domenica 1 marzo 2009

Vegan del mese: Gianluca

Il Vegan del Mese di marzo è Gianluca.
Ho conosciuto Gianluca tramite un suo articolo che mi aveva molto colpito, come poi ho raccontato anche in questo blog. Dopo aver letto il suo scritto, l'ho contattato per dirgli che ne avrei parlato perchè era molto bello e meritava delle considerazioni. Così ho scoperto anche il sito della sua associazione, Il Piccolo Popolo, pieno di notizie e articoli interessanti e affini al mio modo di essere.
E' quindi un onore per me ospitarlo su queste pagine. La sua esperienza e il suo percorso sono - come di consueto - per alcuni versi simili a quelli di molti di noi e allo stesso tempo diversi. Perchè si può arrivare a compiere delle scelte etiche secondo un cammino così personale che ogni storia coglie delle sfumature che sono nostre, accanto a percorsi di vita talvolta davvero differenti.

Alla mia richiesta di presentarsi, Gianluca ha risposto così:

Mi riesce sempre molto difficile parlare di me, non perchè non sappia cosa dire o come raccontarmi, ma forse solo perchè non sono mai riuscito a mettere me stesso al centro della mia vita. Io sono un "coso" che si muove curioso nel mondo ed il centro della mia vita non ci sono mai stato io ma semmai le cose che ho fatto e che faccio, le cose in cui credo, i miei ideali, le mie passioni.
E tutte queste sono cose che di solito non mi riguardano se non per il fatto che sono io a viverle. In realtà sono sempre stato molto incuriosito dalle cose degli altri, dalle vite degli altri esseri, altre popolazioni altre storie, diverse dalla mia che giocoforza conosco piuttosto bene, o meglio conosco a sufficienza. Questa mia curiosità mi ha portato a fare le cose piu diverse. Ho fatto davvero di tutto nella vita: dall'artigiano orafo al pony express, inseguendo quello che è sempre stato il mio sogno, la mia piu grande passione, il fotogiornalismo. Forse spinto proprio dalla mia curiosità innata verso tutto ciò che mi circonda, mi piaceva e mi piace non guardare ma osservare, non sentire ma ascoltare...

Quando e perchè sei diventato vegan? Qual è stata l'occasione, lo spunto, per cui hai iniziato a porti delle domande al riguardo?

Non ho mai amato spassionatamente la carne, la mangiavo perchè in casa si mangiava, perchè tutti la mangiavano. Non mi facevo problemi, da adolescente per esempio, sul mangiare un piatto di maccheroni con il ragù o un panino con l'hamburgher. Era tutto cosi... "normale". In fondo per me che ci fosse o non ci fosse la carne nel mio cibo era lo stesso. E poi con il lavoro che facevo ero sempre in giro e la priorità era trovare da mangiare piuù che cosa mangiare. In altre parole ero inserito, inconsapevolmente, in questa società cosi fatta.
Poi un giorno ho scoperto, non mi ricordo nemmeno come, di quanta crudeltà ci fosse dietro la produzione del latte e dei formaggi. E' stato un calcio nello stomaco, un pugno in piena faccia. Ed è stato un bene che l'abbia scoperto partendo dal latte e non dalla carne. E' stato un bene perchè sono diventato di colpo vegano, senza passare dal vegetarianesimo.

E' stato un passaggio difficile? ti è "pesato" rinunciare alle vecchie abitudini?

Non è stato affatto difficile nè complicato. Un po' perchè la mia innata curiosità verso le cose nuove mi spinge sempre a sperimentare, ed un altro grande contributo è stato senz'altro quello di avere al fianco una compagna che ha condiviso con me questa e molte altre scelte. E non è stato assolutamente difficile imparare concetti nuovi, o meglio scoprire concetti che già conoscevamo a applicarli allargando la visuale. Mi spiego meglio: non abbiamo avuto nessuna fatica, da antirazzisti quali siamo sempre stati a divenire antispecisti. Ci siamo anche scoperti molto piu ambientalisti di prima, e quelli che erano i nostri valori hanno acquisito solidità, sono divenuti ancora più intensi.
E' stato come svegliarsi da un brutto sogno. E spesso ne parlavamo. Facevamo fatica a credere che noi, proprio noi potevamo essere responsabili di cosi tanta bruttura. Oggi, a molti anni di distanza mi rendo conto di quanti fossero i malesseri repressi che vivevo e che erano dettati in gran parte a delle abitudini di vita assolutamente "normali" per quella che io allora consideravo normalità.
Oggi so che quella era invece l'aberrazione, non era affatto normale tutto quello che facevo e che tutti facevano. Non era e non è affatto normale che la nostra vita, sin dai piu piccoli gesti, fosse la causa diretta ed indiretta di cosi tanto dolore di cosi tanta sofferenza di cosi tanto sangue.

La vostra associazione nasce dunque in seguito a questo cambiamento?

Sì, il passo, quasi immediatamente successivo, fu una conseguenza tanto spontanea quanto ovvia. Non bastava aver capito, non bastava. Non ci bastava aver cambiato abitudini. Bisognava insegnarlo ad altri, bisognava raccontare che non solo era giusto quel che avevamo fatto, ma che era possibile, facile, necessario. Ed è da queste considerazioni che prende vita "Il Piccolo Popolo", l'associazione che io e Lory, la mia compagna abbiamo fondato.
Abbiamo capito che la "nonviolenza applicata" al quotidiano va non solo praticata ma diffusa, insegnata. E non riguara solo il veganesimo ma anche tutte le altre cose che hanno sempre segnato la nostra sensibilità.


Il fatto di essere di fede buddista ti ha aiutato? Passare a vegan ti è sembrato un ulteriore passo verso una maggiore coerenza anche in quella direzione?

Certamente mi ha aiutato molto anche il mio essere di fede, se si puo' usare questa parola, Buddhista mahayana. E il concetto di azione/reazione, il karma, è una forte spinta a non sbagliare. A chiedersi se quello che fai è giusto e che conseguenze avrà sul tuo proprio karma e su quello degli altri esseri che condividono questo cammino con te. Sì, questo è un forte stimolo ed un forte aiuto.
Non riuscirei più a sopportare l'idea del poter peccare tanto poi c'è il perdono divino. Che basti un atto di pentimento alla domenica per poter ricominciare a compiere ogni possibile atrocità in un ciclo infinito a cadenze settimanali. Non lo sopporrterei io e non lo sopporterebbe la mia coscienza e sopratutto non lo sopporterebbero tutti gli esseri viventi torturati ed uccisi con cosi tanta leggerezza. La vita di tutto il pianeta, degli esseri che lo popolano, la loro vita è nelle mani di ognuno di noi, dobbiamo solo accorgercene, e dobbiamo farcene carico. Non ci sono altre strade, non ci sono soluzioni domenicali di comodo. E da tutti questi pensieri, queste riflessioni che è (ri)nato quello che io sono oggi.


Ho una grandissima stima di Gianluca. Non mi sono sentita davvero di tagliare granchè di questa breve intervista, credo che possa fare piacere a molti di noi leggere la sua storia. E' corroborante, in questo mondo di ladri.

2 commenti:

icetrap ha detto...

Complimenti a Gianluca, condivido ogni sua parola.

Ariel ha detto...

Sì, Ice, Gianluca è capace di esprimere in maniera davvero splendida pensieri che sono di tanti di noi...