono guardata intorno e ho visto una tale quantità di giacche con colli di pelliccia come forse gli altri anni non avevo mai visto. Donne, uomini, bambini, tutti così macabramente abbigliati. Gente di tutte le età e di tutte le classi sociali. Sono sicura che non uno di questi fantasmi, gente senza testa e senza cuore, automi, ha idea di cosa sta indossando e la sofferenza immane che ha provocato per la propria stolida vanità.
A chi ne è consapevole, peraltro, non importa un granchè. E' dura, durissima convivere con questo genere di (dis)umanità.


lunedì 17 novembre 2008

E c'è un'altra Natalie che ci piace


Natalie Imbruglia, come molte altre star, ha posato per la campagna antipellicce della PETA. La frase riportata nella foto recita: "Provate a dirlo a LUI che è solo un inserto di pelliccia

Natalie ha detto: “Non esiste un modo gentile per strappare le pelli dagli animali. Chiunque veste pellicce condivide la vergogna per la tortura e la raccapricciante morte di milioni di animali ogni anno". Vai, Natalie! Una stretta di mano per l'esempio che dai. Fatto da un personaggio trendy come te, è un'ennesima prova che la crudeltà non è mai, mai alla moda.



Per una guida agli acquisti cruelty-free:
www.stiletico.com

venerdì 14 novembre 2008

Quanti eravamo!

Alla fine eravamo in 3.000 l'altro giorno per le vie di Roma a sfilare contro gli allevamenti di animali da pelliccia. Un rumoroso e ingombrante corteo che ha sfilato da piazza della Repubblica per via Cavour ed infine è confluito in Piazza Venezia dove da un palco hanno preso la parola Massimo Comparotto, Presidente dell’OIPA Italia e alcuni rappresentati delle altre associazioni animaliste.E' stato anche proiettato un filmato sul business delle pellicce e degli allevamenti. Spero che siano in tanti a vederlo. Soprattutto chi ha in casa una pelliccia o uno di quegli orrendi giacconi bordati di pelo (sì, io li trovo orrendi, pacchiani, poco eleganti, adatti al Polo Nord forse ma grotteschi alle nostre latitudini, segno di stolida e incongrua vanità).

Nei prossimi giorni l’OIPA consegnerà al Parlamento le decine di migliaia di firme raccolte per chiedere la chiusura degli allevamenti di animali da pelliccia, così come accaduto in molti paesi europei, come l'Austria.

Facciamola finita con questa losca faccenda, questi loschi stilisti, queste losche persone che se ne vanno in giro impellicciate o bordate di pelliccia. Persone superficiali, senza capacità di astrazione dalle apparenze, che non vedono la natura dell'interconnessione di ogni cosa: un bordo di pelliccia è un animale che è stato torturato e ucciso, non qualcosa di immateriale, che si è formato dal nulla per clonazione o ontogenesi sulle loro giacche .

giovedì 13 novembre 2008

Ancora pellicce e colli di pelo!

Negli ultimi anni sono state lanciate diverse campagne contro le pellicce che hanno convinto marchi e grandi magazzini a non produrre ne' vendere più capi d'abbigliamento con inserti di vero pelo di animali. Ora è il turno di uno dei nomi della moda italiana più famosi nel mondo, Max Mara Fashion Group (2350 negozi disseminati in 90 diversi paesi).

Max Mara, un marchio storico che da 55 anni è in continua crescita ed espansione in tutto il mondo, non si è mai fatto scrupoli ad utilizzare pelliccia animale nelle sue collezioni. Negli anni questa azienda ha inoltre creato numerosi altri marchi, come Max&Co, anche questi senza remore ad usare i cadaveri di animali scuoiati.

La campagna vuole che le collezioni di tutti i marchi del Max Mara Fashion group diventino fur-free e cessino di diventare il motivo per cui vengono scuoiati centinaia di migliaia di animali in più ogni anno.

Un'industria senza scrupoli alleva e uccide ogni anno decine di milioni di animali per strappargli la pelle e trasformarla in capi di abbigliamento. Un business che si nasconde dietro al luccicante mondo della moda, che crea desideri volubili e allontana le persone dalla riflessione su ciò a cui stanno contribuendo con i loro acquisti.

Gli appuntamenti:

VENERDI 14 NOVEMBRE - ore 8.30
Presidio davanti al quartier generale del Max Mara Fashion Group.
Via Maramotti 4, Reggio Emilia

SABATO 22 e DOMENICA 23 NOVEMBRE
GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO MAX MARA
Proteste a Milano, Bologna, Torino, Roma, Pescara, Lucca, Genova, Como, Cesena, Faenza, Forlì, Bergamo.


Ci sono molti modi in cui ognuno di noi può diventare importante per raggiungere gli obiettivi prefissati:
  • Ovviamente impegnarsi a non comprare mai capi con inserti in pelliccia e non fare acquisti nei negozi del marchio fino a che non saranno fur-free. Convincere e informare anche tutte le persone che conosciamo a boicottarli.
  • Diffondere la campagna. Si possono richiedere volantini da diffondere o da mettere sui tavoli informativi. Possiamo anche organizzare un semplice volantinaggio davanti ad un negozio Max Mara o Max&Co. nella nostra città. Qui è possibile scaricare il materiale necessario.
  • Contattare Max Mara Fashion Group facendo sapere all'azienda di aver deciso di aderire al boicottaggio. Si può mandare loro una lettera, una e-mail, un fax, fare una telefonata. Ognuna di queste comunicazioni per loro è un possibile cliente perso.

L'indirizzo è:
MAXMARA FASHION GROUP
Via Giulia Maramotti, 4
42100 Reggio Emilia (RE)
Tel: 0522-3991
Fax: 0522-3993993

Capo Ufficio Stampa - Magnolia Laurenzi
laurenzi.m@maxmara.it

Responsabile Comunicazione - Larisa Fasi
proffice@maxmara.it
fasi.l@maxmara.it

Responsabile Comunicazione - Giorgio Guidotti
guidotti.g@mmfg.it

Altre Mail:
info@maxandco.com
franchisingita@maxandco.com
franchisingexp@maxandco.com
info@marella.it
otb.iblues@marella.it
info@marinarinaldi.it


Lettera Tipo:

Spett.le Max Mara Fashion Group,

Con questo messaggio voglio esprimere il mio sostegno alla campagna di protesta nei confronti della presenza di capi contenenti inserti di vera pelliccia nellecollezioni dei alcuni dei vostri marchi.

Vi ricordo che ogni anno decine di milioni di animali vengono allevati in condizioni orribili e uccisi brutalmente per potergli strappare il manto e trasformarlo in inserti, sciarpe, cappucci o giacche come quelle prodotte daalcuni dei vostri marchi.

Molte aziende hanno cessato di produrre e vendere inserti di vera pelliccia, tra cui tutti i grandi magazzini italiani e decine di marchi e stilisti a livello internazionale. Ritengo che la stessa scelta etica sia un passo che anche Voi dovreste fare, proponendo abbigliamento che sia privo di questa
brutale crudeltà.
Fino al momento in cui non sarà resa pubblica una simile decisione mi impegno a partecipare alla campagna di protesta e boicottaggio nei confronti di tutti i Vostri negozi e a diffonderla il più possibile tra tutte le persone di miaconoscenza.

Firma


www.campagnaaip.net

venerdì 3 ottobre 2008

DIESEL, for independent people

DIESEL è una delle griffe italiane di moda più diffuse nel mondo. Dal 1978 produce abbigliamento e accessori per uomo, donna e bambino. Il marchio è presente in 80 paesi con oltre 5 mila punti vendita e più di 300 negozi monomarca.

La sua mission in breve è questa: " [...] to create an apparel line perfect for independent people who follow their own unique path in life and for those style-makers who express their individuality by the way they dress".

Detto questo, è bene sapere che DIESEL produce e vende capi con inserti di vero pelo. Alla faccia dell'independent people.

Ed eccomi dunque qui a sostenere una campagna che si basa, come di consueto, sulla pressione, sull'informazione e sul boicottaggio dell'azienda, e che non avrà termine fino a che non ci sarà un impegno aziendale verso una politica senza pellicce.

La campagna partirà ufficialmente con una giornata di mobilitazione internazionale l'11 e iol 12 ottobre. In quei giorni si terranno proteste davanti ai negozi Diesel di tutta Italia, ma anche in Inghilterra, Germania, Svezia, Danimarca, Belgio, Olanda, Usa, Svizzera, dove gruppi di attivisti hanno già aderito all'appello.

Per maggiori informazioni sulla campagna e come sostenerla si veda alla
pagina: http://www.campagnaaip.net/campagneincorso01.html

Gli appuntamenti sono:

SABATO 11 OTTOBRE - GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO DIESEL
Proteste a Milano, Bologna, Torino, Roma, Firenze, Treviso, Verona, Genova.

Fai sapere all'azienda che hai deciso di aderire al boicottaggio. Puoi mandare loro una lettera, una e-mail, un fax, fare una telefonata. Ognuna di queste comunicazioni per loro è un possibile cliente perso. Non sottovalutarne l'importanza. Copia pure la lettera-tipo che trovi nel link indicato qui sopra, così ci metti ancora meno tempo...

DIESEL SPA
Via dell'Industria 7
36060 Molvena (VI)
Tel. 0424477555
Fax. 0424411154



Per una guida agli acquisti cruelty-free:
www.stiletico.com

domenica 21 settembre 2008

Eccone un altro di furbacchione

Non è molto carino fare promesse, ergersi a campione nella difesa degli animali, e poi alzare il dito medio e trallallero, vi ho fregato, non era niente vero, trallallà!

E' quello che ha fatto anche quel buontempone di Giorgio Armani, il quale, a dispetto delle promesse fatte l'estate scorsa alle organizzazioni per i diritti degli animali di non usare mai più pellicce nelle sue collezioni, si presenta con una line di cappotti in pelliccia per bambini (!), oltre che a diversi capi di abbigliamento (giacche, gonne, cappotti) "ornati" di pellicce varie.

Proprio come è già successo a Donna Karan, la solita storia, ci provano sempre...

E allora? cosa si fa quando qualche furbetto non mantiene le promesse? Mah, ad esempio, PETA sta spedendo Pamela Anderson a guidare la controffensiva. Pamela ne parlerà domani proprio qui in Italia, cercando di sensibilizzare tutte quelle v.i.p. che saranno presenti alle sfilate di Armani...

Ancora non è giunta alcuna dichiarazione dall'ufficio stampa di Giorgio the Gorgeous. Intanto, state attente Katie Holmes, Cate Blanchett e tutte le altre star che vestono Armani...Pamela ha il fucile puntato!

giovedì 11 settembre 2008

Protesta alla sfilata di Donna Karan a N.Y.

E' la settimana della moda a New York City. Questo significa che la PETA Police è in circolazione e pronta a combattere contro tutti quegli stilisti che ancora si ostinano ad utilizzare pellicce.

La sfilata di Donna Karan al Bryant Park è stata effettivamente un po'... rovinata quando alcuni membri PETA sono saliti sullo stage con cartelli con su scritto “Donna: Dump Fur*!”

La Karan aveva provato a togliersi di torno la PETA promettendo a suo tempo di non utilizzare più pellicce, nonostante questo ci ha riprovato, gasp! Pensava forse di passare inosservata?!

Naturalmente i contestatori sono stati prelevati ed arrestati, ma non pensate che questo possa fermare la PETA, famosa per i suoi tenaci e costanti sforzi per porre fine all'abuso di animali. Che vi possano piacere le loro tattiche o meno, potete crederci che non hanno nessuna intenzione di fermarsi....

Chissà se la Karan si unirà prima o poi all'ancora troppo sparuto gruppo di stilisti come Calvin Klein, Stella McCartney, Ralph Lauren, Tommy Hilfiger che hanno preso l'impegno di creare collezioni fur-free e ... lo stanno mantenendo!


*Donna: butta via le pellicce!"


Per una guida agli acquisti cruelty-free:
www.stiletico.com