Anche i mangiatori di carne, che in genere preferiscono astenersi da questo tipo di riflessioni, hanno cominciato a chiedere conto ai fornitori circa la provenienza della carne che vendono: se il cibo dato agli animali è "pulito", se sono stati macellati senza sofferenze...
Sai che sollievo, io mi sento male solo a pensarci, in un caso o nell'altro.
Alcuni libri hanno costituito un'ulteriore spinta in questa direzione: best seller dai titoli evocativi come The Omnivore Dilemma, The Shameless Carnivore e The Compassionate Carnivore hanno suscitato qualche reazione popolare.
Spopolano le organizzazioni come le Community Supported Agriculture e gruppi come i Meat Buying Club e i Whole Animal Sharing Club che aiutano i consumatori che decidono di consorziarsi e prepagare un allevatore per crescere un animale specifico che verrà svezzato e macellato secondo dettami etici ben precisi. [Io, di nuovo, inorridisco. Allevare un animale con tutte le cure per mangiarmelo!?]Il sottotitolo di questo libro è il seguente: How to keep Animals Happy, Save Old MacDonald's Farm, Reduce Your Hoofprint, and Still Eat Meat.
Mucche contente da ammazzare cantando loro la ninnananna. Questi imbecilli non ne vogliono proprio sapere di smettere di mangiare esseri viventi, vogliono papparsi le mucche felici, immagino le risate e che spensieratezza. Chiameranno i loro bambini per assistere al lieto evento, alla sgozzata? Son certamente convinti che "debbano" mangiare le carni, che non abbia senso nessuna altra soluzione. Come se io, che da decenni non me ne nutro, fossi una eccentrica signora ancora viva per uno scherzo della natura.
I compassionevoli caritatevoli mi hanno messo di pessimo umore.
A voi che effetto vi fanno?


























