giovedì 6 maggio 2010

Vegan Routes

Siete a Londra o prevedete di farci un salto questa estate? Non potete mancare di fare un salto al Vegan Routes, un ristorantino vegan in una location d'eccezione: un tipico bus londinese a due piani!
La mia amica Daniela c'è stata non molto tempo fa e questi due splendidi monelli sono i suoi figlioletti ritratti proprio sulla soglia del bus.


Dove lo trovate parcheggiato? Facile, è proprio in centro, nel quartiere di Soho, 32, Brewer Street. Sono aperti tutti i giorni dalle 11 di mattina alle 23.
Ecco cosa si legge tra le altre cose sul loro sito:
We do not use or support the use of substitute "meats" such ad textured soya protein and as such we do not use names like burger or sausage in our food description.
Musica per le mie orecchie! Io ho impiegato anni prima di riuscire ad acquistare e quindi mangiare cibi che vengono chiamati - pur essendo vegetali 100% - "bistecche" o "wurstel" o "filetto". Ora con un certo fastidio talvolta li compro, in fondo sono buoni e non hanno niente a che vedere con sezioni di cadavere. L'altro giorno ad esempio abbiamo cucinato dei "filetti" di Mopur (una sorta di seitan) alla pizzaiola e il tutto mi ha ricordato quando ero piccola quando mia madre mi faceva mangiare altre pizzaiole, fatte come da tradizione con le carni di animali. Mi ha inquietato effettivamente, ma poi il sapore era così lieve e "vegetale" e poi sapere che nessuno era morto per riempirmi la pancia, beh... ha fatto il resto!

Tornando al nostro ristorante londinese, vi indico qualche prezzo a mo' di esempio. Una zuppa di lenticchie alle spezie? Una porzione media viene 2,80 pounds, mentre quella large 3,40 (mio dio, se penso a quanto ci fanno pagare qui in Italia per qualcosa che sia anche solo vagamente bio, veg, etc.). Una crepe fatta con farina che anche i celiaci possono mangiare ripiena di cioccolato e banana? 4 pounds.

Vegan Routes è anche su Facebook. Chi di voi ci va, ci scriva, pubblicheremo la vostra recensione!

7 commenti:

Silvia ha detto...

ma è meravigliosooooo!!!! Io non ho mai apprezzato i nomi "copiati" dai cibi animali: dire "bistecca di soia" o "carbonara vegan" mi fa pensare a una bistecca o una carbonara "di serie B", qualcosa che un onnivoro non si sognerebbe mai di mangiare (perchè prendere una copia, un surrogato, quando posso godermi l'originale?). Al posto di carbonara vegan preferisco decisamente "spaghetti curcuma, tofu e seitan" o quel che è! Anche perchè la carbonara mi ricorda la puzza di uovo, ecco! ^_^

Claudio ha detto...

E che cazzo, Ariè, mo' pure per i nomi ci infastidiamo? E annamo, e daje :-D
Un nome di per sé è neutro ed anzi io ho sempre apprezzato l'ironia insita nel chiamare salsiccia o hamburger un alimento vegetale.

Ariel ha detto...

a Clà, ma oggi ho letto addirittura della "porchetta" vegan..!!! a me un po' mi fa schifo l'idea...

cmq, tant'è che poi me li mangio i bistecchi (!) e i wurstel, però sembra che ci mancano e vogliamo dei surrogati che ce li ricordino, 'sti cibi presunti succulenti

negli USA vendono addirittua il tofurkey, una preparazione a base di tofu con le sembianze di tacchino spennato e stecchito per il giorno del ringraziamento

bah

Claudio ha detto...

Macché, io impazzii di gioia quando scoprii l'esistenza della porchetta vegan! Mi sembrò un'idea geniale nella sua ironia e mi venne subito voglia di provarla.
Pure quella del tacchino una trovata mica male. Mi ricorda i dolci tipici messicani per la festa dei morti, a forma di cadaveri umani.
Esorcizzare mangiando e quindi godendo: il massimo. Sarà che ho sempre detestato prendermi troppo sul serio (o prendermi sul serio tout court) ed ho un innato impulso alla dissacrazione.
E noialtri vegani, solitamente, abbiamo il difetto di prenderci davvero troppo ma troppo sul serio :-D
Basta vedere le cose sotto un'altra ottica e molti problemi non si pongono nemmeno. A me ad esempio la questione sui surrogati e la presunta mancanza di cibi animali non ha mai toccato, semplicemente perché non mi interessa minimamente, non mi viene proprio in mente.
Le cose, di per sé, sono neutre, lo ripeto. E' l'approccio alle cose che dà significato alle cose.
Oppure può essere anche che il mio sguardo umoristicamente nichilista e disincantato sul mondo mi porta a non patire particolarmente per la visione di forme che rimandano alla morte, animale od umana che sia. Non escludo che il mio sia un limite di sensibilità. Però, personalmente, quando mangio un wurstel di soia, penso solo: "Che cosa buffa! Ed è pure buono".

Ariel ha detto...

Mah, credo che quasi tutti i vegan alla fine mangino prodotti dai nomi inquietanti senza troppe storie, per comodità e come diversivo
Quanto alla presunta seriosità dei vegan, soprattutto di quelli animalisti (nel senso di attivisti), credo sia dovuta al fatto che c'è ben poco da ridere quando vieni a conoscenza e talvolta tocchi realmente con mano situazioni abnormi di sofferenza animale
situazioni inimmaginabili per le masse, che lasciano stupefatti e paralizzati dall'angoscia

Eppure, nonostante questo, ho conosciuto più vegan zuzzerelloni (e tu ne sei un esempio) che altro, a dimostrazione che nonostante tutto si riesce - con potenti e schizofrenici meccanismi di alienazione - a cacciare dalla propria mente tutte le aberrazioni con cui si è venuti a contatto anche solo nelle ultime 24 ore

per quello pensare al maiale che urla straziato mentre viene ammazzato fa poco sorridere e talvolta (se non si mettono in atto quei meccanismi di cui sopra) l'idea della porchetta vegetale potrebbe inevitabilmente far pensare a questo, dal momento che le masse di quello si cibano, considerandolo anzi un alimento da giorni di festa, alla faccia delle ammazzate

toydoll ha detto...

Secondo me tornano utili per dare un'idea di quale sapore e consistenza avranno i prodotti che compriamo, specialmente le imitazioni dei formaggi. poi secondo me sono degli aiuti eccezionali per chi si trova nel mezzo tra il mangiare carne e scegliere una dieta vegetarian/vegana perchè ti fanno pensare che non devi rivoluzionare del tutto la tua dieta, e sono anche più interessanti per i salutisti o tutte quelle persone di mezza età che iniziano ad avere malanni e problemi fisici e cercano alternative più equilibrate all'hamburger di mcdonalds.
il tofurkey l'ho visto a Londra da Wholefoods ma costa quasi £30.00 e non è gigantesco, o meglio non sembra dall scatola, o meglio la scatola non sembra grande abbastanza dopo aver letto il prezzo.

Ariel ha detto...

su questo ti dò ragione, le persone che hanno difficoltà a cambiare stile di alimentazione trovano in questi prodotti qualcosa di rassicuramte, anche solo nel nome, che fa sentire loro di "non tradire la tradizione"
ultimamente mi è sentito spesso di sentire che si è legati alle tradizioni familiari gastronomiche...
a dirti il vero lo sono anche io, ma forse sono stata fortunata perchè le cose più buone e più frequenti che mia mamma cucinava erano già tutte naturalmente veg, come le paste con i legumi, le peperonate, i risotti, etc. In alcuni di questi piatti ovviamente c'erano latticini e/o uova, ma è stato tanto semplice sostituirli da lasciare intatto il sapore e l'aspetto evocativo che un piatto può avere

a

P.S. Accidenti quanto è caro un tofurkey!!!