mercoledì 13 agosto 2008

Grotesque

Basta, non resisto più. A far cosa? A tacere dopo aver visto e sentito tante sciocchezze negli spot tv!
E il bello, anzi, il grottesco è che la gente dà retta a tutto ciò che sente dire nelle pubblicità comese provenisse da un esperto nutrizionista. I produttori di quella robaccia fanno di tutto per rendere autorevoli i loro messaggi pubblicitari e il pubblico assorbe come una spugna tutto ciò che gli viene propinato. Perchè la Nestlè o la Plasmon o la Danone dovrebbero essere così cattivi da farci mangiare cibi "insani"? no, non è possibile, loro ci vogliono bene!

Sì, ed io intanto mi rosolo sul divano e penso: Non si può essere tanto lobotomizzati, non è possibile!

Non resisto. Devo fare un esempio. Tra gli spot che mi deprimono di più ci sono questi:
http://www.fruttolo.it/main/mondo_sorprese/sorprese_video.html

Ma perchè, perchè un bambino non può mangiare direttamente la frutta invece del fruttolo? perchè? perchè la mamma non ha tempo di andare dal fruttivendolo? di sbucciare la frutta? ma allora non faccia figli, si dedichi ad altro! e questa mamma dell'accidente, lei, la frutta, non la mangia neanche lei? cos'è, la famiglia Addams??
Per non parlare della mucca felice dello spot. Perchè non fare vedere ai bambini le cose come stanno? l'inferno in cui vivono e muoiono le mucche? Perchè ingannarli?

e ancora, l'ultimo spot degli omogenizzati Plasmon? non si trova su youtube o altri siti, ma l'avrete visto senz'altro.
E' quello con tutti i bambini vestiti d'arancione che si ergono sulla gambette e la voce fuori campo ci spiega che tutto ciò è possibile grazie all'ingestione di carne.
Ci dicono, nello spot, che nei prodotti Plasmon c'è quella roba proprio come gliela preparereste voi (!).

Perchè credere allora al dr Benjamin Spock, uno dei più famosi pediatri a livello mondiale, che raccomanda ai genitori di indirizzare i propri figli verso una dieta vegan??


“Sappiamo che nella dieta carnivora ci sono effetti dannosi” scrive Spock. “Bambini cresciuti con una alimentazione vegetale hanno, rispetto a quelli carnivori, maggiori e piu' immediati vantaggi salutari. Loro hanno meno problemi di peso, di diabete, alta pressione ed inoltre di alcune forme di cancro... Non raccomando una alimentazione di origine animale. C'e' stato un tempo dove il consumo di latte di mucca era considerato auspicabile. Ma ricerche, unite all'esperienza clinica hanno costretto dottori e nutrizionisti a ripensare quelle raccomandazioni”.

Non vorrete mettere a confronto Benjamin Spock e la Plasmon, vero!?

martedì 12 agosto 2008

Perchè no a scarpe ed abbigliamento in pelle?

Non indossare pelliccie è diventato ormai relativamente scontato (mai abbastanza), mentre mi guardo in giro e vedo che è pieno di giacche e giubbotti con con inserti (colli o bordi di cappuccio) in pelo (che è sempre pelliccia). Ma ancora più difficile è essere consapevoli di ciò che si sta comprando quando si parla di una borsa, un portafoglio o tantomeno di scarpe di pelle.

L'industria conciaria non solo usa i corpi di animali ammazzati, ma inquina l'ambiente in modo pesante. La "pelle", oltre a provenire da animali imprigionati in allevamenti intensivi e poi uccisi, costituisce anche la materia prima per un'industria, quella della concia, che è tra quelle a più alto impatto ambientale.
L'idea che la pelle sia un prodotto "naturale" e per questo preferibile ai corrispettivi sintetici è una falsità proprio per via dell'inquinamento provocato dalla conciatura.

L'utilizzo di sostanze chimiche inquinanti ed allergizzanti

Il processo di conciatura consiste nello stabilizzare il materiale organico (la pelle dell'animale) attraverso procedimenti chimici e meccanici al fine di impedirne la putrefazione e conferirvi determinate caratteristiche di resistenza, elasticità, ecc.
Esistono diversi tecniche di conciatura che comportano l'utilizzo
prevalentemente di cromo e altri metalli, tannini (la cosiddetta concia vegetale), solventi, resine, calce e altri acidi.

Il cromo esavalente, che deriva dai processi di conciatura, è presente in oltre la meta' dei manufatti in pelle. Questa sostanza è in grado di provocare allergie a moltissime persone (oltre 500.000 solo in Germania) e l'unico sistema per evitare questo rischio è quello di non utilizzare scarpe, guanti, e altri manufatti in pelle.

Consumo di acqua e inquinanti emessi in atmosfera

Il consumo idrico per la conciatura del pellame è elevatissimo così come l'impiego di sostanze chimiche che finiscono poi per essere immesse nell'ambiente. In particolare, la quantità d'acqua utilizzata arriva fino al 400% rispetto al peso della pelle trattata. Lo scarico di conceria è fortemente inquinato, torbido, putrescibile, maleodorante (a causa del contenuto di solfuri e azoto ammoniacale) e ricco di sostanze solide disciolte e sospese.

C'è poi il capitolo delle emissioni in atmosfera di inquinanti quali idrogeno solforato, ammoniaca, solventi organici, vapori di formaldeide e polveri. Hanno un forte odore sgradevole e molti di essi sono cancerogeni. Ma l'aspetto più preoccupante è che circa il 40% di queste emissioni sono emissioni diffuse che cioè si disperdono nell'ambiente di lavoro e nel circondario senza possibilità di essere sottoposto ad abbattimento e depurazione.

Produzioni senza controlli

I dati sopra riportati si riferiscono all'Italia, dove pure esistono delle leggi e dei controlli in materia di protezione ambientale anche se non sempre sono rispettate (un'indagine dei Carabinieri sulle concerie ha evidenziato un livello di illegalità del 33.2%).

Ma negli altri paesi in via di sviluppo dove le leggi di protezione ambientale sono pressoché assenti? Bisogna pensare che la gran parte della produzione di pelli è concentrata in paesi quali la Cina e l'India. La Cina produce il 20% del totale delle pelli lavorate a livello mondiale e a propria volta disloca le concerie in aree poco popolate o in altri paesi (ad esempio il Vietnam) proprio a causa del gravissimo impatto ambientale. In più di un'occasione si sono registrate vere e proprie rivolte con distruzione delle concerie da parte delle popolazioni che non sopportavano più l'inquinamento e il degrado delle loro città.

La sofferenza degli animali uccisi per la pelle

Siamo poi portati a pensare che in India gli animali, e specialmente le mucche, siano trattate meglio che in Cina. Ebbene non è proprio cosi': le mucche "da latte" ormai esauste vengono trasportate dal nord al sud dell'India o nel Bangladesh per migliaia di chilometri in condizioni terribili nei pochi stati dove ne è permessa la macellazione. E si tratta di animali uccisi unicamente per ricavarne la pelle.

E' un problema evitabile: non compriamo capi in pelle

La sofferenza e la morte di milioni di animali destinati a diventare sofà, scarpe, borse e portafogli, l'inquinamento, i danni alla salute che subiscono i lavoratori delle concerie e gli abitanti del circondario non sono affatto un male inevitabile. Esistono già oggi decine di marchi che producono gli oggetti tipici della pelletteria senza usare la pelle. Non si tratta delle scarpe "in plastica" brutte e poco salubri che qualcuno ricorderà: ci sono materiali altrettanto duraturi, con caratteristiche che nulla hanno a che invidiare alle pelli più pregiate. Calzature, borse, portafogli di ottima fattura, che non uccidono nessuno.

Basta porre un po' di attenzione a che cosa compriamo, perché, senza rinunciare a nulla, anche così possiamo salvare degli animali, e non far arricchire ancora di più chi vive sulla loro sofferenza e morte.

(Fonte: http://www.agireora.org/)


Quali le alternative?? ne parleremo anche in altri post, ma intanto, per fare qualche esempio: al posto del cuoio, si usa la Lorica...al posto dello scamosciato, l'Alcantara o la Suedette, e altri ancora...


Per una guida agli acquisti cruelty-free:
www.stiletico.com


lunedì 11 agosto 2008

Vegetarian song

ok, non è vegan, è solo...vegetariana, ma questa canzone è troppo divertente!

(click sull'immagine)

(anche se vedere tutta quella roba a base di latte fa venire mal di pancia...)

IncontraGliAnimali.org: foto, filmati, storie

Un nuovo sito si aggiunge al circuito di AgireOra Network, per far conoscere animali non certo "esotici", ma infintamente meno conosciuti di cani e gatti.

Che cosa c'è in www.IncontraGliAnimali.org? Ci sono gli animali. Le loro storie, le loro foto, filmati.

Ma non sono i soliti gatti & cani che tutti siamo abituati a considerare "animali d'affezione". Sono altri animali, che fanno sempre una brutta fine, anche se non sono colpevoli di alcun crimine, e non sono "diversi" dai cani e dai gatti.

In questo sito impareremo a conoscere questi animali, che solitamente non vengono né amati, né rispettati. Vedremo come vivono in natura, e come vivono invece nella dura realtà dell'allevamento, ma anche come potrebbero vivere se venissero rispettati, l'affetto che sanno dare e ricevere, la loro dignità, la loro bellezza, dentro e fuori. E impareremo anche come fare per evitare il loro sfruttamento, e la loro morte: dipende solo da noi.

Diversi passi di questo sito sono stati ripresi, o ispirati, dal libro di Jeffrey Moussaieff Masson, "Il maiale che cantava alla luna - La vita emotiva degli animali da fattoria".

Si tratta di un libro toccante, ma rigorosamente scientifico e logico: d'altra parte è proprio sulla logica, e sul senso di giustizia che ciascuno di noi dovrebbe avere dentro, che si fonda la considerazione che tutti gli animali sono uguali, senzienti, e che non c'è alcuna giustificazione a tenerli prigionieri e ucciderli per i piaceri del nostro palato.

Il libro esamina approfonditamente i comportamenti, la "storia", le abitudini delle varie specie animali che vengono normalmente allevate al fine di essere macellate (o di produrre latte e uova, e poi essere comunque macellate). E fa capire come ciascuno di questi animali sia un essere sensibile, intelligente, la cui specie ha maturato nel corso dell'evoluzione comportamenti e modi di gestire la propria "società".

Il sito prende alcuni spunti dal libro, ma aggiunge testimonianze di vita vissuta... con gli animali, di varie persone, commenti, foto e filmati.

Buona lettura e buona visione... iniziate questo viaggio con mente aperta, senza preconcetti, con rispetto, e anche, se volete, con amore verso tutte queste creature che dividono con noi la Terra.

www.IncontraGliAnimali.org



giovedì 7 agosto 2008

What do you think about vegansexuality?

In giro per la rete e su qualche magazine ultimamente si parla spesso di "vegansexuality"...

Il fenomeno consisterebbe nel preferire partner vegani piuttosto che carnivori, o meglio onnivori. In realtà non si tratta di una moda, ma di uno studio che Annie Potts (ricercatrice dell'Università di Canterbury e direttrice del New Zealand Centre for Human-Animal Studies) ha compiuto su 157 vegani e vegetariani (di cui 120 donne) relativamente alllo stile di vita cruelty-free.

Le domande che sono state poste al gruppo in osservazione spaziavano dallo stile alimentare alla gestione degli animali di casa, alla scelta dell'abbigliamento, etc. fino al cosiddetto "cruelty-free sex", cioè il rifiuto ad accompagnarsi come partner sessuali e/o di vita che non siano veg(etari)ani.

Alcune delle persone intervistate hanno così spiegato la loro riluttanza a baciare i carnivori così: "Non posso pensare di baciare labbra che hanno assaporato pezzi di animali morti". Per altri il problema era l'odore: "I corpi delle persone non vegetariane odorano in maniera diversa, le tossine danno un sentore più intenso alla pelle"

Per altri ancora la questione si pone sul piano dell'affinità di filosofia di vita e di valori e si pensa quindi di poter avere una relazione con una persona che ha lo stesso tipo di approccio alla quotidianità oltre che gli stessi ideali.

La fondatrice e presidente di PETA, Ingrid Newkirk, concorda sul fatto che i vegan hanno un odore più..."fresco", ma sostiene anche e soprattutto l'importanza del recruiting, ovvero di far sì che sempre più persone adottino questo stile di vita. Non per ansia di evangelizzazione fine a se stessa ma affinchè si riduca sempre di più il business alimentare a carico degli animali e dunque la loro sofferenza.
Ecco cosa racconta la Newkirk: "Quando una ragazza del mio staff arriva e mi dice Lo sai che il mio ragazzo è diventato vegan??? io scherzo e le dico: Beh, allora è tempo di mollarlo e metterti con un altro, il tuo lavoro l'hai fatto, va avanti!!!"


VEGAN DEL MESE CERCASI


Lo spazio è aperto a chi vuole mandare contributi: una propria foto seria o spiritosa, una foto del proprio animaletto di casa (veg...i miei gatti vanno bene solo per la foto del mese!!!), dei propri figli... e qualche riga di presentazione con la vostra storia, da quanto tempo siete veg, perchè (che è sempre piuttosto ovvio ma non troppo!) e quello che vi piacerebbe leggere su queste pagine.

Ogni storia ha un suo profondo significato, si parla di scelte di vita, di etica, di visione del mondo. E' bello sapere che c'è qualcuno che ha fatto il nostro percorso e ce lo racconta.

Foto e storia rimarranno sul blog per un mese e io sarò molto contenta di ospitarvi.

Firmiamo!

Ricevo e pubblico...

L'universo dei vegani e vegetariani chiede a gran voce di poter trovare, comodamente e ovunque, le fonti proteiche di chi non fa uso di derivati animali: tofu e seitan(freschi e biologici) di almeno 3 tipi al naturale, e di almeno due tipi già cucinati (chiaramente sempre biologico).
E con ciò non ci riferiamo alla solita "cotoletta di soia" per nulla buona che già si trova più o meno sempre , ma a qualcosa di meno banale e meno industriale.

Questo non solo per agevolare gli acquisti di chi già conosce i benefici di una alimentazine priva di derivati animali ma, soprattutto, per DIFFONDERE la conoscenza di tofu e seitan, promuovendo una nuova cultura del cibo (con grande vantaggio per l'ambiente, oggi soffocato dall'inquinamento causato dagli allevamenti).



Vegetariani e vegan chiedono anche che in tutte le mense (di lavoro,
scolastiche, asili, altro ) sia disponibile un pasto( primo e secondo con
contorno) VEGAN (cioè privo di derivati animali) bilanciato e completo.
Questo sempre sia per consentire di usufruire della mensa da parte di chi ha deciso nutrirsi senza derivati animali, sia per portare sempre più alla ribalta la conoscenza di piatti privi di colesterolo e grassi animali, ma ugualmente gustosi e saporiti, contrastando la comune credenza che i veg si nutrano esclusivamente di lattuga.
Si veda in proposito questo video
http://it.youtube.com/watch?v=TxvWHE6lycw

I risultati di questa petizione saranno portati a conoscenza di istituzioni, grande distribuzione, associazioni di commercianti, sindacati e datori di lavoro.

Qui un altro significativo video sulla scelta veg
http://it.youtube.com/watch?v=cvHk0Y7sI2k

http://www.firmiamo.it/tofueseitanpertuttigrandedistribuzionemense

La birra non è tutta vegan!

Ecco un elenco di birre vegan, ovvero birre prodotte senza l'uso di derivati animali e senza additivi negli ingredienti e nel processo di fermentazione.
  • Beck's
  • Budweiser
  • Clausthaler
  • Goors Extra Gold lager (B C K)
  • Grolsch
  • Fuller's Chiswich Bitter(C)
  • Fuller's ESB.13 (B C K)
  • Fuller's Golden Pride(B C)
  • Fuller's Light Ale(B)
  • Fuller's London Prid(B C K)
  • Harp Lager
  • Heineken Export Lager(B C)
  • Holsten Pils
  • Kaltenburg Pils(B C)
  • Kingfisher Indian (C D)
  • Latrobe (Rolling Rock)(B C K)
  • Long Life(C K)
  • Lowerbrau Strong Lager(C)
  • Lowerbrau Pils(B C)
  • Miller
  • Newquay Steam(CR)
  • Newquay Steam Bitte(C)
  • Newquay Steam Cider(B)
  • Oranjeboom
  • Original Norvik Ale
  • Original Porter
  • Pinkus Organic Lager
  • Pinkus Weizen Organic
  • Samuel Smith's Premium Bitter(K)
  • Samuel Smith's Old Brewery Bitte (B)
  • Samuel Smith's Mild Draught Beer(K)
  • Staropremen
  • Steibock T.A.G.
  • Tennent's Gold Bier
  • Young's London Bitter(D)
  • Young's Premium Lager(D)


Quando accanto al nome della birra c'è un simbolo, la birra è vegan solo nelle forme indicate:

-B Bottiglia
-C Lattina
-K Barilotto
-D Alla spina

Dove non c'è alcun segno, la birra è vegan in tutti i suoi formati.

mercoledì 6 agosto 2008

Vegan bon ton a tavola

Purtroppo agli ignari carnivori i vegani appaiono spesso impegnativi, difficili ed elitari, soprattutto in situazioni che riguardano la convivialità.

Ecco una lista - incompleta e perfettibile grazie ad ogni ben accetto contributo - di atteggiamenti degni della migliore "etiquette" utile per essere rispettosi degli altri e allo stesso tempo rimanere fedeli alla propria etica.

1. Quando siete a casa di amici o parenti, non aspettatevi che venga preparato qualcosa di speciale da mangiare per voi. Probabilmente lo faranno, ma se non ci sperate eviterete di rimanere delusi. E' sempre meglio mangiucchiare qualcosa prima di uscire da casa così nel peggiore dei casi non rischiate di morire di fame! Magari portate con voi qualcosetta, meglio se da condividere con gli altri commensali. Se i vostri ospiti sono stati così cari da preparare qualcosa adatto a voi, fate loro capire quanto lo avete apprezzato, anche nel caso che non fosse così buono, però almeno è ...vegan

2. Quando uscite a mangiare con 3 o più persone, ordinate per ultimi. Se ordinate alla fine, il resto della tavolata potrebbe non fare molto caso al terzo grado che state facendo al cameriere per sapere se perfino le verdure vengono cotte nel burro!! Inoltre, se il cameriere si allontana per chiedere delucidazioni allo chef, ordinando per ultimi non farete irritare i vostri commensali che devono aspettare quel via-vai prima di fare le proprie ordinazioni.

3. Sempre, dico SEMPRE, siate cortesi e disponibili quando fate le vostre richieste al cameriere, soprattutto se dovete chiedere una preparazione "particolare" (di usare olio invece di burro, di non mettere il parmigiano sulla pasta, etc.etc.). Enfatizzate i vostri "per favore" e "grazie"! Non fate richieste che suonino minacciose, tipo "Se dovessi trovare anche una sola molecola di formaggio nella mia insalata, la rimando indietro, mi alzo e non torno mai più in questo posto!"
Per natura, le persone sono più disponibili ad aiutare gli altri se trattate con rispetto ed empatia.

4. Se state uscendo a cena con degli onnivori, non pensate neanche per un istante che vogliano andare in un ristorante vegetariano. A meno che non si sia specificato prima, scegliete un ristorante dove ci siano differenti possibilità di mangiare adatte a tutti.

5. Non predicate i benefici del veganismo per la salute, l'ambiente, gli animali se non richiesto (o provocati, aggiungerei...rispettosi sì, ma neanche santi)

6. Non guardate nel piatto dei commensali o alla borsa di pelle appoggiata alla sedia con ovvio disgusto, anche se disgustati lo siete. Contegno.

7. Se qualcuno non rispetta o deride il vostro modo di essere e cerca di ridicolizzarvi agli occhi dei presenti non esitate ad andarvene oppure a battervi per voi stessi e i vostri valori. Non state dalla parte dell’ignoranza. O li evitate o fate loro capire che hanno torto.

Usare il buon senso, la compassione e le vecchie care buone maniere rimane il miglior modo per entrare in relazione con gli altri.

Last but not least....questo vale non solo per i vegani, ma anche per i loro commensali!

martedì 5 agosto 2008

Il mio compleanno e una torta fantastica

Ieri sera ho festeggiato il mio compleanno al bio ristorante Zenzero di Ostia. Il posto merita.
A parte l'utilizzo di materia prima biologica, il menu è vegetariano, vegano e - ahimè - di pesce (mi rendo conto che sia difficile sopravvivere in zona senza menu di pesce, la specialità di tutto il nostro litorale, bah...), oltre ad avere ben indicati sul menu i piatti privi di glutine adatti quindi ai celiaci

Ho mangiato dell'ottimo seitan al curry e mandorle, degli strangozzi alla piastra con verdure e zenzero e ho ordinato il giorno prima una delle torte di compleanno più buone che abbia mai mangiato: una crostata alla frutta freschissima (melone, pesche, mirtilli, uva,etc.) totalmente vegan!
La crema tra base e frutta - mi ha spiegato lo chef - è stata fatta cuocendo in pentola a pressione per non so quanto cuscus, malto di riso e limone (forse il limone l'ha messo dopo, chissà...)

Ma che delizia! leggerissima, senza quel retrogusto che io detesto di crema al latte e uova (suppongo che ai più piaccia, ma io amo sapori più delicati, profumati...) e che mi faceva venire la colite fulminante, me ne sono mangiata delle fettone senza sentirmi appesantita
Lo chef è semi vegano, nel senso che a casa è vegano ma per dovere professionale cucina a malincuore vegetariano e pesce, il suo sogno sarebbe di aprire un giorno un ristorante esclusivamente vegan...ma chissà, forse in questa zona è un pensiero ancora troppo avanzato

Da parecchi anni non sono più golosa come quando ero piccola, ma se ci fossero pasticcerie vegan qui a Roma, lo diventerei immediatamente! grazie, senti che sapori, non certo dozzinali come quelli delle pastarelle della domenica...