Visualizzazione post con etichetta ricette. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ricette. Mostra tutti i post

sabato 9 febbraio 2013

Carrot cake ai pistacchi

Anche in questo caso si tratta di un mix di ricette trovate qua e là e rielaborate a modo mio fino a trovare la soluzione ottimale. Spesso le ricette che si reperiscono in internet o nei libri non sono di mio gusto e l'unico modo per uscirne è tentare delle manipolazioni della ricetta così come l'ho trovata fino a quando il risultato non è di mio (e altrui) gusto.

Ingredienti

200 gr di farina di farro (o altra farina di vostro gusto, io mi trovo bene con quella di farro e di kamut per i dolci, proprio per non usare la comune farina bianca, completamente priva di nutrienti)
50 gr di fecola di patate
un vasetto di yogurt bianco di soia (io uso questo e lo compro alla Coop, da 250 gr.)
250 gr di carote (o zucca)
130 gr di zucchero di canna
125 ml di olio di girasole
una bustina di lievito per dolci (io uso questo)
un cucchiaino scarso di bicarbonato
un cucchiaino di sale
un cucchiaino di cannella in polvere
una manciatona di pistacchi al naturale tritati (oppure noci o mandorle o un mix di noci e mandorle)

Preparazione
Mettete in una ciotola prima tutti gli ingredienti secchi (farina, zucchero, lievito, etc.) e man mano aggiungete quelli liquidi come yogurt e olio. Mischiate per bene con un cucchiaio di legno e aggiungete alla fine le carote grattugiate (io uso il mixer così si tritano in un attimo) e la frutta secca che avete scelto.

Mettete il tutto in una teglia tonda media, rivestita di carta forno, e mettete in forno caldo a 180° per circa 30 minuti. Al solito regolatevi a seconda del vostro tipo di forno. Vale sempre la prova stecchino, anche se potrebbe non uscire del tutto asciutto anche se la torta è cotta perchè le carote rilasciano "umidità".

Una volta cotta, fate raffreddare e servite con una spolverata di zucchero al velo oppure con una crema fatta con panna di soia tipo Soyatoo (la trovate nei negozi bio) messa preventivamente in freezer insieme alla frusta, come si fa di norma per montare bene la panna. Una volta montata e addizionata di un po' di zucchero al velo, ricoprite ogni fetta con panna e altri pistacchi (o altra frutta secca che avete scelto) tritati finemente, per un bel impatto visivo in bianco e verde!

Al posto della panna, va bene anche il tofu vellutato (sempre in vendita nei negozi bio) che non ha alcun retrogusto amarognolo di soia come può a volte avere il tofu normale. Passatelo al minipimer o con una semplice frusta a mano insieme a zucchero a velo finchè non trovate la dolcezza desiderata. Mettete una cucchiaiata su ogni fetta insieme alla frutta secca tritata.

Buon lavoro!




sabato 19 gennaio 2013

Cioccolata calda e cani e gatti intorno

Qui fa freddo, non so da voi. Invidio chi vive in posti ancora con temperature decenti (il mio sogno? una casa in stile commissariomontalbano nel sud della Sicilia, chiedo troppo?!).
Tant'è che da qualche giorno non posso fare a meno di preparare cioccolate calde, da sorbire preferibilmente scrivendo su questo blog o su Stiletico oppure sul divano circondata dai soliti treccani e duegatti.

Probabilmente la maggior parte di voi saprà preparare una semplice tazza di cioccolata calda. Nel dubbio, vi presento la "ricetta" che uso io, pubblicata anni fa dalla mia adorata StellaVegan, le cui ricette base sono entrate a far parte del mio bagaglio gastronomico quotidiano come se lo fossero da sempre.


Ecco le sue istruzioni per l'uso per una persona:

  • 10 grammi di cacao amaro (io uso quello del commercio equo e solidale che compro alla Coop)
  • 10 grammi di amido di mais (preferite marche sconosciute e non la Maizena, di proprietà della Unilever)
  • 10 grammi di zucchero grezzo di canna o altro dolcificante preferito (Stella usa il fruttosio, io a volte il malto di riso)
  • una tazza di latte vegetale (io utilizzo il solito Soya&riso bio dell'Eurospin)
Mettete tutto in un pentolino e portate a bollore sempre mescolando per circa un minuto. Servire, degustare, leccarsi i baffi.

Facile, no?!

giovedì 3 gennaio 2013

Torta al cocco farcita al cioccolato

Mi dispiace non potervi postare la foto della torta in oggetto, non ho pensato a immortalarla e ora è troppo tardi. Vi passo questa ricetta che è un mix di ricette sperimentate e non soddisfacenti che ho "aggiustato" dopo un paio di tentativi. L'ultimo mi è parso riuscito, anche a detta dei miei familiari e delle mie due amiche sottoposte al test.

Ingredienti per la torta:

  • 150 gr di farina di farro (potete usare anche altre farine, io ho usato questa)
  • 50 gr di fecola di patate
  • 200 gr di farina di cocco
  • 100 gr di zucchero grezzo di canna possibilmente chiaro
  • 80 gr di olio di semi di girasole o extravergine di oliva nel caso fosse di sapore delicato
  • 300 ml di latte di riso
  • 1 bustina di lievito vanigliato bio
  • un pizzico di sale


Mettete tutti gli ingredienti in una ciotola, iniziando come di consueto da quelli solidi e aggiungendo man mano quelli liquidi. Il composto dovrà risultare di una consistenza morbida, piuttosto fluida. Versate tutto in una tortiera media rivestita di carta forno e mettete in forno caldo a 180° per 35-40 minuti (vale la solita prova stecchino). 
Una volta cotta fatela raffreddare per bene.
Quindi dividetela in due, facendo attenzione a non romperla, come se fosse un pan di spagna da farcire.

Ingredienti per la crema (la quantità che ne ricaverete è circa il doppio di quanto necessita per la torta, dovrete sacrificarvi e mangiarvi a parte quello che rimane):
  • una confezione di tofu vellutato
  • una tavoletta di cioccolato fondente (70-80% cacao), possibilmente bio e del commercio equo e solidale
  • zucchero al velo


Fate fondere la tavoletta di cioccolato fondente in un pentolino, facendo attenzione a non bruciarla, tenete il fuoco al minimo. Unite quindi il tofu vellutato e mescolate per bene, aggiustando di zucchero al velo in caso ne sentiate la necessità. Spegnete dopo un minutino circa. Fate raffreddare in una coppetta (non nel pentolino) e una volta fredda spalmate la crema sulla metà della torta. La quantità decidetela voi, io ne ho usato circa la metà.
Ricoprite la torta con l'altra metà e spolveratela quindi con farina di cocco e - volendo - dello zucchero al velo.

Tutto qui. E' buona, morbida e fa la sua figura.

venerdì 21 dicembre 2012

Per un'insalata russa di Natale


L'insalata russa per il pranzo di Natale è un grande classico (o per la cena della vigilia, per chi festeggia la sera del 24 dicembre). Per arricchirla di sapore e scenograficamente, pubblico qui la ricetta presentata a un corso di cucina curato da Denise Filippin e pubblicata sul profilo FB di Genitori (e non solo) vegani a Genova, un gruppo a cui vi consiglio di aderire anche se non siete genitori per le preziose informazioni che vengono condivise e la possibilità anche per le future mamme vegan di saperne di più. 

Vi prego dunque se volete condividere questa ricetta di citarne la fonte perchè è sempre cosa gradita che l'inventore di una ricetta, o chi la rielabora perfezionandola, sia sempre nominato. Io la trovo strepitosa, siamo abituati alla presenza delle uova sulle nostre tavole e per le nostre famiglie non vegane questo può essere un modo divertente di farle comparire, senza che alcun animale abbia sofferto per imbandire le nostre tavole.



Uova vegan farcite

 Ingredienti

 Per gli “albumi”:

  •  450 g latte di mandorla o soia NON dolcificato (2 tazze)
  •  2 cucchiaini di agar agar in polvere
  • 1/4 di cucchiaino di sale nero più un pizzico (sale indiano Kala Namak)


 Per il ripieno:

  • 225 gr di tofu 35 gr. di maionese vegan (che potete fare da soli, senza doverla comperare in negozi specializzati)
  • 35 gr. di olio extravergine di oliva
  • 1/4 cucchiaino di sale
  • 1/4 cucchiaino di sale nero (Kala Namak)
  • 1/2 cucchiaino di curcuma


Preparare il latte di mandorla mettendo a bagno 80 gr di mandorle la sera. Il giorno dopo sciacquare le mandorle e metterle nel boccale del minipimer con 500 ml di acqua fresca. Frullare molto bene e lasciar riposare circa 20 minuti. Filtrare quindi con una garza o un colino a maglie fitte. 

Preparare gli albumi mescolando accuratamente 450 gr di latte con l’agar agar in modo da scioglierlo completamente, unire il sale KN. Portare ad ebollizione, lasciar cuocere 3/4 minuti, quindi versare negli stampi (quelli da ovetti di cioccolato da pasticceria), lasciar intiepidire e poi mettere in frigo finché si rassodano (circa 30 minuti). 

Quando sono abbastanza sodi, usare un cucchiaino (o uno scavino per meloni) per toglierne un pezzo, è qui che posizioneremo il ripieno. Per il ripieno occorre sbollentare il tofu tagliato a cubetti per 5/6 minuti. Mettere tutti gli ingredienti in un robot e frullare fino a far diventare una crema. Usare una sacca da pasticciere con beccuccio a stella aperta e farcire gli albumi.

Vale la pena di provare, no?!

giovedì 5 aprile 2012

La mia carbonara

Non ho mai mangiato la pasta alla carbonara. A casa mia non si usava, non faceva parte delle tradizioni culinarie, che erano poi un mix tra ispirazioni lombarde e suggestioni siciliane (data la provenienza dei miei genitori), e la carbonara non era un piatto che rientrava in alcun modo nelle abitudini quotidiane.
Poi a 18 anni smisi di mangiare animali, così fu che da adulta la scansai sempre accuratamente nei ristoranti o casa di amici.
Qualche anno fa però, ancora da vegetariana, assaggiai la classica carbonara per l'appunto vegetariana, ovvero a base di zucchine (invece che pancetta o come diavolo si chiama quella roba oscena) ma sempre con le uova, crude per di più.
Stasera ero in vena e ne ho preparata una su quella falsa riga. Confesso che non ho prove fotografiche perchè mi ci sono avventata sopra senza ritegno e non c'è stato il tempo. Dovete credermi sulla parola. Era buona, ma buona sul serio. Molti di voi l'avranno già sperimentata di sicuro, io non l'avevo mai neanche cercata nei ricettari on line. Mi ero semplicemente scordata dell'esistenza di un piatto simile.

Ecco dunque la mia ricetta, facile, veloce, adatta anche a single con poca voglia di stare ai fornelli.

Dosi per due persone

Mettere in una padella con un po' di olio extra-vergine d'oliva uno spicchio d'aglio, fate rosolare qualche minuto e poi aggiungete le zucchine tagliate a tocchettini (una o due, a seconda della grandezza). Fate saltare in modo che le zucchine rimangano comunque sempre al dente. Aggiustate di sale.


In una ciotolina versate del silken tofu (del tofu morbido, ho usato quello che vedete qui accanto), ma se non ne avete usate pure del tofu tradizionale ammorbidito con un po' di latte di soia.  Sbattete il tofu con una forchetta per renderlo bello cremoso, se rimarranno comunque dei "grumi" va bene così, aggiungendo una presa di curcuma o di zafferano per renderlo di un bel colore giallo uovo. Ne basta una punta di cucchiaino.

Quando le zucchine saranno cotte, non devono essere spappolate ma sempre a tocchetti, togliete lo spicchio d'aglio e aggiungete il tofu ormai giallo. Fate saltare qualche istante e spegnete.

Fate cuocere a parte 150-200 gr. di pasta. Io ho usato dei tonnarelli trafilati al bronzo che rimangono belli sodi anche dopo cottura, ma scegliete quella che preferite. Scolate la pasta e accendete di nuovo il fuoco sotto le zucchine. Versate la pasta nella padella, fate saltare il tutto e all'ultimo momento aggiungete una spolverata di lievito a scaglie. Girate per bene, spegnete, servite. 

Se ancora non ne avete provate di simili, ve la consiglio. Provate ad ammannirla anche a impenitenti onnivori e fatemi sapere.


lunedì 6 febbraio 2012

Pancakes per una sera d'inverno (ma anche per la mattina di tutte le stagioni)

Qui da me non ha mai nevicato, solo a pochi chilometri da qui ci sono state bufere, ma da queste parti niente. Fa freddo, quello sì, e in campagna si sente, per quanto si faccia il possibile la casa non si scalda mai abbastanza. E allora tocca mangiare, soprattutto chi come me non ha scorte di ciccia messe da parte per il letargo invernale. Ho appena ri-fatto i pancakes che avevo sperimentato un paio di giorni fa e - dal momento che vengono sempre bene e la ricetta è affidabile - ve li passo. Non sono di mia invenzione ma non ricordo neanche dove abbia preso la ricetta, me la sono ritrovata scritta a mano su un'agenda. Dunque, se qualcuno si riconosce, beh... fuori l'autore!

Ingredienti:
100 gr. di farina 00 bio
200 ml di latte vegetale (io uso sempre il mix di riso e soia bio  in vendita da Eurospin)
2 cucchiai olio d'oliva extravergine
1 cucchiaio di zucchero grezzo bio chiaro
  • 2 cucchiaini di polvere lievitante naturale
  • il solito pizzico di sale

  • Unire in una scodella tutti gli ingredienti, miscelando bene con una frusta, cercando  di togliere tutti i grumi. Fate scaldare una padella antiaderente (io uso il testo romagnolo, quello bello pesante di ghisa), ungetela  con un po' d'olio, usando magari uno scottex per spalmarlo bene.
Quando è tutto bello caldo, con un mestolino mettete un po' di composto e fate cuocere per 2-3 minuti, quindi rigirate il pancake con una paletta e fate cuocere dall'altra parte sempre per un paio di minuti. 


Serviteli caldi spolverati da zucchero al velo, oppure - come da tradizione americana - con dello sciroppo d'acero, o trattate ogni pancake come se fosse una piccola crepe, aggiungendo della marmellata o della nutella vegan e poi piegandolo in due.
Non ho fatto foto, non ne ho avuto il tempo, sono spariti troppo in fretta. Questa che vedete è una foto di repertorio, anche se trattasi in ogni caso di pancakes vegan. Ma perché, viene da domandarsi mangiandole, metterci latte e uova se sono così buone in versione cruelty-free?!?

P.S. Mentre cercavo una foto di pancakes, ho trovato la ricetta uguale uguale a questa, dunque ho scoperto l'autrice!
Eccola: http://ricettevegane.blogspot.com/2008/01/pancakes-vegan.html
Ricetta fantastica, brava!





domenica 22 gennaio 2012

Piadina degli dèi

Mai come questa volta ho fatto passare tanto tempo non scrivendo sul mio blog. Una turbinosa vita quotidiana mi ha fatto lasciare da parte le cose che amo di più, come appunto scrivere qui ed entrare in contatto con chi mi legge.  A questo proposito, non posso non condividere con voi la ricetta, se così si può chiamare, della piadina che mi sono preparata ieri a pranzo. Mugolii di piacere hanno accompagnato la sua degustazione, accompagnata da una birretta fresca e da un bel sole caldo, qui fuori, sugli scalini di casa.

Avevo comprato una confezione di piadine di una marca che non conoscevo ma che a questo punto vi consiglio, ovvero questa:


Fortunatamente non è esattamente una "vera piadina romagnola", perché non è fatta con il consueto strutto ma con olio d'oliva, e si sente.
Ho acceso il forno e quando era bello caldo, ho messo la piadina piegata in due sulla piastra ripiena di formaggio vegetale Montanero tagliato a scaglie. Dopo qualche minuto, quando il formaggio iniziava a filare, l'ho tirata fuori dal forno e ci ho aggiunto:
  • qualche cucchiaiata di mostarda di fichi (gentilmente offerta dalla mia amica Anna di ritorno da Merano)
  • una fetta di muscolo di grano nella versione Affettato Roast tagliata a sottili listarelle
  •  soncino e rughetta in abbondanza


Ragazzi, che buona! Sarà stato il sole, sarà stata la compagnia (ero attorniata da tutta la banda, cinque tra canidi e felini), ma raramente avevo mangiato qualcosa di così lussurioso e soddisfacente. Resta la questione della mostarda di fichi: dove trovarla? Io me la sto centellinando. Forse dovrò recarmi nei pressi di Merano per farne una scorta? Oppure negli studi televisivi di Chi l'ha visto?
In ogni caso, la cercherò.


sabato 24 dicembre 2011

Panettoncini non solo per il Natale

Dedicato a La Pimpa che me li ha chiesti...

Una ricetta per sopperire alla mancanza del consueto panettone. Se non avete fatto in tempo a procurarvi un panettone tutto vegan, ecco qui cosa potete fare in pochi minuti. In realtà questi sono molto più buoni di quella roba industriale a base di uova e latte in polvere, spesso di pessima qualità (come poi si scopre dopo qualche mese dalla lettura di notizie di frodi alimentari). Serviti con un po' di scenografia vi faranno fare una splendida figura.

  • 250 gr. di farina manitoba e di farro (io faccio un mix delle due, ma potete usare anche solo una di queste, dipende da cosa avete in casa...)
  • 150 gr. di zucchero di canna bio (per questa ricetta uso quello chiaro)
  • il solito pizzico di sale fino
  • un cucchiaino raso di bicarbonato di sodio
  • 230 ml. di latte vegetale (io uso quello misto soia e riso che compro all'Eurospin)
  • 60 ml. di olio extravergine di oliva
  • 1 bustina di polvere lievitante (tipo cremor tartaro)
  • una manciata di uvetta e di scorzette di arancia candita e/o canditi e/o gocce di cioccolato fondenti (vado ad occhio circa le quantità)

Mettete gli ingredienti secchi (farina,lievito, etc.) in una terrina e man mano aggiungete quelli liquidi (latte,olio) e mischiate per bene con un cucchiaio di legno. Alla fine aggiungete delicatamente uvetta e scorza di arancia (o canditi misti se preferite o anche gocce di cioccolato fondente, a seconda dei gusti). Versate il composto negli stampini da muffin. Io uso una teglia con i vari spazi per i muffin e in ognuno metto un pirottino di carta, così escono che sembrano proprio panettoncini con la classica carta intorno.
Infornate in forno già caldo per 20-30 minuti, regolatevi in base al vostro forno con la solita prova stecchino. Se lo stuzzicadenti esce asciutto vuol dire che sono pronti. Spegnete il forno e lasciate lo sportello socchiuso per farli raffreddare.
Serviteli semplicemente con dello zucchero al velo, se vi piace, o accompagnati a del gelato di soia al cioccolato o alla crema, o - ancora - tagliati in quattro spicchi con in mezzo il budino d'arancia decorato con cannella e fette d'arancia fresca.
Altro che Motta.

sono ancora caldi, ora li metto in un vassoio
con tovagliolo natalizio tutto rosso...


martedì 26 aprile 2011

Cheese-cake alle fragole


Questa è la mia prima cheese-cake vegetale 100%. Non che sia un dolce dietetico, ma sicuramente più leggero della ricetta tradizionale, che è veramente una bomba di pesantezza. Nessuna delle ricette on line che ho trovato mi convincevano al 100%, per cui ho fatto un mix a modo mio e il risultato non pare affatto male. Provatela.

Per la base:
300 gr. di biscotti vegan (io ho usato quelli integrali bio della Coop, tipo frollini, all'olio d'oliva, senza troppe schifezze dentro)
80 gr di burro di soia
latte vegetale q.b.

Pestate i biscotti mettendoli in un panno pulito e prendendoli serenamente a martellate. Una volta ben sbriciolati (ma non polverizzati), metteteli in una terrina insieme al burro di soia fatto sciogliere nel frattempo a bagnomaria o in un pentolino leggermente sollevato dalla fiamma. Mescolate per bene e se - come nel mio caso - ancora non si amalgamasse bene, non aggiungete burro ma qualche spruzzo di latte vegetale (soia,riso,avena, etc.) finchè non sarà ben miscelato l'insieme.

Mettete il composto in una teglia a cerniera rivestita di carta forno di circa 26 cm di diametro, spianate bene con il dorso di un cucchiaio e mettete in frigo.


Per la "crema":

180 gr di  Silken Tofu
250 gr di yogurt di soia (non usate i Valsoia che sono acidissimi e anche piuttosto liquidi)
una confezione di panna vegetale (io avevo quella normale, non da dolci, e l'ho dolcificata con un cucchiaio di zucchero di canna, ma se avete la Soyatoo meglio ancora)
un cucchiaino raso di agar agar in polvere
scorzetta di mezzo limone
succo di mezzo limone
1 fialetta di aroma alla vaniglia
mezzo vasetto di marmellata di fragole (anche qui, marca Coop, bio, solo con zuccheri della frutta)
qualche fragola


Mettete in una terrina il tofu, lo yogurt, scorza e succo di limone, vaniglia e passate il tutto al minipimer. Unite quindi la marmellata e qualche fragola a pezzettini. Nel frattempo avrete messo in un pentolino la panna a cui avrete aggiunto l'agar agar prima sciolto in pochissima acqua calda. Scaldate senza portare a bollore sempre mescolando. Fate raffreddare e unite al composto di tofu, yogurt & co. Mescolate bene, assaggiate e regolate di zucchero di canna (passato prima al frullatore per ridurlo come zucchero a velo) se ce ne fosse necessità (va a gusto), io ho aggiunto un po' di zucchero al velo alla fine.

Quindi versate il tutto sulla base che nel frattempo si sarà ben compattata in frigo e infornate a 180° (forno già caldo ma non bollente) per una 35ina di muniti (dopo i primi venti minuti potete anche mettere al minimo la temperatura).

Fate raffreddare a temperatura ambiente e quindi  riponete di nuovo tutto in frigorifero, meglio se per tutta la notte.


La mattina dopo...

Per la guarnizione:

Prendete l'altro mezzo barattolo di marmellata di fragole e mettetelo in un pentolino con un filo d'acqua e mezzo cucchiaino di agar agar. Fate scaldare sempre mescolando per qualche minuto (non deve bollire) e quindi spegnete. Una volta raffreddato il tutto, versatelo sulla torta.
Guarnite tutta la superficie con fragole a raggio, fitte fitte.
Rimettete in frigo, anche solo per un'oretta (ma più sta e meglio è) e quindi servite, togliendo il contorno della teglia a cerniera ed eliminando la carta forno in esubero.
Saprà di semifreddo alle fragole. E la sera dopo sarà ancora più buona.

Purtroppo non ho avuto la prontezza di fotografarla prima di servirla in tavola, ma qualcosa potete ancora vedere, almeno per rendervi conto del risultato, di sicuro effetto.... Ecco la fetta rimasta, da tutte le angolazioni possibili!

venerdì 25 febbraio 2011

Pennette all'arancia

Tornate a casa stanchi, avete fame ma per niente voglia di passare troppo tempo ai fornelli. Non siete tipi da quattrosaltiinpadella. Non volete saltare la cena.
Ho la soluzione. Un piatto facilissimo, veloce ed è molto probabile che abbiate già gli ingredienti in casa. Se questo non fosse il vostro caso, provvedete a tenere sempre qualche cappero, qualche arancia e una confezione di panna vegetale nella vostra dispensa, vi torneranno utile per qualche ricettina last-minute come questa.


Ingredienti per 2 persone:
  • 200 g di pennette rigate
  • due-tre cucchiai di panna di soia
  • un'arancia sfilettata (togliete bene la parte bianca amara e tagliate a filetti)
  • due capperi
  • quattro foglie di salvia fresca tritate finissime
  • prezzemolo tritato finissimo q.b.
  • olio di semi di girasole q.b.

Preparazione:

Mentre cuociono le pennette rigate (io ho usato pasta bio trafilata al bronzo), mettete la panna e tutti gli ingredienti in una padella insieme a un filo di olio di girasole: capperi, arancia a filetti, salvia, prezzemolo  (quest'ultimo aggiungetelo proprio alla fine). Aggiustate di sale se ce n'è bisogno (verificate prima se i capperi hanno già salato abbastanza).
Fate scaldare per qualche minuto e quando le penne saranno al dente, togliete i due capperi e fate saltare la pasta nel condimento mantecando il tutto per qualche minuto.
E voilà, sono pronte!

Provate e fatemi sapere se vi sono piaciute

martedì 30 novembre 2010

Torta alle pere

Pomeriggio piovoso, non freddo, ma da starsene a casa, un vero pomeriggio autunnale. E allora, niente di meglio che preparare una torta che ci accompagnerà almeno nei primi giorni della settimana (poi toccherà farne un'altra, ma intanto le colazioni dei primi giorni feriali sono assicurate!).

Ingredienti:

300 gr di farina integrale bio (ma io spesso utilizzo un mix di farina di farro, di kamut e di grano, a vostra scelta)
180 gr di zucchero di canna bio (per me è già piuttosto dolce così, diminuite o aumentate leggermente secondo il vostro gusto)
un bicchierino di olio extra vergine d'oliva
250 gr di latte di soia o altro latte vegetale
una bustina di lievito (evitate il Bertolini o il Pan degli Angeli, dagli addensanti di incerta natura)
2-3 pere kaiser di media grandezza
un pizzico di sale
cannella
zucchero a velo integrale bio


Mettere farina, zucchero, sale, olio, latte vegetale e lievito in una ciotola e mischiare con un cucchiaio di legno.
Aggiungere quindi le pere tagliate a tocchetti e rigirare delicatamente.
Foderare una teglia tonda media con la carta forno e riversare l'impasto.
Infornare quindi in forno già caldo, regolare sui 180° (ogni forno ha le sue peculiarietà)  e far cuocere per circa 30-35 minuti.
Controllare con uno stecchino che la torta sia pronta (lo stecchino deve uscire perfettamente asciutto, ma cercate di non prendere i pezzetti di pera che rimarranno ovviamente più umidi) e in caso lasciare ancora in forno a temperatura minima per qualche altro minuto.
Come di consueto la cottura al forno varia anche da forno a forno, dunque regolatevi di conseguenza.
Una volta pronta, fate intiepidire e mettete la torta su un piatto da portata, spolverate di cannella e zucchero al velo.
Niente di speciale,semplice semplice, come potete vedere. Eppure, quanto è buona!


domenica 31 ottobre 2010

Aria di melanzane al sesamo

E' da parecchio che non vi riporto una ricetta di casa come questa, semplice semplice, come di consueto. Non perchè non se ne creino in continuazione, non siamo certo tipi da dieta monotona, quel genere di alimentazione seguita dalla maggior parte degli onnivori. A noi piace mangiare bene e variare costantemente. Così, la cucina diventa una sorta di laboratorio creativo in cui si sviluppano spunti, si creano nuovi piatti, si seguono ricette per poi personalizzarle con qualche tocco.

No, decisamente non siamo tipi da cena con affettati e mozzarelle di dubbia provenienza e qualità. E poi, volete mettere la soddisfazione di mangiar cose buone sapendo di non aver sconvolto la vita a nessuno? Sapere che nessun essere vivente è morto per esserci noi seduti a tavola a cena? Per me è una sensazione impagabile, con buona pace dei magnaccioni che non hanno a cuore le sorti di nessuno (neanche dei loro figli, se no non li nutrirebbero a carcasse).

Aria di melanzane al sesamo con sfoglie di patate al timo

Per 2 persone:


1-2 melanzane (a seconda della grandezza)
olio extra vergine d'oliva
vino bianco secco
concentrato di pomodoro
semi di coriandolo
semi di sesamo



Sbucciare e tagliare le melanzane a piccoli dadini e farle cuocere finché non diventano morbide  con pochissimo olio ed un bicchiere di vino. Aggiungere un paio di cucchiaini di doppio concentrato di pomodoro ed a fine cottura  aggiungere un paio di pizzichi di semi di coriandolo.

Una volta cotte frullare tutto per bene col minipimer badando a fare uscire ed entrare le lame nel composto in modo da creare delle bollicine d'aria.
La crema ottenuta va messa in una o due terrine precedentemente cosparse leggermente d'olio all'interno della quale si spargeranno i semini di sesamo.
Voltare la terrina piena su un piatto piano e servire con contorno di scaglie di patate cotte al forno con un filo di latte di soia, olio e timo a fine cottura.

Un buon vino bianco secco biologico come quello che abbiamo ora a casa, 13 gradi ben portati, potrebbe rendere il tutto ancor più delizioso.


martedì 7 settembre 2010

Veg-Cacio e pepe

Da queste parti, a Roma, uno dei piatti tipici più amati sono gli spaghetti o le linguine "cacio e pepe". Non ricordo se per cacio si intendesse il parmigiano, ma sono quasi certa si tratti piuttosto di pecorino, più usato nella cucina romanesca, per ovvi motivi di produzione locale. Ma da quando sono vegan, non me li sono certamente fatti mancare, c'è una soluzione per tutto, anche per questo. E allora, ecco la nuova ricetta veganizzata che non mancherà di stupirvi, quanto a bontà e facilità di preparazione.

Ingredienti:
linguine o altra pasta lunga
lievito a scaglie
semi di girasole
mandorle
pepe
sale
olio extra-vergine di oliva


Mentre cuociono le linguine (o spaghetti, bavette, etc.), preparate il cacio vegan mescolando due pugni di lievito a scaglie, un pugno e mezzo di semi di girasole e mandorle insieme e due-tre pizzichi di sale. Frullate il tutto in un mixer fino a polverizzare i semi.

Mettete il "cacio" in una zuppiera e versateci sopra la pasta cotta al dente, tenendo da parte un po' di acqua della pasta in caso fosse necessario aggiungerne un po' per mantecare bene.
Mescolare velocemente con un filo d'olio d'oliva e servire caldissima con del pepe nero macinato.

Come fa la canzone? "A noi ce piace de magna e beveeeeeeeee.....!!!"



mercoledì 12 maggio 2010

Bavette alla crema di asparagi

Non vi tediate, uomini e donne di poco fornello. Lasciatemi condividere delizie del palato appena assaporate, non fatemi ruminare sola soletta al pensiero dell'ultima prelibatezza sperimentata in cucina. Abbassiamo il nostro volo per sfiorare frigoriferi e pentolame e cucchiaioni di legno, orsù!
Giustappunto, domenica abbiamo mangiato questa pasta per la prima volta e ci è piaciuta moltissimo. Mi sentirei in colpa a non riferirvi la ricetta, veloce veloce, molto leggera, eppur tanto gradita ai commensali (vi piace questo tono da novella Artusi?)
Bando alle ciance, sperimentate e fatemi sapere, variazioni incluse naturalmente.

Tagliate a dadini 250 gr di asparagi non troppo grandi e metteteli in padella con un dito d'acqua.
Attendete che siano "al dente" e versate un bicchiere di latte di soia (ovviamente non zuccherato). Aggiungete quindi un filo d'olio di mais e sale qb. e fate amalgamare a fuoco bassissimo, mescolando spesso, fino a che non diventi una specie di crema molto liquida. Appena prima di scolare la pasta e versarla sul condimento aggiungete qualche pizzico di farina per creare la cremetta, regolatevi voi con mano sapiente circa la quantità. Ne risulterà una consistenza come se aveste aggiunto panna (da me aborrita nelle ricette sia in versione traditional che vegetale).
Mischiate il tutto e aggiungete un filo di olio extravergine d'oliva e qualche fogliolina di timo fresco o secco. Aggiungete pepe nero se piace (ci sta benissimo, ve lo consiglio).

Per la pasta noi abbiamo optato per una sorta di bavette, o forse fettuccine?, trafilate al bronzo fatte con grano da coltivazione biologica in versione tricolor (normale, verde con basilico, rosso con pomodoro). L'avevo acquistata proprio qualche giorno fa dalla mia fornitrice di frutta e verdura di produzione propria, ora anche punto di riferimento del gruppo d'acquisto solidale di zona. Sbizzarritevi voi nella scelta del formato, io propenderei per una pasta lunga di quel genere.

Facile, no?! Non fatevi regalare mazzi di fiori, bensì grandi e profumati mazzi di asparagi. Saprete cosa farne.

domenica 2 maggio 2010

Qualcosa da bere



Sarà... ma io se apro il mio frigorifero non trovo nessuna lattina di cocacola. E neanche un bel tetrapak di latte (pardon, di secrezioni mammarie bovine...)
Se ho sete la cosa migliore potrebbe essere invece preparare un bel frullato, anzi, uno smoothie, come lo chiamano gli anglosassoni. Uno smoothie di banana, ad esempio, che può fare felici grandi e bambini.

Ingredienti
2 banane medie
6 cubetti di ghiaccio
Acqua

Pelate e tagliate le banane e mettetele nel frullatore, aggiungete i cubetti di ghiaccio e acqua q.b. Se avete il frullatutto VitaMix ancora meglio, altrimenti un qualunque frullatore ad alta velocità. Azionate e fate frullare finchè non è tutto omogeneo. Versare in un bel bicchierone e deliziatevi.
Più facile ed economico di una cocacola, o no?! Per dire di quanto sia più salutare.

Voi mi direte: certo, ma il latte è ricco di ferro, magnesio e potassio, almeno così dicono le industrie che lo producono e lavorano. Dicono anche che è pieno di vitamine.
Parliamone. Il nostro frullato ha più del doppio del ferro contenuto nell'equivalente quantità di latte, il 50% in più di magnesio, 16 volte l'apporto di manganese. In compenso, il latte contiene 105 volte la quantità di sodio.

Ancora, il nostro banana smoothie contiene 10 milligrammi di vitamina C e il latte non ne contiene affatto.Il latte contiene una vasta gamma di aminoacidi. Proprio come il nostro frullato.
In compenso, il latte possiede più di cinque volte l'ammontare di due aminoacidi, metionina e cisteina, che si combinano nel corpo umano per formare l'omocisteina. I cardiologi sono concordi nell'affermare che le persone con alti livelli di omocisteina sono quelle che più probabilmente manifesteranno problemi cardiaci come infarti e colpi apoplettici.

E adesso, andate pure al supermercato e riempite il vostro carrello di latte e cocacola. Contenti voi...


fonte: www.nomilk.com

giovedì 22 aprile 2010

Spaghetti alla marinara

Un primo piatto al sapore di mare e tutti saranno contenti, a cominciare dai pesci ai crostacei e a tutti quegli animali acquatici che finiscono di solito sulle nostre tavole. A noi il sapore di mare, invece, piace così, senza ammazzare nessuno.

Ingredienti per 4 persone

Alghe kombu (un paio di strisce piccole) ma vanno bene anche le alghe già sminuzzate dette "insalata di mare" in vendita sempre nei negozi bio
Spaghetti o linguine
4-5 pomodorini
Olio di oliva extra vergine
Aglio
Peperoncino
Sale

Preparazione

Tagliuzzare le alghe e farle ammorbidire in acqua per circa un'ora. In una padella versare un po' d'olio con un paio di spicchi d'aglio sminuzzati, quattro o cinque pomodorini a dadini e un pizzico di peperoncino.
Fare cuocere per una manciata di minuti e aggiungere le alghe sminuzzate con qualche cucchiaio di acqua d'ammollo. Far cuocere ancora a fuoco bassissimo per circa 3 minuti.
Alla fine versare gli spaghetti (o linguine) e mescolare aggiungendo prezzemolo fresco tagliato finemente. Servire e degustare.

Consigliato un vino bianco secco fresco, una veranda con vista sul mare, clima primaverile con brezza marina e profumo di gelsomini.


In mancanza di tutto questo, potete anche solo immaginare: questo piatto aiuterà la fantasia.

P.S. Ancora più buone, testate in seguito, sono state le linguine o gli spaghetti alle alghe fresche, in particolare la salicornia. Stesso procedimento ma senza mettere a bagno le alghe, ovviamente.

domenica 11 aprile 2010

Una maionese speciale



Ancora una ricetta, veloce veloce, ma che non potevo non condividere. La premessa: la gente onnivora che si lamenta che ingrassa, che non può mangiare certe cose, che deve fare diete squallide... ma lo sa che ci sono prelibatezze a meno della metà delle calorie che normalmente ingurgitano, che si possono fare in casa in un attimo, che non fanno male a se stessi e ad altri esseri viventi?!
Se non lo sanno, beh, è un vero peccato, non sanno cosa si perdono. Ma io sono buona, e ve ne parlo, e se qualcuno capitasse su queste pagine magari saprà qualcosa che prima non sapeva.

Oggi ad esempio parliamo di una maionese, una maionese a colesterolo 0 e a gusto 1000. Questa ricetta non è mia, mi è stata tramandata da Marina di AgireOra, che a sua volta l'ha appresa da una certa Stefania, se ricordo bene. Autrice della maionese, fatti viva se ci leggi, siamo disposte a pagarti i diritti d'autore!


Ingredienti:
100 ml di latte di soia (io ho usato il Sojasun comprato alla Conad, niente di complicato, per questo genere di ricette è sempre meglio usare quelli basic, senza aggiunte di calcio, zuccheri, etc.)

due cucchiaini di senape

un quarto di limone spremuto

2 pizzichi di sale

olio di mais q.b. (comprate quello prodotto con mais non transgenico, lo fa anche la Carapelli, sempre comprabile in un normale supermercato)

Mettete tutto meno l'olio nel bicchiere del Minipimer e frullate. Andate aggiungendo l'olio man mano, senza timore che la maionese possa impazzire perchè senza uova questo non può succedere. Aggiungete olio finchè la maionese non diventa della giusta consistenza. Stop, finito.

A questo punto versate tutto in un vasetto - della grandezza di quelli che normalmente si utilizzano per la maionese comprata - e leccate minipimer, bicchiere, tutto quello su cui sono rimasti residui, sarebbe un peccato sprecare tanta bontà.

Da utilizzare sul pane per tartine, su un pomodoro, per l'insalata russa, per degli ottimi tramezzini con carciofini e veg wurstel. Ora vado, già ne sento la mancanza, non mi trattengo oltre, a me un grissino!

giovedì 11 marzo 2010

Due ricette di Tiziana

Ve le avevo promesse ed eccole qui. Sono due ricette richieste a gran voce dopo aver letto le imprese gastronomiche di Tiziana. Su sua gentile concessione, sono tutte per voi!

Tiramisù
Ingredienti
  • Fette biscottate veg (vedete voi a occhio)
  • 400 - 500 gr. silken tofu (se non si dispone di silken tofu si può usare quello normale ammorbidendolo, durante la frullatura con del latte di soia)
  • una moka da 6 di caffè ristretto (amaro o dolce a seconda delle preferenze e meglio se arabica 100% e del commercio equo)
  • 300 gr panna di soia da montare (es. Sojatoo) - deve essere freddissima (mettere in frigo - o freezer - anche il recipiente dove la si monta e pure la frusta)
  • 50 gr zucchero di canna integrale
  • farina di semi di carruba (un cucchiaino)
  • cioccolato amaro in polvere (2 cucchiai generosi)
  • cioccolato fondente in scaglie

Procedimento

Inzuppare le fette biscottate nel caffè e disporle nella teglia come base.
Frullare il tofu e aggiungervi la farina di di carrube (che funge da addensante), il cacao in polvere e lo zucchero (se il tofu vi sembra poco dolce aggiungete un po' di zucchero a vostro piacere tenendo presente che la panna da montare Soiatoo è dolce)
Montare la panna e incorporarla al tofu già frullato.
Disporre la crema tofu-panna-cacao sul primo strato di fette biscottate. Continuare con ancora uno strato di fette biscottate inzuppate nel caffè, finire con uno strato di tofu-panna cacao.

Spolverizzare con cacao e scaglie di cioccolato fondente e mettere in frigo almeno un paio d'ore.


Salame di cioccolato
Ingredienti
  • biscotti secchi veg gr 150
  • cioccolato fondente 200 gr
  • burro di soia o olio di mais o olio di girasole 50 gr
  • nocciole tritate 50 gr


Procedimento

Sciogliere a bagno maria la tavoletta di cioccolata e aggiungere il burro di soia o l'olio.
Aggiungere i biscotti secchi precedentemente frantumati (metterli in un sacchetto e schiacchiare con le mani o con il martello).

Mettere l'impasto sulla carta forno dando la forma cilindrica del salame, quindi avvolgere la carta forno e richiuderla a i lati a mo' di caramella.
Mettere in freezer un paio d'ore ed è pronto!

Grazie Tiziana, ti penseremo mentre li prepariamo!


sabato 6 febbraio 2010

Nutella fondente

Non sono particolarmente attratta dai dolci. Fino a qualche anno fa sì, ero golosissima. Poi, col tempo, mi è passata completamente, addirittura mi nausea l'idea di un dolciume industriale, mentre per quelli casarecci posso fare uno strappo, sempre che siano vegan naturalmente e non troppo zuccherosi.
Così, ogni tanto mi diletto a farmeli da me, almeno so cosa c'è dentro e non devo fare troppe domande: Ci sono uova? C'è latte?
Tra i miei preferiti ci sono i muffins con innumerevoli varianti (alla zucca, con scorzette di arance candite, con tocchetti di cioccolato fondente, ai mirtilli....), la torta di zucca e quella di carote e mandorle, e poi la nutella fondente. Ci sono molte ricette in giro per la rete, alla fine quella che preferisco è questa, che è un po' un mix di tutte quelle che ho sperimentato. Alcune contengono olio di semi, ma secondo me le nocciole sono già abbastanza "oleose" da essere sufficiente la loro presenza, senza bisogno di aggiungere altri grassi.


Mettete 100 gr di nocciole pelate e tostate nel mixer e fate andare per almeno 5 minuti, finchè il composto non diventa quasi cremoso.
Aggiungete 70 gr di zucchero al velo (io uso quello comprato da Naturasì fatto di zucchero di canna integrale bio, altrimenti usate del comune zucchero di canna ma fatelo prima passare al frullatore per renderlo più impalpabile). Continuate quindi a mixare per qualche istante. Assaggiate in corso d'opera e valutate se necessita ancora di zucchero, per gli amanti del cioccolato fondente queste sono le dosi ideali.

Nel frattempo mettete 100 gr di cioccolato in un pentolino e fate fondere a fuoco bassissimo. Io utilizzo il cioccolato all'88% di cacao della Novi, ce ne vuole una tavoletta più altri 25 gr. Fino ad ora non ho trovato tavolette di cioccolato equo solidale con la stessa percentuale di cacao, al max al 70% e per me è già troppo dolce.
Unite il cioccolato fuso al resto del composto. Aggiungete 130 ml di latte di soia (più o meno un bicchierino).

Fate andare il mixer per qualche altro minuto. Riponete il composto ottenuto nel pentolino dove avevate fatto sciogliere la tavoletta di cioccolato e fate cuocere a fuoco molto basso (eventualmente anche sollevando il pentolino dalla fiamma per non farlo bruciare) per una manciata di minuti al max.

Lasciate intiepidire e versate in vasetto medio da marmellata. Lasciate raffreddare completamente, quindi chiudete e riponete in frigorifero. Passate dita e pezzi di pane su tutto quello che avete davanti: mixer, cucchiaio, pentolino, etc.

Questa nutella dura un paio di settimane, poi non lo so, non garantisco, non è mai arrivata oltre, non credo si porrà il problema. Assicurate grida di tripudio anche tra gli amici onnivori.

lunedì 25 gennaio 2010

Risotto alle mele

Non pubblico quasi mai ricette per il semplice motivo che esistono molti e validissimi siti e blog specifici in materia di gastronomia vegan e anche perchè spesso a casa si improvvisa e non si scrivono le dosi precise, per cui non è facile poi descrivere la preparazione di certi piatti.
Però questa ve la scrivo, perchè non l'ho trovata su nessun sito o blog vegan ma solo in versioni onnivore su altri ricettari, a mio avviso francamente non appetibili (già l'uso di brodo di pollo mi sconcerta.... io non uso per cucinare acqua calda in cui è stato tenuto a bagno un uccello morto!)

Si tratta del risotto alle mele. Niente scuse, è facile facile, anche i più oziosi possono mettere mano ai mestoli. Assicurata bella figura, garantisco io. E neanche un grammo di colesterolo. L'ho assaggiato una volta, tanti anni fa, in un ristorante veneto di Roma.


Mettete un filo d'olio extravergine d'oliva in una casseruola adatta a cuocere un risotto. Tritate su un tagliere del porro o, se non l'avete, della comune cipolla. Il porro tagliato a rondelle e poi sminuzzato è ideale per il suo sapore molto delicato e assolutamente non invasivo. Mettete il tritato nella pentola e accendete il fuoco, lasciate rosolare a fuoco bassissimo per alcuni minuti, aggiungendo un poco di vino bianco tipo prosecco o spumante.

Nel frattempo prendete una o due - dipende dalla grandezza - mele tipo annurca (è l'ideale, altrimenti  quelle gialle, molto più comuni) e tagliatele a tocchettini. Aggiungetele al porro, rosolate e girate col cucchiaio di legno, sempre aggiungendo di tanto in tanto del prosecco.
Dopo qualche minuto aggiungete del riso carnaroli semi integrale (per due persone calcolate un piatto fondo riempito raso) e continuate a rigirare e insaporirlo nel porro e nella mela.

Come di norma per i risotti, iniziate ad aggiungere brodo vegetale col mestolo e fare assorbire rigirando, aggiungendolo di volta in volta. Un segreto per fare un buon risotto è rimanere sempre nei pressi dei fornelli e rendersi conto costantemente di quanta acqua necessiti per poterla aggiungere di tanto in tanto. Portatevi da leggere, ma non cose troppo interessanti che vi distraggano irrimediabilmente...

Per il brodo vegetale io ho fatto semplicemente bollire l'acqua in una pentola e vi ho aggiunto un dado vegetale bio. Chi ha tempo può farselo da solo in maniera più casereccia.

A metà cottura potete (facoltativo) aggiungere una stecca di cannella. Dopo circa 30 minuti il risotto dovrà essere diventato bello cremoso, assaggiate e verificate la cottura, eventualmente continuate ad aggiungere brodo vegetale in piccole dosi e rimestate. Regolate di sale, se il dado era già salato potrebbe non essercene bisogno.

Una volta pronto, spegnete, aggiungete un tocchetto di burro di soia (io uso quello della Provamel) e una cucchiaiata di lievito a scaglie. Lasciare riposare qualche minuto con il coperchio. Infine, servire e degustare.
Ricapitolando:
  • riso semi integrale carnaroli
  • porro o cipolla
  • dado vegetale
  • olio extravergine d'oliva
  • prosecco o vino bianco secco
  • mele annurca
  • lievito a scaglie
  • burro di soia
  • cannella (facoltativo)
Facile, no?!