domenica 24 luglio 2011

Cena a Ostia Antica

Vi segnalo un evento per venerdì 29 luglio a Ostia Antica (Roma). Niente tofu o seitan, ma cucina di tradizione mediterranea, perchè si può mangiare vegan con i cibi di casa nostra. Io ci sarò e mi piacerebbe incontrare qualcuno dei miei lettori... La prenotazione è obbligatoria. Se ci siete....fatevi vivi!


martedì 12 luglio 2011

Manuale di sopravvivenza (Rione Monti, Roma)

Ho la fortuna di abitare in campagna, lontano abbastanza dalla città da non sentirne gli effluvi pestilenziali (dai tubi di scappamento al rumore a....). Da quando non vivo più in un condominio la mia esistenza è davvero cambiata, soprattutto ho scoperto la bellezza di non avere nessun vicino di casa sopra, sotto, di lato. Di poter lasciare sempre aperta la porta di casa, di potersi sdraiare su una amaca tra due alberi, giocare a rincorrersi con i cagnoni, senza bisogno di arrivare ad un parco pubblico. E tanto altro ancora. Probabilmente sono diventata anche più misantropa, questo lo ammetto.
E' che la mia dose di socialità sono costretta a sorbirmela comunque ogni giorno, quando debbo andare in città a lavorare e salgo su treni sempre piuttosto pieni, poi trascorri la mia giornata in un ufficio, in una forzata promiscuità che poi devo bilanciare con una... part-time (almeno) immersion nella natura intorno a casa mia...

Lavoro in centro a Roma e nella maggior parte dei casi porto con me del cibo per il pranzo. Sono piuttosto difficile di gusti e raramente trovo appetibile qualcosa cucinato giù alla mensa interna (sono in grado di rendere immangiabili anche dei banali fagiolini verdi, probabilmente grazie alla loro cattiva "scongelazione"). Però a volte anch'io devo procacciarmi il cibo,  succede quando non riesco a preparare niente la sera prima oppure ho finito i viveri a casa. 
Così ho dovuto spulciare un po' la zona qui intorno per capire dove sia possibile comprare  qualcosa di decente da mettere sotto i denti. Magari a qualcuno di voi potrà servire, trovandosi da queste parti, una piccola mappa di sopravvivenza nella zona intorno a Via Nazionale, quartiere Monti, Santa Maria Maggiore. Man mano che troverò posti e cibi interessanti ve li indicherò.

Tra via A. De Pretis e via Torino, ad esempio, all'altezza del mercatino rionale, c'è una viuzza, Via Napoli, e una pizzeria a taglio  dove, oltre alle solite pizza rossa, con i funghi e con patate tipiche delle pizzerie romane, potrete trovare quasi tutti i giorni una ottima pizza bianca ripiena di scarola e olive, un po' piccantina. Chiedete sempre se non ci sia mozzarella, dovessero mai cambiare...ricetta.

Un altro posto da noi frequentabile è una sorta di panineria che si chiama Bombo, in via Palermo, facilmente riconoscibile dalla scritta fuori con "Qui se magna". Nonostante la sempiterna presenza di hamburger, formaggi, salmone (stiamo parlando ovviamente di locali onnivori...), è possibile farsi "costruire" una bella insalatona - in due formati di grandezza - con ingredienti a scelta tra ortaggi freschi e sott'olio e soprattutto - caso rarissimo - tra ceci, fagioli borlotti e fagioli bianchi di Spagna conditi con cipolletta, sedano, etc. Se poi vi fate condire il tutto con la crema all'aceto balsamico, otterrete un'insalata di grande soddisfazione. E' possibile anche farsi preparare un panino caldo con ingredienti a scelta, il mio preferito è con melanzane e zucchine grigliate e pomodorini secchi sott'olio, una bontà copiata ora anche dagli avventori onnivori (copioni!).

Continuando più avanti sempre su via Palermo e girando a destra su via Genova,  un'altra pizzeria a taglio piuttosto rinomata nel quartiere e dunque sempre molto affollata dove difficilmente potrete trovare una pizza senza mozzarella & affini ma dove - se ci capitate di giovedì - potrete approfittare degli ottimi pomodori col riso e patate al forno, che sembrano proprio fatti in casa dalla zia. Qualche volta anche uno dei primi consueti è mangiabile, come pasta e ceci, ma per lo più si tratta di piatti con formaggi e carni (ragù, pancetta, etc.). Tra le insalate, l'unica vegan è la Ligure, per me un po' scarsina come ingredienti, e la stessa cosa potrei dire del cuscus di verdure, che necessiterebbe qualche aggiunta.

Ancora, in via Firenze, dall'altra parte di via Nazionale rispetto al quartiere Monti, un panificio-pizzeria propone quasi quotidianamente delle pizzette tonde con verdure grigliate sopra che sono la fine del mondo, così croccanti e saporite! Purtroppo vanno a ruba, bisogna arrivare presto per accaparrarsele, per la modica cifra di 2 euro l'una. Anche qui se si è fortunati si trovano i pomodori col riso e patate, buonissimi anche qui, a prezzo leggermente inferiore del primo posto segnalato.

Potreste avere voglia di un gelato, di quelli artigianali, e allora non dovrete che ritornare nel cuore di Monti, a via dei Serpenti, al Gelatone. Scendendo da via Nazionale, vi ritroverete la gelateria circa a metà strada, sulla destra, è l'unica nei dintorni. Da provare i gusti alla soia: dal pistacchio al cioccolato, nocciola, vaniglia, etc. Ce ne sono sempre diversi, non i soliti due-tre gusti che qualche volta si riescono a trovare nelle altre gelaterie. Ma i più buoni sono senza dubbio i sorbetti di frutta, io adoro in particolare i gusti banana e pera, ma c'è solo l'imbarazzo della scelta. Chiedete sempre per sicurezza alle ragazze oltre il bancone. Una di loro è intollerante al lattosio e dunque molto attenta a consigliare. Proprio lei mi ha fatto presente di non prendere gusti agli agrumi (limone, pompelmo rosa, etc.) perchè per questo tipo di gelato viene usato latte in polvere come addensante.


Per oggi è tutto, altre segnalazioni nei prossimi post!






sabato 2 luglio 2011

Meglio le mele


"The apple cannot be stuck back on the Tree of Knowledge; once we begin to see, we are doomed and challenged to seek the strength to see more, not less."
(Arthur Miller)




Il numero di giugno di quest'anno della rivista International Journal of Nutrition Food Science segnala una ricerca cinese le cui conclusioni sono le seguenti:

"The antioxidants from plant foods improve the body's antioxidant defense by acting additively and synergistically...Both apple and grape are antioxidant-rich fruits. Our results indicated that intake of apple and grape juice was efficient in enhancing the body's antioxidant status."

In breve, mele e uva sono ricchissimi di antiossidanti e costituiscono un validissimo apporto per il nostro fabbisogno di queste sostanze.

Ancora. La metionina è un aminoacido che contiene zolfo e si trasforma in omocisteina nel corpo umano. L'omocisteina è un fattore chiave per la sua implicazione nello presenza di malattie cardiache. Frutta e verdura come mele, uva, ananas, cavoli contengono metionina come anche molti cereali e legumi. A differenza delle proteine (è lì che si trova la metionina) animali, però, quelle vegetali contengono minuscole quantità di metionina, le quantità "giuste" per il normale consumo umano. Il problema è invece un eccesso di metionina.

Non è finita. Il pollo, per esempio. Molti trovano il pollo delizioso al palato. Per carità, non sarò certo io... Ma forse ciò che dà sapore al pollo è proprio la presenza di questi aminoacidi solforosi nelle proteine contenute nelle sue carni. Daranno forse, per chi ha papille gustative ormai andate a farsi benedire, un gradevole gusto in bocca, ma non avete idea di quali odori terrificanti possa provocare all'interno del corpo e....nella via d'uscita.

E' possibile sentirne l'olezzo avvicinandosi a persone che hanno appena ingurgitato pollame: puzzo di zolfo. Naturalmente chi vi è abituato e si crogiola nel suo e altrui puzzo non ne avrà il minimo sentore. Ma invito un vegan qualsiasi a fare il test. Avvicinatevi a un vostro collega dopo il suo consueto succulento pasto a base di "petto di pollo grigliato" (un must impiegatizio) e inalate senza neanche troppo sforzarvi i miasmi provenienti dalla sua persona...
Se mangiare polli dimostra innanzitutto che non si ha alcuna pietà per la vita di sevizie e conseguente atroce morte di un uccello, tanto meno dimostra compassione e pietà per il proprio di corpo.


Se fate una ricerchina veloce veloce sui livelli di metionina nei vari cibi, non mancherete di notare che 100 grammi di mele contengono 0.001 grammi di metionina mentre la stessa quantità di pollo ne contiene circa 0.855. Voi mi direte forse che adorate quel temibile e funereo puzzo di zolfo scorrere attraverso il vostro sangue e distribuirsi in ogni cellula nel vostro corpo. Del resto si sa, i gusti son gusti. Semplicemente una porzione di pollo contiene 855 volte l'ammontare di metionina di una porzione di mele, stop.

Ecco una breve tabella con i livelli di metionina in alcuni cibi (per 100 grammi):

Mele: 0.001 grammi
Ananas:  0.012
Cavolo: 0.014
Tofu: 0.074
Uova sode: 0.392
Formaggio cheddar:  0.652
Parmigiano:  0.958

Con l'augurio per il vostro bene e di chi vi è accanto di diventare sempre meno puzzolenti di mortiferi olezzi, ringrazio Robert Cohen per l'articolo di cui questo post è una libera traduzione, miei commenti non compresi.



P.S. Dimenticavo. Il pollo è la pietanza preferita dalle mamme per i loro bambini. Non dai bambini, naturalmente. Sono le mamme che insegnano loro a "preferirlo". Voi provate a mettere un pollo, un uccello, insomma una gallina bella vispa  e una mela vicino ad un bambino: indovinate cosa mangerà e con chi invece giocherà...


fonte: http://www.notmilk.com

mercoledì 29 giugno 2011

Radio Voice

Molti di voi la conosceranno già, ma per chi ancora non ha avuto il piacere di connettersi con Radio Voice questo è un invito a farlo.
Quando lavoro al pc, quando scrivo qualcosa per il blog o su Facebook, non c'è migliore sottofondo di questa radio che rappresenta una sorta di "radio ideale", non sembra vero di poter addirittura ascoltare pubblicità con attenzione perchè trattasi di pubblicità "etica". Vi sembrerà incredibile, quando di solito saltate su un altro canale quando c'è qualche annuncio pubblicitario...qui no, anzi! li ascoltate con tanto di orecchie...

Per non parlare delle news. In questo momento stanno parlando di circhi...
La musica è delle migliori in circolazione. Insomma, non avrò mai abbastanza parole per esaltare il lavoro di questa radio. E voi, che non la conoscete, non dovete fare altro che connettervi e lasciarla come sottofondo mentre navigate in internet, ne sarete entusiasti.

Radio Voice è anche su Facebook. Sosteniamola e ascoltiamola.

RADIO VOICE è una radio che lotta per il riconoscimento dei diritti degli animali. 
                                                                RICONOSCIMENTO E NON CONCESSIONE.

mercoledì 22 giugno 2011

Per quelli come Francesca

Oggi sento di dover dedicare qualche riga di blog alla mia amica Francesca, novella vegana. Sono un paio di anni che lavoriamo insieme e spesso è capitato nel tempo di parlare di cosa mangio, soprattutto del perché mi nutro come mi nutro, e cosa significa e tutto il resto. E lei, a differenza della maggior parte delle persone che mi/ci circondano, era sempre curiosa di sapere, di conoscere questioni che magari a volte le erano passate per la mente ma senza poterle approfondire perché si sa, tutto rema contro nel mondo là fuori. Sembra impossibile essere diversi, cercare di essere migliori, non tanto migliori degli altri, ma migliori di come siamo sempre stati.

Per quanto mi riguarda io non ho mai avuto grandi ambizioni sul lavoro, forse perchè - disgraziatamente - non ho mai avuto forti vocazioni per quella o per l'altra professione, ma un obiettivo mi sono sempre prefissata ed era quello di diventare... sempre più buona. Non rispetto agli altri, ognuno se la vede con la propria coscienza, ma in relazione a me stessa, senza sapere bene a volte dove andare a parare, ma con la stella cometa del "diventare migliore". Ho sempre fatto mio quel "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguire virtude e conoscenza". Questa la mia vera e forse unica ambizione.


In Francesca ho trovato una persona interessata a migliorarsi, proprio come ero e sono io. Passato il tempo, qualche mese fa è sparito dal suo frigorifero e dalla sua dispensa ogni tipo di derivato animale, e da ottima cuoca quale era prima si è riconvertita a cuoca vegan, per lei, per suo marito, per la piccola Ludovica. Leggendarie ormai le sue paste al forno, le pastiere, la nutella, le polpette, il ragù... Hanno conquistato la sua famiglia e i suoi amici, i suoi piatti speciali. 

Non voglio finire nella retorica, dunque termino qui. Volevo solo lasciare una testimonianza qui per lei e per tutti quelli che - seppure adulti - decidono a un certo punto di cambiare abitudini, di cambiare testa, di vedere oltre quello che per anni  abbiamo visto in casa e fuori, di andare oltre le apparenze. Questo pensiero è per persone come loro, persone che si rimettono in gioco e per questo non invecchieranno mai.

martedì 14 giugno 2011

L'Onnivoro: chi è e come comunicare con lui

Oggi ospito nel mio blog l'illuminato scritto di David Nicoli, pubblicato stanotte su Facebook e meritevole di lettura, per ritemprar lo spirito così spesso fiaccato da cattive notizie.


L'Onnivoro: chi è e come comunicare con lui
(David Nicoli)

Per "Onnivoro" (Homo Onnivorus) la moderna Antropologia intende un essere bipede condizionato dalla sua tribù, fin dalla più tenera età, a nutrirsi di cadaveri. I suoi riferimenti culturali sono Pubblicità e Tradizione che costituiscono le fondamenta del suo Credo tribale. L'Onnivoro ben presto perde non solo le capacità empatiche naturali della sua specie ma perfino quelle cognitive più elementari, che gli consentirebbero almeno di collegare logicamente una bistecca ad un essere senziente. Negando l'evidenza evoluzionistica, il Credo impostogli gli insegna che esistono da un lato gli Animali e dall'altro, mooolto al di sopra di essi, l'Uomo-Non-Animale che legittimamente li domina e ne fà ciò che vuole (concetto di "razza superiore").
 
Un esemplare di Homo Onnivorus in costume tradizionale
(ma possono anche vestire come noi)
L'Onnivoro usa ritrovarsi insieme ai suoi simili in luoghi di culto tribali che prendono il nome di McDonald's e Steak House, nonché nei residui ristoranti tradizionali. Al bar è facile riconoscerlo in quanto immancabilmente ordina il tramezzino col prosciutto. Se interrogato sul perchè mangia cadaveri, l'Onnivoro tende a ripetere meccanicamente: "la carne fa bene", "la carne è buona", "me la richiede il corpo". In effetti, lungi dal sospettare di essere un animale biologicamente e morfologicamente frugivoro come le grandi scimmie, l'Onnivoro è stato allevato per  credere di doversi alimentare come un animale carnivoro, come i grandi felini: tigri, leoni, ghepardi.

L'Onnivoro appare poco o niente consapevole dei danni che una alimentazione innaturale per la sua specie causa al suo corpo - infarto, diabete, cancro, osteoporosi, obesità, etc - e comunque non mostra interesse ad informarsi. Appare inoltre disinteressato al fatto che il suo stile alimentare costituisca la prima causa di inquinamento e deforestazione del pianeta, nonchè la principale causa della morte per fame nel mondo. 

L'Onnivoro tende ad evitare qualsiasi informazione o evidenza che possa modificare anche minimamente il suo stile di vita consolidato e si autopercepisce come un essere buono, anche molto buono, in quanto rispettoso delle leggi tribali. E trova il conforto delle sue credenze nella rete protettiva parentale e amicale, nel fatto di frequentare solo individui della sua tribù. In effetti l'Onnivoro non ama essere sollecitato a pensare cose nuove e nemmeno semplicemente a pensare, poichè - come dimostrano le più recenti ricerche antropopsichiatriche - preferisce pensare di pensare.

Se sollecitato in modo incauto su argomenti sensibili, l'Onnivoro può  talvolta reagire in modo aggressivo, non solo verbalmente, a causa degli effetti sul comportamento delle proteine animali. Volendo stabilire un dialogo con un Onnivoro è quindi  bene adottare un linguaggio diplomatico, avendo l'accortezza di mantenersi a una distanza minima di sicurezza. Va tenuto presente che più il soggetto è adulto, più le sue credenze tribali risulteranno radicate e conseguentemente maggiori saranno i rischi che assuma un atteggiamento ostile. Nell'augurarvi buona fortuna, il redattore di questa nota declina fin d'ora ogni responsabilità.


sabato 11 giugno 2011

Gente Vegan: Francesca

Oggi vi presento la bella Francesca, amica virtuale di lunga data ormai. Lascio subito la parola a lei, non mancandole certo gli argomenti....


Francesca, descriviti in poche parole....
Sono Francesca, ho 30 anni, lavoro e vivo in Svizzera (ma sono italiana) e faccio veramente ciò che mi interessa davvero quando non lavoro: adoro stare coi miei amici, umani e non, disegnare, leggere, scrivere, ascoltare Beethoven in auto e scoprire ogni giorno cose nuove. Ho una predilezione per le cose semplici e sono una fan sfegatata della diversità.



Da quanto tempo sei vegan e come sei arrivata a prendere questa decisione?
Sono vegan da 3 anni circa. Ho sempre voluto smettere di mangiare carne quindi il primo passo è stato quello di diventare vegetariana. Documentandomi e dopo essere entrata in ATRA, associazione svizzera per l'abolizione della vivisezione, mi sono resa conto cosa significavano latte e uova, che ho tagliato immediatamente. 
Negli ultimi sei mesi ho modificato ancora la mia alimentazione, riducendo cereali e legumi quasi a zero e gettandomi a capofitto su verdure e sopratttutto frutta dopo aver letto di crudismo e fruttarismo. Dicono che a noi donne si riduca la cellulite...e pare vero! Frivolezze a parte, si sta meglio, si vive più sereni e il proprio impatto è ancor più ridotto.

Hai avuto qualche disagio nei rapporti con familiari e amici in seguito al tuo cambiamento di stile di vita? Se sì cosa hanno comportato....
All'inizio in famiglia c'era trambusto. Parlo della mia adolescenza. Ho provato innumerevoli volte a smettere di mangiare carne ed ogni volta mi scontravo coi miei genitori e cedevo. Mi sentivo sola, incompresa e cittadina di un mondo ingiusto. Oggi, dopo tante battaglie, è scontato che a casa mia si mangi vegan quando ci sono io. La consapevolezza di noi tutti è aumentata. Mia mamma è vegetariana e da qualche mese anche mio fratello. L'ultimo baluardo è mio padre ma è in netta minoranza. Capitolerà? Gli amici invece sono quasi tutti vegan. Gli altri si limitano a dire che mi ammirano e non hanno in alcun modo il permesso di prendere in giro una scelta così importante.


Frequenti anche amici veg in carne e ossa o solo..."virtuali"?
Entrambi. Sono un animale sociale e mi piace condividere principi così elevati con le persone a cui voglio bene. Mi piace conoscere persone virtualmente e poi "toccarle con mano" ad eventi vegani. Il prossimo passo? Un compagno vegano o disposto a diventarlo.

Vivi con qualche animale, se sì che rapporto hai?
I "miei" animali sono sparsi qua e là. Nella casa in cui vivo, in Svizzera, ho una gatta - Nya - arrivata a casa mia dopo aver vissuto giorno e notte su un balcone e quattro ratti, Leonardo, Plutarco, George e Albert, salvati da un laboratorio di vivisezione e recuperati da I-Care. Nella casa dei miei genitori, che frequento molto spesso, ci sono due magnifici cani, Giada detta Suppa e Camillo detto Millone, entrambi provenienti da un canile, e quattro adorabili gatte: Himilce, una bellissima siamese abbandonata da cucciola in un casale diroccato, e tre sorelline provenienti da una colonia felina: Cipria, Cuore e Bimba. C'è anche una dolce anima: Pio, un piccione raccolto per strada con un po' di acciacchi. Rapporto con loro? Li amo profondamente, infinitamente e ogni giorno sempre di più.

Sei attivista in qualche settore particolare, come "fai la tua parte"?
Ho fatto attivismo intenso per due anni. E con intenso intendo manifestazioni, sit-in, presidi, volantinaggio e via dicendo. Discutevo anche molto animatamente con le persone sulla scelta vegana.


Ultimamente, però, ho preso qualche distanza da queste posizioni. Fare attivismo per me era dura, vedevo cose che facevano spesso soffrire e non mi sentivo più a mio agio. Sarà egoistico ma mi sto prendendo il mio tempo. Evitare le discussioni con le persone invece pare che porti risultati insperati. Sono più curiose, sono loro a fare domande. Io rispondo con aria di sufficienza e spesso ciò induce riflessioni profonde.
E dopo tempo tornano da me a chiedere. Penso che l'esempio sia efficacissimo. Ora come ora scrivo: scrivo per Cruelty Free Web Radio e per Il Cambiamento. Penso che sia un modo per veicolare un messaggio più strategicamente. La rete è davvero potente in tal senso.

Come te la cavi in cucina?
Non dovrei essere io a dirlo ma penso abbastanza bene. Ora che mangio solo frutta e verdura per la maggior parte crude, il massimo del cucinare per me è lessare verdure. Però quando ho ospiti adoro coccolarli con manicaretti vegani. E penso che l'ingrediente fondamentale sia la passione che ci metto. Comunque, approfitto dello spazio per aggiungere una ricettina semplice e gustosissima: mopur affettato sottilissimamente e adagiato su un piatto, un filo d'olio extravergine, una spolverata di lievito alimentare in scaglie e foglioline di origano fresco.

Cosa è per te essere vegan?
E' il punto di partenza per essere individui migliori e il minimo che possiamo fare nei confronti degli animali, del pianeta e di noi stessi dopo tutto il dolore e il male atavico e scellerato seminato. Tuttavia, è necessario ma non sufficiente. Abbiamo il dovere morale di ripensarci come individui e di migliorarci costantemente affinando in modo continuo le nostre scelte.